Camilli Golgi
Sulla fina anatomia degli organi centrali
del sistema nervoso
Giunti
Camillo Golgi (1843-1926) è stato il
primo medico italiano ad ottenere il premio Nobel per la Medicina
(nel 1906 insieme a Santiago Ramon y Cajal). La medicina italiana
ottiene con lui il primo prestigioso risconoscimento dopo
un lungo periodo di "decadenza". Introducendo l'Opera
omnia di Giulio Bizzozzero (1905), Golgi descrive lo
stato della medicina italiana prima dell'Unità: «se
l'influenza degli uomini illustri [...], in Italia poco o
punto poté estendersi oltre la cerchia individuale,
mancando quell'irradiazione fecondatrice che fin d'allora
avrebbe potuto suscitare le correnti di attività di
cui, non molto più tardi, lo stesso nostro paese poteva
dare così splendidi esempi, egli è che fra noi,
mentre mancavano le condizioni materiali per la scuola, nel
senso di indirizzo di ricerca, dall'altra le menti più
elette erano assorbite dagli ideali di patria e nazionalità».
"Irradiazione fecondatrice"
e "condizioni materiali per la scuola, nel senso
di indirizzo di ricerca": sono questi indiscussi
meriti dell'instancabile attività di ricerca di Camillo
Golgi, che tra l'altro attivò nell'Università
di Pavia un laboratorio di Patologia, in cui "ogni giorno
si faceva una nuova scoperta".
L'attività sperimentale di Golgi è
legata soprattutto alle ricerche neurologiche, in particolare
sulla istologia e l'anatomia del sistema nervoso. Questo libro
presenta un testo del 1885 in cui Golgi espone i risultati
delle sue decennali ricerche sul sistema nervoso. Il libro
è introdotto da un esauriente saggio di Aolberto Oliverio
e completato da un glossario dei termini neurologici.
scheda bibliografica:
Camillo Golgi
Sulla fina anatomia degli organi centrali
del sistema nervoso
Giunti, Firenze 1996
pp. 265; Euro 24.79; ISBN 88 09 20760 2
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