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Insegnare Filosofia 3, anno II - 1998

"Navigando alla ricerca dell’essere" dal Mito al Misticismo
Elaborazione di un percorso e messa in scena della filosofia

di Donatella Cugini

Descrivere la genesi e lo sviluppo di un percorso metodologico-didattico relativo all’insegnamento della filosofia non è impresa facile poiché bisogna ricostruire la situazione del momento nella realtà del gruppo-classe per comprenderne le spinte autonome e le motivazioni indotte negli alunni dagli input offerti da un docente mosso dalla volontà di sperimentare, d’intraprendere un cammino arduo e faticoso, fuori dagli schemi tradizionali, del tutto "gratuito", concepito all’insegna della innovazione e della creatività.

Ma chi, come la sottoscritta, viene da una formazione pedagogica scaturita, oltre che da una vocazione personale, da un corso universitario caratterizzato da incontri, dibattiti, seminari e rappresentato da figure altamente significative (basti citare quella di Aldo Capitini e di quei docenti che negli anni 60/70 organizzavano stages estivi dove anche gli alunni discutevano della Riforma della Scuola Superiore), si porta dentro un patrimonio di idee e di valori che vogliono trovare in ogni contesto possibilità di espressione, al di là delle situazioni contingenti e delle inevitabili resistenze.

Così, dopo anni di esperienze innovative nella Scuola Media Inferiore con attività laboratoriali ed operative di vario genere, conseguenti alla svolta del 62, l’approdo ai Corsi Sperimentali negli Istituti Superiori, pur non trovando un terreno altrettanto fertile, ha comunque determinato la volontà di intraprendere attività insolite che vanno dalla didattica della filosofia, al computer, alla messa in scena della filosofia stessa, azzardando, è vero, in nome del cambiamento, della messa in discussione di sé, della riproposizione di una disciplina considerata astratta, se non inutile ma che può, attraverso il supporto sia tecnico che creativo, tradursi in operatività costruttiva.

Tutto ciò, didatticamente, ha significato l’accettazione dei conflitto fra il metodo storico tradizionale e quello per problemi, nel tentativo di ridurne la distinzione coinvolgendo gli alunni in temi che essi avvertono come propri, appartenenti alla situazione nella quale si trovano, tali da assumere la posizione del filosofo che si rapporta con la realtà che lo circonda in modo del tutto differente da qualunque altro ricercatore.

Storia come continuità o frattura? Passato come anticipazione o altro? Quale l’origine della filosofia, prima dei Greci o dopo?

Per dare risposta a tali interrogativi, ecco che la terza As dell’Istituto Magistrale "Beata Angela di Foligno", dopo un approccio tradizionale con la storia della filosofia, si avventura verso la costruzione di un percorso autonomo cogliendo un’occasione particolare, quella di rispondere all’appello di un progetto di continuità fra Scuola Media Inferiore e Superiore mirato a ridare vita ad una figura di mistica locale da presentare con linguaggi espressivi e strumenti cognitivi relativi a due fasce d’età differenti ma tali da garantire un collegamento nello sviluppo formativo e di apprendimento fra un ordine di scuola ed un altro. Da un argomento obbligato si trattava ora di ripercorrere le tappe della nascita e dell’evoluzione dei pensiero, dall’immaginazione costruttiva al concetto, fino allo spiritualismo cristiano esaltando la figura di una mistica locale, Angela da Foligno, cui fra l’altro il nostro Istituto è dedicato.

"Calate" le alunne in situazione, negli ultimi mesi di scuola ci siamo organizzate in gruppi di lavoro per intraprendere la lettura diretta dei testi, motivate da una significativa committenza, selezionando, riducendo, rielaborando alcuni brani contenuti nel quaderno operativo di Pedagogia o tratti da opere di Filosofia dove il passaggio dalla conoscenza alla scienza è scaturito dalla ricerca di frammenti, versi, miti, tragedie, fonti e documenti del mondo classico. Dopo la scelta di quanto più e meglio rispondeva alla ipotizzazione del progetto, abbiamo intrapreso la ulteriore riduzione dei passi selezionati e la loro "cucitura" per adattarli alla logica di un discorso che, partendo dal mondo mitico e poetico, passasse nel discorso sofistico-socratico, per sfociare nell’atmosfera del misticismo medievale.

