INTERNET E LA DIDATTICA DELLA FILOSOFIA
di Enzo Ruffaldi
Il dibattito sull'impiego dell'informatica nella didattica della filosofia è andato negli ultimi anni sviluppandosi attraverso i due convegni specifici di Roma1 e di Perugia2. Di pari passo sono stati proposti i primi strumenti informatici, sia come sussidi allegati ad alcuni manuali3, sia come strumenti di lavoro su opere specifiche4.
Molti di coloro che leggono questo articolo avranno visto qualcuno di questi software e forse lo avranno utilizzato nella didattica. Meno numerosi sono, forse, coloro che usano abitualmente internet, ricercandovi materiale interessante per la propria formazione o per l'insegnamento. Nonostante i pionieristici articoli di Luciano Floridi sulla rivista "Informazione filosofica" e la sua guida all'informatica per filosofi5 che contiene molti capitoli dedicati a questo tema, stenta ancora a definirsi un dibattito sulla telematica. Eppure ormai l'interesse verso internet è elevato e l'uso della rete è diffuso e coinvolge anche centinaia di scuole. In positivo e in negativo, la rivoluzione telematica è destinata nel breve periodo a influenzare la didattica e forse, come suggerisce Calvani,6 il modo stesso di intendere la scuola.
Prima di esplorare le possibilità di uso didattico di internet, o di tentare riflessioni sulle conseguenze che potrebbe avere sul modo di fare scuola e sulla stessa formazione intellettuale degli alunni, è forse opportuno proporre una breve esplorazione della rete, per avere esempi e materiale sui quali fondare le riflessioni successive.
1. USARE INTERNET
Dato che questo non è un articolo tecnico sull'uso di internet7, limitiamo il nostro approccio prevalentemente alla parte più semplice, che è anche la più usata, soprattutto dai non specialisti, della rete: il World Wide Web (o WWW, la "ragnatela mondiale"). Come è noto, il WWW si presenta come un insieme di pagine - che possono includere, oltre ai testi, immagini, suoni e filmati - collegate attraverso links: in ogni pagina troviamo parole o frasi evidenziate (in genere sottolineate e in colore blu) "clickando" sulle quali ci colleghiamo a un altro sito, dove troviamo documenti relativi agli argomenti suggeriti dalle parole evidenziate.
Per muoversi tra la grandissima quantità di pagine (alcuni milioni) presenti nel WWW e ricercarvi gli argomenti che ci interessano, esistono server di ricerca: in una apposita casella inseriamo la stringa da cercare e dopo pochi istanti compare a video l'elenco dei siti che contengono l'espressione indicata. Tra gli strumenti principali, per chi vuole provare, suggeriamo Google, Altavista e Lycos. Esistono altri strumenti che, oltre a consentire una ricerca per parole o per frasi, presentano anche indici per categoria nei quali sono riportati i siti principali: in questo modo è possibile avere immediatamente un'idea delle risorse disponibili per le varie discipline, ad esempio per la filosofia. Tra questi, i più usati sono Yahoo! e Galaxy.
Questi strumenti sono utili per ricerche specifiche, ma per avere una visione d'insieme delle risorse filosofiche esistono Web dedicati, curati in genere da ricercatori o docenti universitari, che si presentano come vere e proprie guide per individuare i siti più interessanti. Non è possibile proporne neppure il semplice elenco perché sono molto numerosi, anche se per la maggior parte in lingua inglese8. Ne descriviamo soltanto uno dei principali (partendo dal quale è possibile tra l'altro accedere a molti degli altri), Philosophy in Cyberspace, nato nel 1993 e curato da Dey Alexander, della Monash University di Melbourne, Australia. Abbiamo scelto questo perché è aggiornato regolarmente, caratteristica fondamentale in internet, e perché tutti i links sono commentati, circostanza che consente di averne un'idea generale e scegliere quelli più interessanti, oltre a testimoniare il fatto che l'autore della guida li ha visitati personalmente.
La pagina è organizzata a frames, cioè a finestre indipendenti. In particolare, in una troviamo l'indice e in quella principale gli elenchi dei links commentati. Tra le altre voci, troviamo "Other Philosophy Guides" che riporta l'elenco di oltre sessanta guide simili a questa, la maggior parte generali, alcune specializzate per argomenti (Filosofia della scienza, Etica e morale), altre rivolte a risorse specifiche (gopher, ftp e e-list)9.
