Domenico Laurenza
La ricerca dell'armonia. Rappresentazioni
anatomiche nel Rinascimento
Leo S. Olschki
La rappresentazione anatomica del corpo umano,
durante il Rinascimento, segue due modelli: la raffigurazione
compositiva e quella dissettiva. La prima presenta il corpo
umano nella sua interezza, la seconda singoli organi, disperdendo
così l'unicità dell'organismo.
All'origine della raffigurazione compositiva
ci sarebbero le teorie patologiche sviluppate dalla medicina
greca, che ritengono l'organismo umano una entità unica.
La malattia non è intesa come un agente esterno all'organismo
che ne aggredisce singole parti, ma come una discrasia dell'intero
corpo.
Queste teorie patologiche hanno infuito notevolmente
sulla iconografia anatomica: rappresentare una parte corporea
avrebbe reso impossibile comprenderla pienamente nella sua
relazione con l'organismo. In seguito, la maggiore legittimazione
dell'anatomia (una tecnica dissettiva, prima esercitata da
"barbieri") comportò l'affermarsi di raffigurazioni
dissettive.
Questo libro sviluppa compiutamente questi
argomenti e analizza i modelli rappresentativi dei principali
anatomisti rinascimentali: da Leonardo da Vinci a Vesalio,
da Berengario da Carpi a Girolamo Cardano.
scheda bibliografica:
Domenico Laurenza
La ricerca dell'armonia. Rappresentazioni
anatomiche nel Rinascimento
Leo S. Olschki, Firenze 2003
pp. 141; Euro 19; ISBN 88 222 5266 7
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