L’elaborazione definitiva del testo ha costituito di per sé un notevole traguardo che andava comunque comunicato per verificarne la validità della costruzione; non bastava leggerlo o farlo leggere, ci si chiedeva di drammatizzarlo ossia inventare una messa in scena che trasferisse le abilità logico-cognitive in un ambito del tutto nuovo per la filosofia, la rappresentazione teatrale che comporta abilità e competenze di tutt’altro genere, ossia estetico - espressive.

Ma quale occasione migliore per un indirizzo sperimentale denominato pedagogico - artistico?

La provocazione, la sfida ci inducevano ad andare avanti, a rischiare fino in fondo....

ecco, allora, come per miracolo, realizzarsi una prima apparizione scenografica "Il canto delle Muse e la danza sfrenata delle Menadi", cosiddetta perché comparivano sulla scena tutte e venticinque le alunne divise in due gruppi con costumi occasionali ma studiati, i cui dialoghi scaturivano da passi delle opere di Esiodo, da versi di Saffo, da tragedie di Eschilo, accompagnate da un commento musicale e da coreografie nate dalla collaborazione con le insegnanti di arte e di musica che hanno consentito, con i loro preziosi interventi, di dare carattere di interdisciplinarietà all’intero lavoro: l’una, realizzando con le ragazze diapositive grafiche proiettate con la tecnica della sovrapposizione; l’altra, selezionando canti corali e brani musicali di accompagnamento.

Quindi si è passati alla seconda apparizione "La Creazione del mondo" secondo l’interpretazione pagana effettuando il collegamento per mezzo di una "voce narrante", un’alunna lettrice di brani, costruiti per legare e contestualizzare, questa volta ispirandosi al mito di Prometeo secondo le varie versioni, soprattutto quella di Eschilo, "Prometeo incatenato".

È chiaro che la competenza acquisita in esperienze di laboratorio teatrale mi ha consentito di guidare, di orientare per unire insieme i vari elementi, descriverli, dialogarli facendo leva sulla vena fantastica ed immaginativa che anima le adolescenti, interiormente ricche di "sentire" ma non facili a "comunicare", soprattutto a livello corporeo, aspetto su cui si è lavorato molto per superare il disagio della propria presenza fisica e discorsiva, inevitabilmente imperfette risultavano la gestualità e la dizione, cercando poi di interagire in modo armonico ed ordinato con gli altri, nessuno escluso, coerenti con il presupposto di un’esperienza assolutamente di classe, finalizzata, in questo caso, alla realizzazione di un laboratorio didattico, non teatrale.

La terza apparizione ha comportato un salto di qualità nell’intento di ricostruire simbolicamente il mondo greco per accompagnare l’evoluzione dell’uomo attraverso il pensiero, la parola, al fine di interrogarsi sulla funzione del linguaggio per cui viene presentata la contrapposizione, nell’Atene del 399, fra Socrate e Gorgia in quanto per l’uno è la maieutica che conduce alla conoscenza di sé e alla ricerca illuminata del lògos, della verità, dell’essere; per l’altro è il convincere, il persuadere in quanto l’uomo è misura di tutte le cose, la verità è relativa, l’essere è solo nella capacità di saper usare il linguaggio a proprio vantaggio e quindi esercitare la parola. Platone ci si offriva con i suoi dialoghi in tutta la sua efficacia argomentativa sempre utilizzando la tecnica del selezionare, ridurre, rielaborare, snellire ai fini di una comunicazione rivolta ad un pubblico eterogeneo, non specialistico, in certi casi inventando personaggi o situazioni nuovi come l’idea di un confronto fra l’Elena classica, quella difesa da Gorgia e l’Elena moderna, traendo comunque ispirazione da un brano tratto dalle "Troiane" di Euripide, sempre valida come figura femminile abile nell’arte della seduzione in ogni tempo.