La prima parte dell'indice riporta le risorse per soggetto: dalla filosofia antica e medievale alla filosofia dell'ambiente, dall'etica all'estetica, dall'esistenzialismo alla logica, dalla politica alla filosofia orientale. Ogni capitolo elenca molte decine di links che rimandano spesso ad altri elenchi di risorse. Per i filosofi specifici ("Particular Thinkers"), ad esempio, troviamo settanta links che includono tutti i pensatori principali ma anche altri meno noti, come Gregorio Nisseno o Jakob Boehme. Ogni collegamento rimanda a pagine specifiche sugli autori, che a loro volta comprendono rinvii alle opere o a siti di approfondimento.
Tutto questo materiale interessa soprattutto gli specialisti, ma non è raro trovare pagine strutturate in modo didattico, accessibili anche allo studente, che possono essere utilizzate per approfondimenti o tesine. Ma ovviamente, in questo caso, una buona biblioteca può costituire uno strumento migliore, anche perché la maggior parte dei documenti ai quali rinvia la guida è in inglese (per alcune opere in italiano si veda il sito LiberLiber).
Ci sono però altre risorse per le quali l'accesso a internet si rivela decisamente interessante e che non hanno un corrispondente cartaceo. Limitiamo l'analisi agli ambiti principali.
ELECTRONIC JOURNALS
Gli Electronic Journal (E-Journals) sono riviste in rete che offrono spesso materiale nato direttamente in formato elettronico, o in altri casi raccolgono articoli usciti su riviste cartacee, selezionandoli in base a determinati temi. Philosophy in Cyberspace ne elenca 36. In genere la loro consultazione è gratuita, anche se spesso occorre iscriversi, spedendo un e-mail con i propri dati (la pagina spiega anche, di volta in volta, le modalità di iscrizione). Come esempio generale, consultiamo una delle riviste più note, "The Electronic Journal of Analytic Philosophy". Dalla home page è possibile accedere sia ad un archivio dei numeri precedenti, sia all'ultima uscita disponibile ai primi di gennaio 1997, quella dell'estate 1996. Selezionando questo numero, compare l'indice con i titoli degli articoli (tra i quali uno su Merleau-Ponty e uno su Husserl) "linkati", collegati cioè al testo degli articoli o agli abstracts.
La consultazione delle riviste costituisce senza dubbio uno strumento utile per un aggiornamento sui temi filosofici di maggiore attualità, anche perché il numero di quelle disponibili in rete consente di avere un ampio panorama del dibattito mondiale.
NEWSGROUPS
Lasciamo adesso il WWW ed entriamo in un'altra rete, chiamata "Usenet". È la rete dei newsgroups, cioè gruppi di discussione sugli argomenti più vari, aperti alla partecipazione di chiunque. Il passaggio tra le due reti non presenta ormai problemi: spesso ai newsgroups si accede direttamente dal Web e d'altra parte nei messaggi non è raro di trovare links a siti Web, curati dall'autore del messaggio o giudicati da lui interessanti per la materia trattata10.
Tra i più noti newsgroups dedicati alla filosofia ricordiamo, oltre all'area di discussione generale ("talk.philosophy.misc"), "sci.logic", "sci.philosophy", sulla filosofia della scienza, "comp.ai.philosophy", sulle implicazioni filosofiche della AI (intelligenza artificiale) e più in generale sulla filosofia della mente, "alt.soc.ethics", su problematiche etiche, ecc. La partecipazione ai newsgroups internazionali è senza dubbio stimolante, anche se ovviamente più impegnativa rispetto a quelli italiani. Gli interventi sono in genere di livello accessibile e danno una conoscenza diretta delle problematiche più attuali. Per lo studente, i newsgroups sono spesso la scoperta di una dimensione nuova della filosofia, non più oggetto di trattazione manualistica, ma di discussione in una grande aula virtuale (anche se a volte l'aula assomiglia più ad un salotto dove si conversa in modo disorganico). L'accesso ai newsgroups è molto semplice e non richiede iscrizione: si può scorrere la lista degli interventi e soffermarsi su quelli ritenuti più interessanti, eventualmente stampandoli per discuterli in classe.
