Andrea Sani, Il cinema tra storia e filosofia, Firenze, Le Lettere, 2002  

Abstract

Quali sono i rapporti tra il cinema e la storia e tra il cinema e la filosofia? E’ vero che alcuni film possono rendere intelligibili certi fenomeni storici in modo più creativo di un libro di storiografia? In che senso un film può essere «agente di storia?» Esiste la possibilità di un pensiero per immagini, distinto da quello discorsivo? Qual è la relazione tra John Ford e il filosofo greco Epicuro, tra Alfred Hitchcock e Aristotele o tra Stanley Kubrick e Arthur Schopenhauer? Il libro cerca di rispondere a queste domande attraverso l’analisi di singole pellicole particolarmente significative di Ettore Scola, John Ford, Stanley Kramer, Alfred Hitchcock, Stanley Kubrick, Ridley Scott, Steven Spielberg, ecc., o di alcune categorie di film come i kolossal (da Ben-Hur al Gladiatore), i film di fantascienza (da Blade Runner ad A.I. intelligenza artificiale), e i cosiddetti Viet-movies (da Apocalypse Now a Full Metal Jacket). In una forma chiara e lineare, le opere prescelte sono commentate non tanto (o non solo) sotto il profilo estetico, ma prevalentemente dal punto di vista del loro contenuto storico e/o filosofico, in modo da evidenziare il contributo che il cinema può offrire al dibattito delle idee.

 

Nota sull’autore

Andrea Sani, nato a Firenze nel 1953, ha curato un’edizione del Discorso di metafisica di Leibniz (Firenze, La Nuova Italia 1992) ed è autore dei volumi La logica matematica (Firenze, La Nuova Italia, 1996) e Infinito (Firenze, La Nuova Italia, 1998). Ha scritto anche alcuni libri sul linguaggio e sulla storia dei comics, tra cui Fumettopoli (Firenze, Sansoni, 1993) e, in collaborazione, I Disney italiani (Bologna, Granata Press, 1990), Jacovitti (Bologna, Granata Press, 1992), Tex. Un eroe per amico (Milano, Epierre, 1998) e Romano Scarpa (Torino, Vittorio Pavesio Productions, 2001). Pubblica regolarmente saggi di critica cinematografica sulla rivista di politica e cultura Palomar della casa editrice Le Lettere.

Il cinema tra storia e filosofia

di Andrea Sani

Firenze, Le Lettere, 2002

 

Indice

 

Introduzione

Capitolo primo: Elogio del cinema epico

1.1. L’eroe epico come personaggio «più grande della vita»

1.2. Dalle origini ai kolossal degli anni Cinquanta

1.3. Il capolavoro: Ben-Hur

1.4. El Cid e la «Nuova Frontiera»

1.5. I kolossal degli anni Sessanta

1.6. L’epica «imperialista»

1.7. Il Medioevo smitizzato

1.8. I cavalieri «stellari»

1.9. Il ritorno degli eroi: da Braveheart al Gladiatore

1.10. La Roma dei Cesari secondo Ridley Scott

 

Capitolo secondo: Il mondo nuovo

2.1. La fuga di Varennes

2.2. La rivoluzione francese come democrazia incompiuta

2.3. La microstoria

2.4. Il ritorno di Casanova

2.5. La poetica di Ettore Scola

2.6. Punti di vista sull’Ottantanove

2.7. Il caso e la storia

 

Capitolo terzo: Autunno Cheyenne

3.1. Il grande sentiero

3.2. Genocidio

3.3. Dalla parte degli indiani

3.4. Il «buon selvaggio»

3.5. La tragedia dei Cheyennes

3.6. Il mito della frontiera

3.7. La fine del «sogno americano»

3.8. L’ultimo Ford: da Aristotele a Epicuro

3.9. John Ford nichilista?

 

Capitolo quarto: I sentieri della gloria

4.1. L’«essenza» della guerra

4.2. Il «Formicaio»

4.3. Il cinismo del generale Broulard

4.4. Una partita a scacchi

4.5. Antimilitarismo kubrickiano

4.6. Stanley Kubrick e Francesco Rosi

4.7. L’ambiguità di Kubrick

4.8. Uomini o bestie?

4.9. Un film «agente di storia»

 

Capitolo quinto: Vincitori e vinti

5.1. La Norimberga di Stanley Kramer

5.2. Vincitori, accusatori e giudici

5.3. Diritto e moralità: il caso della legge ingiusta

5.4. La responsabilità del popolo tedesco

5.5. Giustizia e opportunità politica

5.6. Le ragioni di una sentenza

5.7. Una conclusione amara

 

Capitolo sesto: Aristotele e Alfred Hitchcock

6.1. Un approccio aristotelico

6.2. La Poetica di Aristotele

6.3. La catarsi aristotelica

6.4. Pietà e paura nei film di Alfred Hitchcock

6.5. Una tecnica per suscitare emozioni

6.6. La catarsi hitchcockiana

6.7. Metabasi, peripezia e riconoscimento: L’uomo che sapeva troppo

6.8. Il rifiuto del «mostruoso» (teratodes)

6.9. L’unità d’azione

6.10. Psyco e lo stravolgimento della struttura narrativa

 

Capitolo settimo: Il cinema americano e la «sindrome del Vietnam»

7.1. La sindrome del Vietnam

7.2. «America is back»

7.3. John Wayne super-falco

7.4. Indiani e vietcong

7.5. Hanoi Jane

7.6. Il patriottismo del Cacciatore

7.7. Apocalypse Now e la «terra desolata» del Vietnam

7.8. Il reducismo di Rambo

7.9. Una seconda Guerra di Troia

7.10. Full Metal Jacket, ovvero: ammazzare o essere ammazzati

 

Capitolo ottavo: Filosofia e cinema fantastico

8.1. Borges e la metafisica

8.2. Filosofia fantastica

8.3. Il cinema e i mondi possibili

8.4. Condizionali controfattuali

8.5. L’inesistenza del passato

8.6. Bertrand Russell e Blade Runner

8.7. Esperimenti mentali

8.8. Matrix e le illusioni dei sensi

8.9. Apparenza e realtà

8.10. Kubrick, Spielberg e le macchine pensanti

8.11. A.I. Intelligenza artificiale

8.12. 2001: Odissea nello spazio e l’oltreuomo nietzschiano

8.13. Stanley Kubrick e Carl Gustav Jung

8.14. Lapis ex coelis

 

Capitolo nono: Stanley Kubrick «filosofo»

9.1. Ipnosi

9.2. Il mito e la fiaba

9.3. Un pessimista radicale

9.4. Hobbes e Schopenhauer

9.5. L’impassibilità dello sguardo

9.6. L’Ombra

9.7. Animus e Anima

9.8. La Persona

9.9. Il processo di individuazione

9.10. Lieto fine?