Ubaldo Nicola, Atlante di filosofia
Irrazionalismo
Nietzsche, dadaismo
E' necessario distinguere fra due tipi di irrazionalismo secondo il campo di applicazione:
1) l'irrazionalismo gnoseologico afferma che la ragione umana non è in grado di spiegare la realtà, la cui intrinseca complessità travalica i limiti della mente umana. In questo senso ristretto molte dottrine filosofiche del passato possono dirsi irrazionaliste: in epoca antica lo scetticismo, che negava l'esistenza di ogni tipo di verità, nel Medioevo il misticismo e la teologia negativa, che risolvevano ogni conoscenza in una forma di intuizione, in epoca moderna il Romanticismo per il quale l'arte ed il sentimento erano le uniche forme di conoscenza.
2) l'irrazionalismo ontologico afferma invece che è la realtà stessa a reggersi su un principio non razionale, il caso, la fortuna, la vita intesa come processo imprevedibile. Questa forma assoluta e metafisica di irrazionalismo, che considera il mondo assurdo, illogico, insensato, privo di scopo, è tipica ed esclusiva dell'epoca contemporanea, espressione eloquente della sua crisi.
Fu Schopenhauer a proporre per la prima volta, nel secondo decennio dell'Ottocento, una dottrina tanto radicale ed eversiva rispetto alla tradizione: la volontà di vivere che egli pose come realtà ultima delle cose è un impulso primordiale, una forza cieca al di là delle categorie dello spazio e del tempo. Determinante per la nascita dell'irrazionalismo contemporaneo, tuttavia, è stata la dottrina e la figura di Nietzsche, il filosofo che ha interpretato nel modo più radicale le esigenze profonde della reazione antipositivista, diventando così un potente stimolo di quel rinnovamento filosofico ancora in corso noto come crisi della ragione. Per questa via l'irrazionalismo è diventato un importante tratto peculiare della cultura e dell'arte moderna, cui più o meno esplicitamente si rifà una variegata serie di avanguardie, il dadaismo ad esempio. L'atteggiamento irrazionalista può essere sintetizzato in questi tratti:
1) sfiducia nelle possibilità del pensiero scientifico, logico o storico di spiegare la realtà. Si contesta l'idea per cui si conosce tramite la ragione e l'intelletto, cui si propone di sostituire l'intuizione, l'azione, l'esperienza concreta della vita;
2) il rifiuto dei modelli e dei valori tradizionali, morali, politici e religiosi (a partire dal Cristianesimo), tutte espressioni di un mito razionalista e metafisico. E' una posizione che può arrivare fino alla ripulsa totale della civiltà occidentale, nel suo complesso e dalle sue origini: Nietzsche affermò la negatività di tutta la filosofia da Socrate in poi.
3) il difficile tentativo di inventare ed imporre un nuovo sistema di valori alternativo alla tradizione. La dottrina del superuomo di Nietzsche ha fornito il modello per l'assunzione programmatica di condotte considerate devianti dalla società, comportamenti rivoluzionari, contestatari e provocatori.
Vedi: Superuomo, nichilismo.
"Io non sono un uomo; sono dinamite", affermò Nietzsche, la cui concezione del superuomo ha dato origine a questa caricatura. ___________________
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La Tavola parolibera (1915) di Marinetti è un esempio della accettazione irrazionalistica del caso. La poesia del Futurismo è puro suono fonetico, combinazione casuale di "parole in libertà". T. Tzara, in Manifesto sull'amore debole e l'amore amaro (1920), propone un metodo per "fabbricare" poesie. "Prendete un giornale. Prendete un paio di forbici. Scegliete un articolo che abbia la lunghezza che desiderate dare alla vostra poesia. Ritagliate l'articolo. Tagliate ancora, con cura, ogni parola e metterle tutte in un sacchetto. Agitate dolcemente. Tirate fuori le parole una dopo l'altra e disponetele nell'ordine di estrazione. Copiatele coscienziosamente. La poesia vi somiglierà". |
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