MAILING LISTS
Le liste elettroniche (e-lists o mailing lists) sono molto più numerose dei newsgroups, più specifiche e in genere di buon livello. L'unica piccola difficoltà da superare è l'iscrizione: occorre inviare un messaggio di posta elettronica al gestore della lista, secondo le modalità indicate, anche in questo caso, nella pagina di Philisophy on the Web. Una volta iscritti, riceveremo nella nostra casella postale elettronica tutti i messaggi inviati alla lista da ogni partecipante (e ovviamente potremo contribuire con i nostri). Nell'indice generale troviamo un settore specifico ("Mailing Lists & Newsgroups"), suddiviso per argomenti.
Le e-lists sono molto numerose. Per dare un'idea, soltanto quelle dedicate all'opera e al pensiero di filosofi specifici sono un centinaio, da Aristotele e Platone fino ai contemporanei (Hanna Arendt, l'immancabile Derrida, con tre diverse e-lists, Feyerabend, Habermas, Lévinas, MacIntyre, Putnam, ecc.), passando per Kant, Hegel e tutti i filosofi principali. A differenza di quanto avviene per i newsgroups, le mailing lists contengono di solito interventi qualificati e pertinenti. Spesso è disponibile un archivio che raccoglie centinaia di contributi tra i quali è possibile effettuare ricerche lessicali; in qualche caso sono proposte sessioni di "slow reading", cioè di lettura di un testo le cui pagine vengono proposte come oggetto di riflessione e di interventi. Si tratta di materiale molto interessante per gli insegnanti, ma stimolante anche per gli studenti, che possono vivere in prima persona, eventualmente prendendovi parte, il dibattito contemporaneo sugli autori che studiano a scuola11.
BIBLIOGRAFIE
In internet sono disponibili per la consultazione diretta i cataloghi delle maggiori biblioteche mondiali, da quella del Congresso americano a quelle della maggior parte delle università, alle biblioteche nazionali12. Anche in Italia i cataloghi delle principali biblioteche, soprattutto universitarie, sono in rete; per uno sguardo d'insieme si può consultare il catalogo OPAC italiano (OPAC sta per: "Online Public Access Catalog").
Oltre ai cataloghi, esistono bibliografie tematiche, su autori o problemi particolari. Philosophy in Cyberspace ne elenca una ventina (ma alcuni links rinviano ad altri elenchi), tra le quali, ad esempio, l'imponente "Bibliographia Gramsciana" che comprende 10357 riferimenti, raccolti in un database dove è possibile operare ricerche specifiche. Il database comprende anche articoli su riviste e quotidiani, ovviamente anche italiani.
PREPRINTS
Un'importante risorsa per aggiornarsi sui temi di maggiore attualità nella ricerca filosofica è costituita dai Preprints, testi che gli autori propongono alla discussione internazionale, sollecitando pareri, prima della stampa definitiva su carta. Internet può stabilire un nuovo modo di lavorare: non più il ricercatore isolato, o al massimo in rapporto con alcuni colleghi e collaboratori, ma una comunità globale che può elaborare progetti comuni.
Sul piano didattico, questo metodo è interessante soprattutto in prospettiva. Non è improbabile che tra qualche tempo gli studenti delle varie scuole incomincino a proporre tesine e ricerche ai compagni degli altri istituti (tecnicamente è già facilmente realizzabile) per chiedere suggerimenti o contributi.
ENCICLOPEDIE
Già adesso esistono enciclopedie filosofiche in versione elettronica consultabili on line. Philosophy in Cyberspace ne elenca quattro. Ad esempio, Internet Encyclopedia of Philosophy consente di fare ricerche lessicali o tematiche. La qualità è apprezzabile, simile come livello e come volume a un dizionario cartaceo di grossa mole. La voce "Wittgenstein", ad esempio, si estende per 16 pagine (per quasi 40 mila caratteri complessivi) comprendenti anche una breve bibliografia. Usando poi "Wittgenstein" come argomento, la ricerca riporta i termini significativi nelle cui definizioni compare il nome del filosofo austriaco, ad esempio "Pluralism" o "Ordinary Language", con un'operazione ipertestuale che non sarebbe possibile in un volume a stampa.
INTERNET IN ITALIA
Gli strumenti che abbiamo analizzato fin qui sono tutti in lingua inglese. In Italia c'è per adesso molto poco riguardo alla filosofia, anche se le cose stanno cambiando rapidamente. Sono ormai molte, ad esempio, le risorse per la scuola, sia istituzionali (MPI, IRRSAE, MURST, ecc., alle quali si può accedere partendo dal sito della Biblioteca di Documentazione Pedagogica di Firenze), sia di altro tipo, curate da providers o afferenti a progetti nazionali, o anche Web delle singole scuole e delle varie facoltà universitarie. Per la filosofia, è ormai prossimo alla realizzazione il sito della SFI (forse quando uscirà questo articolo sarà già operativo) che dovrebbe mutare radicalmente la situazione.