Le licenze non sono dunque mancate, pur mantenendo un certo rigore filologico nell’evitare di stravolgere lo spirito del testo e del contesto, dando spazio all’inventiva, all’attualizzazione.

Il "che cos’è la pietà" su cui disquisiscono Socrate ed Eutìfrone diventa un interrogativo moderno di ordine morale o religioso oltreché filosofico sul rapporto fede - ragione, ben noto alle alunne in questione avviate al dialogo interattivo informatico nell’anno scolastico precedente, come approccio alla filosofia e come esercitazione di logica.

La quarta apparizione infine ha rappresentato una vera e propria immersione nel Medioevo, "Dall’Olimpo al Paradiso", così come nella motivazione del premio speciale della critica da parte della giuria della nona edizione della Rassegna Teatro - scuola di Taranto "I Fliaci", a cui la classe ha poi partecipato nell’anno scolastico successivo (96/97), viene scritto sottolineando quella che è poi l’ipotesi interpretativa dell’intero percorso, ossia un’apparente contrapposizione fra mondo pagano e mondo cristiano nella ricerca inesauribile da parte dell’uomo dell’Essere, dell’Assoluto, di Dio.

Ecco allora delinearsi la scena finale ispirata al libro della Beata Angela da Foligno di Frate Arnaldo. La scena è stata rappresentata da tutta la classe in una atmosfera veramente mistica, vissuta dalle alunne attraverso un momento corale seguito da un dialogo individuale con il Cristo per cui l’ultima apparizione si realizzava con "Le Angele" il cui ingresso sulla scena in abito monacale, con effetti sonori e visivi che ricreavano l’ambiente claustrale, ha emozionato sia gli attori che gli spettatori accomunati in quel momento da un unico sentire.

A Taranto la classe ha avuto vari riconoscimenti: per l’elaborazione del testo da parte di un gruppo classe (su circa trecento scuole superiori ne sono state selezionate quaranta); per l’originalità della messa in scena; per gli effetti sonori e visivi; infine il premio speciale di cui si è detto da parte della critica.

La verifica sulla positività globale dell’esperienza si è avuta quando, come per miracolo, l’intera classe che nella prima rappresentazione a scuola era incorsa in alcune "cadute", dovute sia alla difficoltà del testo sia ai ristrettissimi tempi di realizzazione, si è espressa con la massima armonia ed integrazione possibili superando tutti gli ostacoli di volta in volta manifestatisi; ognuno ha reso e dato per quanto poteva in espressività, in solidarietà, in spirito di gruppo entrando nei dialoghi con una partecipazione che nessuna lettura testuale, presa isolatamente, può produrre, poiché non fine a se stessa ma carica di implicite motivazioni.

Il cammino della filosofia è stato affrontato con consapevolezza, sì da consentire un’assimilazione interiorizzata delle conoscenze, suscettibile di un transfert in altri contesti disciplinari: proprio quelle alunne che avevano rivelato problemi di concettualizzazione e di ragionamento logico-deduttivo, attraverso la lettura motivata dei brani selezionati e l’espressività richiesta dalla drammatizzazione, hanno mostrato una capacità di interpretazione unica, imprevedibile tale, per alcune, da costituire la scoperta di una congeniale "chiave d’accesso" al discorso filosofico.

L’intero iter ha comunque corrisposto ad una programmazione finalizzata alla promozione di quelle abilità atte a favorire la vera lettura dei testi filosofici, in questo caso con la costruzione di un percorso operativo rispondente ad un preciso schema scientifico avente come obiettivo finale l’acquisizione di maggiori capacità relazionali attraverso un ordinato ed efficace metodo di lavoro, utilizzando strumenti letterari, tecnici, pittorici e musicali e come obiettivi intermedi tutti quei parametri atti a sviluppare capacità di ragionamento e d’interpretazione autonoma delle conoscenze.

