PLATONE:
Platone nacque ad Atene nel 482 a.c. Egli incominciò a seguire Socrate alletà
di ventanni . Platone, però, diversamente da Socrate, si occupò di politica,
specialmente perché provò un grande dolore per la morte del suo maestro Socrate. Infatti
Socrate fu condannato a morte, con laccusa di corruzione di giovani, ma in realtà,
le autorità politiche del tempo vedevano Socrate come un ostacolo alle loro ambizioni,
perciò decisero di condannarlo a morte. Tutto ciò mosse in Platone un desiderio di una
nuova umanità, che non fosse segnata dal male e ciò poteva realizzarsi , secondo
Platone, solo se lo Stato era ben governato.
MITO E FILOSOFIA
Platone nelle sue tesi si serve del mito che era un racconto fantastico utilizzato da
Platone per giustificare le sue teorie. Lutilizzo del mito, da parte di Platone,
oggi, viene giustificato in due sensi. In un primo senso, il mito é un sistema che veniva
utilizzato solo a scopo didattico ; ovvero per far comprendere meglio
allinterlocutore alcuni concetti un po complicati. In un secondo senso, il
mito è che serviva per giustificare alcuni concetti filosofici che uscivano dai limiti
razionali.
LA DOTTRINA DELLE IDEE
Platone fu allievo di Socrate e, infatti , egli ha illustrato e difeso le teorie del
maestro, ma ne ha coniata una molto originale che è la dottrina delle idee. Le idee sono,
dice Platone, oggetto della scienza, perciò rispecchiano le stesse caratteristiche che
Parmenide diede allessere, ovvero immutabili e perfette. Platone, perciò viene
definito come un idealista, perché era convinto che tutto ciò che è materiale ha come
origine un progetto ideale.
RAPPORTI TRA IDEE E COSE
Platone distingue le idee in idee valori e idee matematiche. Tali idee hanno un rapporto
con le cose terrene, infatti esse sono causa delle cose e criteri di giudizio. Le idee
sono causa delle cose, perché gli individui in ogni cosa che fanno tentano di imitare le
idee. Ad esempio se noi tracciamo un cerchio su un foglio, tale figura, così viene
chiamata, perché è limitazione dellidea perfetta del cerchio. Le idee sono
criteri di giudizio, perché un individuo nel giudicare qualunque cosa, si rifà a un
progetto che egli ha nella mente. Ad esempio quando diciamo che due cose sono uguali, noi
ci rifacciamo al concetto di uguaglianza che abbiamo nella nostra mente. Inoltre Platone
giustifica la presenza di tali idee con la teoria della reminiscenza ; ovvero per ricordo,
in quanto lanima prima di incarnarsi nel corpo (metampsicosi) compie un viaggio
durante il quale vede questi enti perfetti (idee) e poi li ricorda.
LIMMORTALITA DELLANIMA
Platone dice che lanima è immortale, perché è uguale alle idee che sono immortali
e immutabili.
LAMORE COME MANCANZA
Platone spiega tale tesi con il mito di Eros, figlio di Povertà e di Acquisto, come tale
egli non è un dio ma un demone , quindi non ha né bellezza né sapienza e per tale
ragione aspira alla bellezza e alla sapienza. Lamore, quindi è desiderio di
bellezza , e,per tale la bellezza è un oggetto dellamore.
LO STATO IDEALE
Per Platone, lamministrazione dello stato è fondamentale per garantire un
equilibrio interno. Infatti egli dice che lo Stato è ben bilanciato, quando ogni uomo
copre la carica che gli si addice, pertanto un contadino non può beneficiare lo stato in
altro modo se non nella campagna. Pertanto Platone stabilisce i ruoli e le virtù da
addirsi a ogni ruolo. I filosofi devono reggere lo stato, perché sono sapienti ; i
soldati devono difenderlo e a loro si addice essere coraggiosi ; i lavoratori curano
laspetto economico dello stato e a essi si addice la temperanza. Così deve essere
lo stato ideale, e la giustizia è la risultante di tale progetto.
Citazioni:
1) È chiaro, o Socrate, che l'anima assomiglia a ciò che è divino e che il corpo
assomiglia a ciò che è mortale. 2) La democrazia è una costituzione piacevole,
anarchica e varia, dispensatrice di uguaglianza indifferentemente a uguali e ineguali. 3)
Chi biasima l'ingiustizia lo fa non perché tema di commettere le azioni ingiuste, ma
perché teme di patirle. 4) È questo che voleva dire Protagora quando sosteneva che
l'uomo è la misura di tutte le cose, e cioè che per me i fatti sono tali quali appaiono
a me, e per te tali quali appaiono a te. 5) Se gli uomini sono persone sagge e si sanno
accontentare, anche la vecchiaia è un peso sopportabile. In caso diverso, a un tale
individuo, risulta penosa non solo la vecchiaia ma anche la giovinezza.
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