Per adesso13 non è possibile trovare molto. La raccolta più completa è il sito dello SWIF (servizio Web Italiano per la Filosofia. Alcuni testi in rete, tra i quali La città del Sole, di Campanella, L'elogio della Follia, di Erasmo, il Manifesto del partito comunista, di Marx ed Engels, alcuni dialoghi di Platone, ecc., sono curati dal "Progetto LiberLiber". Il "Progetto LiberLiber" raccoglie una notevole quantità di opere, soprattutto letterarie, trasposte in formato elettronico da alcuni volontari. I materiali potrebbero moltiplicarsi mediante la collaborazione di insegnanti e studenti. Non è difficile immaginare una crescita esponenziale di queste iniziative, e del materiale prodotto, adesso che internet sta uscendo dalla fase pionieristica per diventare uno strumento di largo uso, anche in ambito scolastico. In Italia la maggior parte delle scuole ha una propria pagina in rete, nella quale di solito viene descritta l'organizzazione interna e presentato il giornalino di istituto, ma spesso anche ricerche e iniziative didattiche di vario tipo.
In Italia è attivo un newsgroup (news://IT.CULTURA.FILOSOFIA) che raccoglie discussioni su argomenti vari, in qualche modo collegati alla filosofia. In verità, non sempre il livello della discussione è elevato. Spesso i vari messaggi si focalizzano su un argomento circoscritto e i vari interventi non aggiungono elementi nuovi. A volte, però, si sviluppano anche discussioni interessanti, ad esempio, recentemente, sul libero arbitrio, o su linguaggio e pensiero, o ancora riflessioni sulla felicità e sull'etica. Lo stile è colloquiale, i riferimenti a pensatori o ad opere sono rari. In genere il newsgroup non tocca problematiche specifiche della disciplina o non lo fa in modo documentato, ma può costituire una buona fonte di stimoli per discussioni da proporre in classe, e soprattutto consente di avere un'idea degli argomenti di maggior interesse per i non addetti ai lavori.
Materiale di livello più specialistico è reperibile nelle liste elettroniche (e-list). In Italia, una delle più importanti è quella gestita dalla SILFS (Società Italiana di Logica e Filosofia della Scienza), adatta più per gli insegnanti o per gli studiosi che per gli studenti, la quale, tra l'altro, aggiorna costantemente sugli incontri e sulle iniziative di rilievo sia in ambito nazionale che internazionale (l'indirizzo è: SILFS-L@ICINECA.CINECA.IT )14. Prevalentemente indirizzata ai problemi della didattica della filosofia è la lista gestita da Livio Rossetti presso l'Università di Perugia (docente@unipg.it )15. Dopo un faticoso inizio, con pochissimi messaggi al mese, sta suscitando da qualche tempo un discreto interesse, segno del fatto che l'uso dell'informatica incomincia a diffondersi tra gli insegnanti di filosofia.
L'esistenza di newsgroups ed e-lists, anche di filosofia, in italiano apre nuove prospettive didattiche, perché l'aspetto più interessante dei newsgroups è la possibilità di parteciparvi e la necessità di scrivere in inglese può demotivare insegnanti e studenti. Un facile accesso ai newsgroups italiani è offerto da Pantheon mailgate. Da questa home page è possibile accedere a tutti i newsgroups italiani, leggere i messaggi, intervenire e anche, se lo si desidera, richiedere che i nuovi messaggi dei gruppi di nostro interesse ci vengano inviati tramite posta elettronica.
Non è opportuno soffermarsi in questa sede su altre risorse di filosofia in italiano: sono comunque nell'insieme assai scarse e insufficienti, al momento, per proporne un uso didattico non sporadico. Ma le prospettive di sviluppo sono interessanti e conviene valutarne le potenzialità.
2. INTERNET E LA DIDATTICA
L'uso di internet a scuola solleva ancora perplessità in merito alla concreta utilità didattica. Proviamo a tracciare qualche linea di un dibattito che ormai è nell'aria e che speriamo possa avviarsi tra breve in modo organico.
