Paolo Parrini si e' occupato di filosofia della conoscenza e di filosofia
della scienza.
Ha cercato di dire qualcosa su questi argomenti muovendosi
sul piano storico e su quello teorico. I suoi lavori a carattere storico
riguardano la concezione russelliana della logica e della matematica, i
rapporti fra fisica e geometria, la tradizione convenzionalista, il
pensiero di Kant e, soprattutto, le origini e gli sviluppi del movimento
neoempiristico. I suoi lavori a carattere teorico riguardano argomenti di
natura specifica quali, per esempio, l'analiticità, la struttura logica
del controllo empirico, la crisi del fondazionalismo, i rapporti fra
ermeneutica ed epistemologia.
La sua debolezza (legata a uno dei più
frequenti vizi capitali di chi fa filosofia) è quella di ricondurre la
trattazione degli argomenti particolari a una prospettiva filosofica di
carattere generale, come quella che ha provato a delineare nel libro del
1995 - dal titolo inevitabilmente ambizioso - Conoscenza e realtà. Saggio
di filosofia positiva.
Sebbene abbia ormai raggiunto l'età in cui non si
usa più ricordare le proprie ascendenze accademiche, tiene ancora a dire
di essere uno dei pochissimi allievi di Giulio Preti riusciti a
sopravvivere nel mondo accademico italiano, cosa tanto più rimarchevole (e
almeno per lui sorprendente) quando si consideri che ha denunciato alcune
storture della nostra storiografia filosofica e ripetutamente lamentato
l'eccessivo peso attribuito in Italia agli studi di storia della filosofia.