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Ubaldo Nicola, Atlante di filosofia

Misteri
Religione greca

La religione pubblica ereditata dal mito omerico non riuscì mai a soddisfare del tutto il bisogno di sacralità del mondo greco. A partire dal VII sec. a.C., accanto a quella ufficiale ma senza sostituirsi ad essa, si svilupparono forme di religiosità particolare, dette complessivamente misteri perché le credenze specifiche erano tenute rigorosamente segrete (i riti non erano mai svolti nei templi ufficiali e spesso non esisteva neppure un luogo specifico predisposto al culto). Questi culti iniziatici furono numerosi: oltre a quelli dedicati ad Orfeo e Dioniso, i più importanti furono i misteri eleusini consacrati a Demetra e Persefone, così chiamati perché nati nella città di Eleusi; i misteri mitradici, di origine orientale (Mitra è un'antica divinità solare iranica); i misteri di Samotracia; di Adone e molti altri ancora.

Pur praticati in modo elitario da gruppi ristretti (nel tiaso, una comunità informale e poco regolamentata), i misteri ebbero sul pensiero filosofico un'influenza straordinaria, di certo superiore al mito omerico. Il loro influsso sull'intero pensiero dell'Occidente fu tanto profondo da non potersi valutare con precisione. Penetrarono nel mondo romano (dove giunsero a massima diffusione in età tardo-imperiale, fra il III e IV sec. d.C.) e finirono con l'influenzare persino il Cristianesimo. L'esistenza di una anima individuale e la sua immortalità, l'idea di una colpa originaria che accomuna tutti gli uomini, l'attesa del premio per i giusti e del castigo per i malvagi dopo la morte, convinzioni prettamente cristiane, sono in qualche modo anticipate dai Misteri, in particolare dall'orfismo.

Se questi culti pagani raggiunsero una tale influenza, è perché, diversamente dai riti della religione ufficiale volti a propiziare la benevolenza degli dei in funzione del benessere terreno, essi si rivolgevano ad istanze interiori e profonde dello spirito. Tutti i Misteri (eccettuato quello di Mitra) trattano un tema comune, il binomio morte-resurrezione, svolto attraverso una vicenda mitica dalla trama molto simile. Al centro vi è sempre una coppia (marito e moglie nel caso di Orfeo, madre e figlio per Dioniso) la cui unione è prima dissolta dalla morte di una delle due figure e poi ripristinata da una rinascita.

Si ipotizza che la nozione di resurrezione sia stata elaborata dalle religioni misteriche sulla base di ancor più antichi riti legati al ciclo vegetale (alla rinascita primaverile della natura). Vi è una forte analogia simbolica fra la reincarnazione dell'anima e la rinascita ciclica della vegetazione dopo la morte invernale. E' comunque questa idea (che la morte non sia mai una condizione irreversibile e definitiva) a formare il nucleo essenziale dei misteri: Orfeo è fatto a pezzi dalle donne trace, gelose del suo amore eterno per la moglie morta, ma, inspiegabilmente (così racconta il mito) la sua testa, pur separata dal corpo ed in balia dei flutti dell'oceano, continuerà per sempre a cantare. Nulla, tanto meno un uomo, può mai dirsi definitivamente e totalmente morto.

Vedi Riti dionisiaci, Anima, Orfismo.


I misteri di Mitra, legati al culto orientale del Sole, riscossero particolare successo presso gli ambienti militari romani. Erano infatti particolarmente violenti. Durante il rito del taurobolio, l'adepto scendeva in una fossa sopra la quale (su una grata) veniva sgozzato un toro, in modo che il suo sangue cospargesse abbondantemente il neofita, come in una specie di cruento battesimo.

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Testa di Mitra: la disposizione dei capelli sottolinea l'identificazione del dio con il Sole. Le feste in onore di Mitra cadevano nel solstizio di inverno (la notte del 25 dicembre), data che in seguito fu convenzionalmente assegnata alla nascita di Cristo.

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Il culto mitradico del Sole (eliolatria), pur combattuto dal Cristianesimo, non scomparve mai del tutto dalla cultura dell'Occidente. In questo arazzo medioevale (XI sec.) persino i particolari attribuiti al Sole (carro, quadriglia, corona reale, spada del potere) riprendono l'antica tradizione pagana. La sacralità del Sole influì così sugli sviluppi dell'eliocentrismo.

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Ai culti misterici più antichi, provenienti dalla Persia e connessi all'insegnamento di Zaratustra, era legato l'uso del sacrificio umano a scopo rituale, ancora presente in situazioni di eccezionale pericolo anche nella cultura greca e romana.

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