Come abbiamo visto nella prima parte, in internet possiamo trovare materiale di documentazione, per eventuali ricerche e approfondimenti. Sono moltissimi i testi in rete, che è possibile "scaricare", cioè trasferire sul proprio hard disk per utilizzazioni future. Si tratta però, per adesso, prevalentemente di materiale in inglese, ed ovviamente non ha molto senso leggere la traduzione di Kant in questa lingua piuttosto che in italiano. D'altra parte, anche le opere dei filosofi di lingua inglese, da Hume a Peirce a Russell, possono essere interessanti a livello specialistico, ma non, salvo eccezioni, per studenti di liceo.
Ci sono comunque opportunità interessanti per aggiornarsi sugli argomenti di ricerca e di interesse della filosofia mondiale: i preprints, le riviste, i newsgroup e le liste elettroniche.
La ricerca
Immaginiamo, in riferimento agli esempi di "navigazione" proposti, una ricerca condotta utilizzando internet, mettendo per il momento tra parentesi il problema della lingua, sia perché molti studenti liceali conoscono l'inglese in modo sufficiente per leggere e comprendere un testo, sia perché tra non molto strumenti simili a quelli che abbiamo analizzato saranno presumibilmente disponibili anche in italiano, pur se in quantità minore.
Poniamo che alcuni studenti vogliano preparare una relazione su Wittgenstein. Abbiamo visto quello che può offrire la Internet Encyclopedia of Philosophy. Utilizzando strumenti come Philosophy in Cyberspace è possibile trovare Web specifici dedicati a questo autore. Ad esempio, la pagina di Brian W. Carver presenta una quantità di links davvero vasta. Si apre con i riferimenti alle biografie (quattro) presenti in rete, per presentare poi le opere, o più esattamente pagine di citazioni, perché gli eredi del filosofo hanno proibito la pubblicazione in internet dei suoi lavori. Troviamo la Interactive Wittgenstein Quotation Page, una pagina che raccoglie riflessioni suggerite da passi di Wittgenstein, alle quali è possibile aggiungere le proprie. Possono utilmente essere discusse e commentate in classe, poiché il livello non è specialistico ma neppure banale. Alla voce "Wittgenstein-related Papers, Essays, Lectures, and Books Online" sono elencati i titoli di articoli e saggi prelevabili in rete, scritti spesso da studenti universitari, o da docenti che propongono le proprie dispense. Una sezione molto interessante è dedicata a recensioni e abstracts di saggi su Wittgenstein.
Seguendo i links proposti, raggiungiamo il Web dell'Institute Vienna Circle, fondato nel 1991 per documentare i contributi del Circolo di Vienna alla filosofia e alla scienza del Novecento e anche per proseguirne l'opera. Nella pagina si ricorda brevemente l'attività della storica organizzazione e si traccia il programma della nuova.
Attraverso un altro link, raggiungiamo la home page del "20th International Wittgenstein Symposium", con la presentazione del programma e dei relatori, per ognuno dei quali si rimanda al Web della rispettiva università. Nella pagina vengono descritti in dettaglio gli argomenti delle diverse sezioni e si sollecitano contributi su di essi (altra importante opportunità offerta da internet, molto diversa dalla stessa operazione fatta per corrispondenza, perché permette una interattività continua e allargata a molte persone).
Esiste infine una e-list su Wittgenstein, wittgenstein@think.net ; per iscriversi occorre inviare un messaggio al server, listserv@think.net , lasciando vuoto il titolo e inserendo come unico testo: "sub wittgenstein".
Questo materiale (e molto altro dello stesso genere) può essere utilizzato per una ricerca scolastica più di quello che potrebbe essere trovato in una buona biblioteca? Probabilmente questa domanda nasconde un equivoco, dietro il quale sono sorti, soprattutto negli ultimi tempi, falsi problemi. Internet non sostituisce, almeno non in ambito didattico, la biblioteca, così come i testi elettronici non sostituiranno probabilmente mai quelli cartacei. Si tratta, piuttosto, di media diversi che hanno caratteristiche diverse16. I libri sono, almeno allo stato attuale, strumenti indispensabili per lo studio, la riflessione, la rielaborazione e non avrebbe senso usare internet per questi scopi. Non sarebbe produttivo cercare in rete il materiale di studio e stamparlo, faremmo solo una brutta copia di un libro. D'altra parte, internet consente attività che la stampa preclude o rende difficoltose: ad esempio, le ricerche interdisciplinari o attraverso correlazioni lessicali, e d'altro lato l'apertura verso interpretazioni diverse, la consapevolezza dell'attualità di temi filosofici che diventano strumenti per capire il proprio tempo o per reinterpretare, partendo dal proprio tempo, i pensatori del passato. In questo caso, sarebbe riduttivo sostenere che le riviste di filosofia potrebbero svolgere la stessa funzione. Quante emeroteche dovremmo avere permanentemente a nostra disposizione perché il materiale disponibile fosse paragonabile a quello esistente in internet? E i newsgroups li possiamo sostituire con le "lettere al direttore" o con circolari da spedire a tutte le scuole?
