Anima

La parola anima è di origine latina ed è il composto di altre due parole significanti vento e respiro. In filosofia designa ciò che genera la vita e l’attività cognitiva. Agostino infatti la definisce come “una sostanza dotata di ragione, destinata a reggere il corpo”.

Questione senza ancora una soluzione è quella riguardante l’immortalità dell’anima. Le scuole filosofiche rispondono in modo diverso a questo interrogativo, giungendo anche a conclusioni opposte. Un altro tema che rimane senza una risposta precisa è quello della natura dell’anima: appartiene ad un mondo trascendente oppure è qualcosa di concreto? Nuovamente le tesi esposte dalle diverse scuole filosofiche non sono concordi.
 

Fonti: enciclopedia “le Garzantine”, CD “L’officina del pensiero”

Gabriele F.

 

 

È ciò che dà la vita al vivente, la forza vitale, la sostanza individuale dotata d’immortalità. I problemi che sorgono da questo termine sono:

- se il concetto di anima deve essere usato solo riferito all’uomo o si può associare anche al mondo animale e vegetale

- se esistono anime solo spirituali

- se l’anima umana sia immortale o mortale

L’anima umana ha una propria coscienza e per questo la possiamo accostare al termine “mente”.

Francesca P.

 

 

approfondimenti

 

“Poiché tutta la natura è congenere e l'anima ha appreso tutto, nulla impedisce che chi si ricordi di una sola cosa - che è poi quello che si chiama apprendimento -, trovi da sé tutto il resto se è coraggioso e instancabile nella ricerca, perché il ricercare e l'apprendere, nella loro interezza, non sono che reminiscenza. Non bisogna, dunque, prestar fede a quel ragionamento eristico: esso ci renderebbe pigri ed ascoltarlo è un piacere che fiacchi; mentre questo rende alacri alla ricerca.”

Fonte: Menone di Platone

 

 

Secondo le teorie platoniche l’anima è immortale e dopo la morte dell’individuo diviene una biga alata che sale nell’iperuranio per conoscere le idee. Molto probabilmente Platone aveva in mente una biga che non si discostava molto da quella in figura.

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Cartesio distingue nell’anima azioni (dipendenti dalla volontà) e affezioni (involontarie). La forza dell’anima sta nel vincere le emozioni, mentre la sua debolezza consiste nel lasciarsi dominare da esse. Rapportandosi tutte al corpo, le emozioni sono date all’anima perché è congiunta con esso ed hanno lo scopo di far contribuire l’anima alle azioni che rendono più perfetto il corpo. Sono due le emozioni principali: la tristezza,da cui l’anima è avvertita delle cose che nuocciono al corpo e prova odio verso di esse; e la gioia,da cui l’anima è avvertita delle cose utili al corpo e prova amore verso esse.