La filosofia, in tal modo, assume la funzione prevalente di orientare i giovani all’interpretazione dell’umana esperienza nelle sue caratteristiche di complessità e d’interdipendenza, in particolare attraverso la lettura dei testi ed a partire dalle competenze ed abilità logiche che comportano dei tagli nelle scelte programmatiche. La dimensione storica, sottratta allo sviluppo lineare ed esaustivo, comporta proposte audaci ed innovatrici che si presentano più problematiche, più critiche attraverso un argomentare contro i limiti e le insufficienze delle risposte ereditate che si sviluppano da punti di vista contrapposti (vero - falso, positivo - negativo, accettazione - rifiuto di altre idee): tutto ciò carica di significatività e valori qualunque percorso filosofico intrapreso, come il nostro, nella convinzione che l’apprendimento sarà tanto più efficace quanto più riuscirà ad integrarsi nella preesistente rete cognitiva dello studente in modo essenziale.

Riferimenti mitologici e letterari

  1. LAMINETTA DI PETELIA (incisione funebre)
  2. PARMENIDE, FRAMMENTO
  3. SAFFO, POESIE
  4. ESIODO, TEOGONIA
  5. ESIODO, OPERE E GIORNI
  6. ESCHILO, PROMETEO INCATENATO
  7. EURIPIDE, LE TROIANE
  8. PLATONE, LEGGI
  9. PLATONE, PROTAGORA
  10. PLATONE, GORGIA
  11. PLATONE, EUTIFRONE
  12. LE FILOSOFE, IL MISTICISMO MEDIOEVALE, Liguori Ed.
  13. ITINERARI PEDAGOGICO-DIDATTICI, Zanichelli Ed.
  14. FRATE ARNALDO, IL LIBRO DELLA BEATA ANGELA DA FOLIGNO

Brani musicali

  1. THE MYSTIC’S DREAM di Loreena Mc Kennit
  2. LA SAGRA DELLA PRIMAVERA di I. Strawinsky
  3. SYRINX di C. Debussy
  4. SUONI DELLA NATURA
  5. EPITAFFIO DI SICILO
  6. AVE MUNDI SPES MARIA Canto Gregoriano
  7. ALTISSIMA LUCE Lauda Medioevale
  8. ANGELI DOMINI dei Natura

 

Appendice con schema di riferimento per la costruzione del percorso

Ipotesi interpretativa: dimostrazione di un’apparente contrapposizione fra mondo pagano e mondo cristiano nella ricerca dell’essere.

Obiettivi specifici: organizzazione delle idee, consapevolezza del proprio processo di apprendimento, disponibilità al lavoro di gruppo dell’intera classe e con l’insegnante; analisi dei testi: paragrafazione, titolazione, individuazione delle parole-chiave, enunciazione della tesi e degli argomenti considerati.

Precisazione del metodo: la lettura dei testi, la riduzione, la selezione, l’elaborazione come modalità privilegiata che consente di ricostruire la posizione dell’autore, l’articolazione del tema e quella di una posizione autonoma; la discussione in classe come momento di ricomposizione del tema, di sollecitazione della riflessione critica, di riconsiderazione dell’intero percorso; la drammatizzazione come possibilità d’interiorizzazione delle conoscenze espresse in modo singolare ed integrato.

Individuazione dei requisiti necessari: per sviluppare il percorso in termini di capacità cognitive, di competenza lessicale, di contestualizzazione, di connessione dei dati per un’elaborazione organica, di problematizzazione e di valutazione critica.

Utilizzazione delle conoscenze pregresse: per facilitare la ricomposizione del quadro generale

Prove di verifica: strutturate, per accertare il livello di informazione e le capacità di analisi; non strutturate, per rilevare le abilità di argomentazione e di problematizzazione, di ricostruzione del percorso, di riconduzione del percorso all’ipotesi interpretativa.


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