Per adesso il materiale disponibile in italiano è talmente scarso che un uso di internet, se ci limitiamo alla nostra lingua, è improduttivo. Ma tale materiale sta crescendo in fretta e la velocità è destinata ad aumentare, mentre parallelamente la conoscenza dell'inglese pone gli studenti in grado di accedere, anche se forse con una certa difficoltà, alle risorse internazionali. Non è azzardato perciò prevedere che l'uso della telematica finirà per generalizzarsi, ed è importante fin da ora sia cogliere le possibilità che offre, sia capire i pericoli che presenta, in una parola occorre imparare ad usarla.
Forse il modello dell'Iperscuola17 immaginato da Calvani18 non è alle porte e non è esente da rischi, ma i nuovi media possono effettivamente offrire interessanti prospettive didattiche e pedagogiche.
Leggere gli ipertesti
Internet è ipertestuale. I links che la caratterizzano altro non sono che legami ipertestuali. Rispetto agli usuali ipertesti, rinviano a documenti esterni al nostro computer, situati non importa dove nel mondo, legati tra sé a costituire un unico ipertesto globale. Quali conseguenze può avere l'uso dell'ipertesto? C'è il timore che la lettura non sequenziale che esso consente possa avere conseguenze di un certo rilievo sull'apprendimento e sulla stessa formazione mentale degli studenti. Ma per impostare correttamente il problema, conviene chiedersi quali operazioni l'ipertesto favorisce o consente.
In generale l'ipertesto ha una struttura a rete, quindi sommamente dispersiva, perché spesso i collegamenti portano lontano dall'argomento di partenza. Nei fatti, però, l'ipertesto ha piuttosto una struttura ad albero, perché tutti i programmi di questo tipo (o quasi) hanno funzioni che consentono di tornare sui propri passi e di ripartire dalla base del "ramo" esplorato. Lo stesso vale per i browsers19 di internet. Ad esempio, partendo da Philosophy in Cyberspace e seguendo i links relativi a Wittgenstein, è possibile arrivare alla sua attività di progettazione della casa della sorella e da lì ad alcuni links di storia dell'architettura. Attivando però una determinata funzione del browser (in Netscape Navigator si chiama "go", in Microsoft Internet Explorer "vai a") compaiono le tappe del percorso fin lì seguito e possiamo riprendere da un qualsiasi punto precedente. In questo modo, la "lettura", o la "navigazione", si sviluppa mediante una serie di approfondimenti che possono sempre ripartire da un nodo centrale, senza il rischio di smarrire lo sviluppo lineare del nostro itinerario.
Inoltre, la maggior parte degli ipertesti ha una funzione "cartellina" o "indice", che consente di selezionare o raccogliere i passi interessanti, componendo un materiale di lavoro da rielaborare. In internet si ottiene lo stesso risultato salvando su hard disk i documenti importanti. Rimane sempre la possibilità di esplorare l'ipertesto o internet seguendo i links e la propria curiosità. Se però ci si abitua a non considerare questa modalità come l'unica percorribile, e se ne fa un uso intelligente, essa diviene positiva, in termini di motivazione e di gusto per la scoperta.
D'altra parte, la possibilità di rielaborare i testi, consentita dagli strumenti informatici, apre prospettive molto interessanti dal punto di vista didattico. Quando saranno disponibili anche in italiano le opere dei filosofi maggiori, sarà possibile utilizzare un'imponente banca dati per ricerche testuali come quelle oggi possibili con i software allegati ad alcuni manuali20, senza i limiti nella scelta e nella quantità dei brani che questi necessariamente impongono.
