MODULI PER L’INSEGNAMENTO DELLA FILOSOFIA
NEL BIENNIO DEL RIORDINO DEI CICLI
PRESENTAZIONE
L’esperienza maturata negli incontri seminariali promossi dalla “Città dei Filosofi” in questi anni ha costituito un riferimento rilevante per i temi che, di volta in volta, sono stati affrontati, come sollecitazione all’approfondimento e come stimolo alla progettazione didattica.
Anche le occasioni di confronto tra colleghi nei lavoro di gruppo rivolti alla costruzione di percorsi disciplinari e pluridisciplinari hanno portato a precisare gli aspetti di identificazione della disciplina: centralità del testo, struttura argomentativa, apertura problematica alla altre discipline. L’insieme degli aspetti condivisi ha favorito il costituirsi di una esperienza capace di comunicare nel diffondersi scelte e risultati e soprattutto di sollecitare il confronto sui cambiamenti in atto nella società, riproponendo la questione dell’insegnamento della filosofia rispetto alla sua collocazione nei curricoli e al senso della sua presenza.
Il corso di aggiornamento “L’insegnamento filosofico nella scuola del 2000. Aspetti, problemi, prospettive” ha rappresentato un punto di svolta perché, se unanime è stato il consenso da parte dei relatori sul valore formativo specifico dell’insegnamento della filosofia e quindi sulla necessità-opportunità della sua presenza nell’area dell’obbligo oltre che degli indirizzi del triennio della secondaria superiore, altrettanto evidente risultava la necessità di un ripensamento complessivo che tenesse conto dei mutamenti in atto nella società, nella scuola e nell’oltrescuola. Si è pensato di raccogliere la sfida rivolgendo il progetto agli ultimi due anni dell’area dell’obbligo, un segmento dell’istruzione in cui, anche se non mancano studi ed esperienze, l’insegnamento della filosofia non è abituale. La scelta assumeva un carattere strategico in quanto per la novità degli “utenti” e del contesto di riferimento costringeva ad una riflessione complessiva, ancora più stringente, intorno al ruolo della filosofia nella nuova collocazione, ai modi e alle forme della sua presenza.
Il gruppo di lavoro nell’assumere il compito ha ritenuto necessario un percorso di studio, di avvicinamento e di conoscenza dei processi che caratterizzano questa fascia di età; si è cercato il confronto con esperti sul piano dei processi di pensiero e sulle domande che accompagnano la crescita. Molti sono stati gli interrogativi e soprattutto le perplessità nel dare seguito al compito che prevedeva la costruzione di situazioni filosofiche da provare nelle classi, la più consistente riguardava proprio la filosofia o meglio la specificità di tale sapere; il altre parole, come rendere e garantire tessuto e spessore filosofico e contemporaneamente trovare modi adeguati, altri da quelli usuali, per sollecitare, avviare atteggiamenti interrogativi.
La questione sembrava inizialmente di non facile soluzione tanto più che si era esclusa qualsiasi forma di surrogato filosofico; la linea più credibile pareva essere l’affrontare questioni di senso i quanto consentono di avviare attorno ad un problema, familiare nell’immediatezza allo studente, un confronto di posizioni in classe e tra studenti capace di sollecitare atteggiamenti favorevoli a cercare risposte, a provare soluzioni coinvolgendo così la dimensione filosofica.
Un secondo aspetto della questione riguardava la gestione dell’attività che avrebbe coinvolto nella realizzazione docenti della scuola dell’obbligo. Si è cercato dunque di costruire il progetto in modo da rendere evidenti impostazione e scelte e si è deciso di accompagnare e sostenere l’attività dei colleghi mediante l’esemplificazione delle operazioni possibili e l’indicazione di altri percorsi per aprire versanti ulteriori di analisi e facilitare contributi della altre discipline. La necessità di coniugare le diverse esigenze, di contenuto, di procedimenti, di apertura problematica alla filosofia ha portato alla scelta del modulo didattico come “luogo”, contesto dell’intreccio: per le sua caratteristiche impone una selezione ed organizzazione dei contenuti essenziali, favorisce compattezza, incisività nello sviluppo degli argomenti, controllo di ogni segmento e trasferibilità.
A conclusione del compito, nel confrontare tra loro i moduli, si riconoscono elementi comuni, di impostazione, di procedure, e differenze, di tonalità, di scelte nei materiali, di accentuazione entro l’ambito filosofico. Tali differenze costituiscono il valore aggiunto dell’intera operazione.
A questo punto si riaprono le questioni che, con maggiore forza, riguardano la fatticità del progetto.