È evidente, da quanto si è detto, che occorre imparare/insegnare a leggere gli ipertesti e, d'altro lato, che ogni ipertesto va giudicato singolarmente, anche in base all'organizzazione dei contenuti o, come si dice, in base al "programma di navigazione" che offre, agli strumenti per letture differenziate (ad albero, con approfondimenti che riportano a una successione sequenziale, con la possibilità di inserire segnalibri, e così via). Nessuno si chiederebbe se "il libro" è uno strumento didattico efficace o meno. Parlerebbe piuttosto dei singoli libri, dando un giudizio su ognuno. Lo stesso vale per gli ipertesti, o per i siti internet: ci sono quelli ben costruiti e quelli da buttar via. Sembra opportuno incominciare a censirli e a recensirli, per poterli valutare, e per usare quelli validi.
INTERNET E IL PROCESSO FORMATIVO
Nell'ambito dell'insegnamento superiore, l'uso di internet non va visto soltanto in relazione ai contenuti, ma anche agli atteggiamenti e ai metodi intellettuali che è in grado di stimolare. Internet favorisce la interdisciplinarietà, a livello specialistico e di ricerca, ma anche di studio e di rielaborazione: lo stesso concetto di "link" va in questa direzione. Come nota Floridi, è difficile "limitarsi all'interno della stessa regione intellettuale quando i nostri strumenti elettronici ci portano a navigare attraverso i confini disciplinari, senza alcuna difficoltà"21. Inoltre, per la grande quantità di informazioni disponibili in internet, "...la capacità di ricordare grandi quantità di dati viene sostituita dalla capacità di recuperare informazioni e discernere strutture logiche in grandi masse di dati..."22, abilità definita information menagement. Queste capacità, come le altre richieste e stimolate dall'uso dell'informatica (problem solving, decision making, know-how, ecc.) coincidono in buona misura con le indicazioni più moderne della didattica, centrata sulla partecipazione attiva dello studente e su quell'"imparare ad apprendere" che è diventato ormai una finalità ovvia ma non per questo meno importante. L'uso della telematica nella didattica implica una nuova organizzazione del lavoro scolastico, ma per molti aspetti la nuova prospettiva va nella direzione da molti e da tempo auspicata.
Proviamo, sommariamente e soltanto come proposta di dibattito, a tracciare un confronto tra le nuove istanze didattiche e le abilità sollecitate o richieste dalla telematica. I "programmi Brocca"23 sottolineano nelle Indicazioni didattiche: "Le scelte metodologiche rispondono alla convinzione che l'insegnamento della filosofia nella scuola secondaria superiore sia da intendersi non come trasmissione di un sapere compiuto, ma come educazione alla ricerca, cioè acquisizione di un abito di riflessione e di una capacità di dialogare con gli autori, che costituiscono la viva testimonianza della ricerca in fieri."24 Il materiale presente in internet e le possibilità di aggiornarsi costantemente sulle interpretazioni delle diverse concezioni filosofiche, possono contribuire a soddisfare questa esigenza. Parimenti, sembra ovvio pensare ai nuovi media a proposito della "varietà di strumenti" che devono favorire la lettura e l'interpretazione dei testi: "...si suggerisce l'opportunità di adoperare oltre alle edizioni o traduzioni di testi "classici", una varietà di strumenti (manuali, antologie, dizionari filosofici, monografie critiche con la storia delle interpretazioni dell'autore), che consentano di ricostruire, pur attraverso percorsi differenziati, i termini e gli interlocutori essenziali del confronto delle idee."25 Rivisitare, ad esempio, Nietzsche attraverso la lettura dei messaggi inseriti nelle e-lists a lui dedicate26, o nel sito Web sul pensatore tedesco, o ancora scambiando pareri, via e-mail, con scuole di altre regioni o di altre nazioni, può dare un notevole contributo per una visione più attuale e partecipata.
Uno degli aspetti più stimolanti di internet è la possibilità di aggiornarsi sugli argomenti filosofici discussi nelle università in ambito internazionale, nelle riviste a livello mondiale, ecc. Tutto ciò ha il grande merito di far toccare con mano agli studenti come la ricerca filosofica sia viva e attuale, come Paesi diversi focalizzino prevalentemente aspetti diversi della disciplina (la prospettiva legata alla filosofia analitica e alla logica in Gran Bretagna, quella legata al pragmatismo e all'etica negli Stati Uniti, ecc.), infine come, attraverso i newsgroups, l'ottica filosofica costituisca un approccio importante a problemi di attualità (la bioetica, la diversità e il pluralismo culturale, l'ambiente, ecc.). Non è da sottovalutare, a mio parere, la valenza motivazionale del fare filosofia documentandosi su fonti sempre rinnovate e attuali, "curiosando" nei siti di tutto il mondo, nelle università e nelle riviste internazionali, partecipando alle discussioni dei newsgroups internazionali o italiani.
Tutto ciò può presentare, però, anche implicazioni negative. Tra i pericoli di internet si ricorda spesso, a ragione, la grande dispersività: in internet si può trovare di tutto, e anche limitando la ricerca ad un unico settore, come la filosofia, contributi importanti stanno fianco a fianco ad altri irrilevanti, approssimativi, fuorvianti. Si può dire che internet è dispersiva come lo è una biblioteca di grandi dimensioni. La risposta al problema, in entrambi i casi, non consiste nel rinunciare all'uso di queste strutture, ma nel disporre di strumenti di ricerca efficaci e di una adeguata forma mentis. Se entriamo in una grande biblioteca e incominciamo a prendere libri a caso dagli scaffali, è probabile che perderemo soltanto tempo. Se sappiamo che cosa cercare e consultiamo il catalogo per soggetti e quello per autori, invece, abbiamo buone probabilità di compiere un lavoro utile. Anche in internet ci sono cataloghi per soggetto e per autori che possono consentirci di svolgere una ricerca ordinata. Internet propone nuove prospettive in ambito didattico anche perché non consente semplicemente di reperire con facilità un grande numero di informazioni, ma impone un metodo di lavoro che renda capaci di selezionarle e di rielaborarle. Umberto Eco definisce tutto ciò "educazione a discernere", sottolineando come dovrà necessariamente essere oggetto di educazione intenzionale27.
LA COLLABORAZIONE TRA SCUOLE
Internet ha l'importante caratteristica di consentire una realizzazione molto veloce di eventuali progetti, perché può raccogliere in uno spazio unico il materiale prodotto da persone o scuole di un'intera nazione (e eventualmente di tutto il mondo) a proposito di un determinato argomento o di una specifica materia di studio: è sufficiente che una scuola proponga un progetto e ne informi, tramite posta elettronica, le altre scuole che possono essere interessate, per costituire in pochi giorni un gruppo di lavoro molto vasto. Esistono già iniziative del genere, anche se non riguardano per adesso la filosofia. Queste possibilità possono attivare nuove sinergie e trasformare l'insegnamento e forse, in prospettiva, il modo stesso di intendere la scuola.
Non è difficile immaginare tutta una serie di attività rese possibile dalla collaborazione delle scuole collegate in rete. Potrebbero essere costituiti in breve tempo ampi database con le opere dei principali filosofi, all'interno delle quali sarebbero possibili ricerche testuali e tutte le operazioni sul testo che il mezzo informatico consente. Le varie scuole potrebbero (come sta già in parte accadendo) mettere in rete ricerche, relazioni, tesine, dispense, costituendo in breve tempo un materiale molto ampio a disposizione di ogni singola classe. Potrebbero essere avviati gruppi di discussione su problemi specifici, o lavori condotti congiuntamente da più scuole, non importa quanto lontane, come già accade tra università o enti di ricerca.
Non è difficile realizzare ricerche comuni o elaborare testi a più mani, attraverso il contributo di scuole diverse. Per sua natura, internet è aperta alla ricerca e alla collaborazione, tanto che sta cambiando il modo stesso di intendere il testo. I lavori immessi in rete possono essere modificati, ampliati, possono essere proposti alla lettura e al contributo della comunità scientifica, possono essere elaborati in modo collettivo da studiosi situati non importa dove, e lo stesso può avvenire a livello di studenti. Il testo in internet è perennemente in fieri, può essere modificato dall'autore, o può recepire commenti, aggiunte, integrazioni che lo stesso autore ha richiesto. Ciò pone ovviamente dei problemi, o meglio una nuova prospettiva, rispetto al testo a stampa, definitivo e immodificabile se non mediante una nuova edizione, che però è, appunto, una nuova edizione, cioè una nuova opera. Dovremo forse abituarci a un pensiero fluido, in divenire, mai compiuto. Ma, mettendo tra parentesi i possibili cambiamenti epocali, questa situazione riflette bene l'atteggiamento verso la filosofia che sul piano didattico è quello preferibile, un socratico dialogo di ricerca interminabile ma sempre più ricco, quello del Socrate dei primi dialoghi platonici, dove non si giunge alla verità ma a una chiarificazione del problema.
NOTE
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