RASSEGNA STAMPA

19 DICEMBRE 1999
ARMANDO MASSARENTI
L'uscita delle opere in versione elettronica spinge a riflettere sulla filosofia oggi e sul suo insegnamento
Platone, "Opere complete", con il testo greco, itinerari di navigazione di Gabriele Giannantoni; a cura di Giuseppe Iannotta, Alberto Manchi, Daniela Papitto, Laterza, Roma-Bari 1999, L. 69.000.
La pubblicazione di Laterza dell'opera completa di Platone in Cd-Rom offre un nuovo spunto per intervenire sulla questione dell'insegnamento della filosofia. Com'è noto il ministro Berlinguer, con la riforma in corso, intende promuovere tale insegnamento non solo nei licei ma in tutta la scuola secondaria, e ha nominato una commissione per definirne le modalità. Alcune settimane fa, sul domenicale del 28 novembre, presentando un inserto dedicato alla logica realizzato in occasione dell'uscita delle opere complete di Gödel, avevamo suggerito che un elemento indispensabile per la formazione filosofica di base - volto, come vuole il ministro, alla creazione di "buoni cittadini" - avrebbe dovuto essere appunto l'insegnamento della logica, e più in generale delle modalità del ragionamento corretto. Un'opera come il "tutto Platone" potrebbe aiutarci a elaborare meglio un modello di insegnamento della filosofia "per tutti".
Platone, come è noto, è innanzitutto un filosofo del dialogo. La forma dialogica dei suoi scritti non è un accessorio esteriore, ma rimanda all'essenza stessa del suo modo di concepire l'attività filosofica, più volte ripresa nel corso della storia del pensiero (da Galileo, a Berkeley, a Hume, fino all'ultimo Feyerabend). Come direbbe Pierre Hadot, la filosofia antica, quella praticata dalle "scuole" (prima fra tutte l'Accademia fondata da Platone) non va interpretata solo come un susseguirsi di teorie o posizioni da difendere rispetto ad altre. Ciò che animava i filosofi dell'antichità era innanzitutto la volontà di condurre una vita filosofica, della quale uno degli ingredienti fondamentali è proprio la disponibilità al dialogo e dunque al confronto tra idee diverse. Questo non significa che Platone nel mettere in scena i propri dialoghi non privilegiasse certe tesi - in genere sostenute dal suo eroe, Socrate - piuttosto che altre, ma solo che non bisogna sottovalutare la portata delle tesi contrarie, che spesso vengono espresse con cura persino maggiore di quelle sostenute da Socrate. Dialogare direttamente con Platone oggi diventa più facile con uno strumento come il Cd-Rom. Esso può diventare un vero antidoto al dogmatismo o al desiderio di fornire risposte definitive agli eterni problemi della filosofia. Si prenda ad esempio il problema della giustizia, uno dei temi centrali della Repubblica e dell'intero pensiero platonico: tema tuttora tra i più controversi, dato che Popper ha visto in quell'opera l'origine di ogni idea di totalitarismo e di "società chiusa". La domanda platonica, ancora attualissima, è: possiamo credere nella giustizia, oppure, come dice Trasimaco, essa è solo una mascheratura della legge del più forte? E se possiamo crederci, in che modo possiamo definirla e difenderla, evitando di ricadere nella violenza e nell'arbitrio? La soluzione dello stesso Platone oggi è accettata da pochi perché considerata una concezione gerarchica, antidemocratica e antiliberale, ricalcata sul modello di un'anima bene ordinata (ma Francesco Adorno ha mostrato come anche sulla struttura dell'anima il discorso platonico sia assai più sfumato e aperto di quanto si creda). Una seconda soluzione, che il filosofo greco critica, non è meno interessante. Si tratta di una versione sofisticata del crudo realismo di Trasimaco, ed è descritta da Glaucone come una sorta di compromesso tra interessi e forze contrastanti. Poiché si ricava più male a subire un'ingiustizia che bene a commetterla, gli uomini hanno tutto l'interesse a stabilire e a onorare patti per evitare di commettere ingiustizie gli uni verso gli altri, ritenendo giusto e legittimo ciò che in questo modo viene stabilito per legge. Così la giustizia - dice Glaucone - "non è amata come un bene, ma tenuta in onore perché manca la forza di commettere ingiustizia". Se tale forza invece vi fosse, il riferimento alla giustizia sarebbe pura retorica. Ma è proprio a partire da questa concezione, tipica dei sofisti e rigettata da Platone, che si sono avuti alcuni sviluppi importanti della filosofia politica moderna: Hobbes e Hume nel XVII e XVIII secolo, nel XIX numerosi economisti ( tra cui due dei fondatori della teoria dei giochi, Nash e Harsanyi) e un filosofo come David Gauthier hanno via via affinato quella antica teoria; i cui argomenti però, nelle loro linee essenziali, sono già ben descritti nel testo platonico.
È solo un esempio. Se ne potrebbero fare molti altri: su che cos'è l'anima, sui suoi rapporti con il corpo; sull'idea di amicizia e di amore; sulla definizione stessa di "filosofia" come "amore della conoscenza". Ma l'elenco sarebbe lungo, e assai ricco, almeno quanto l'ottimo apparato di indici, mappe e itinerari predisposto dal compianto Gabriele Giannantoni, attraverso il quale ci invita a una nostra personale "navigazione".
Ora, uno dei nodi più difficili da sciogliere nel dibattito sull'insegnamento della filosofia "per cittadini" sembra questo: come conciliare l'approccio per problemi - che parte dalle ricorrenti ed eterne domande filosofiche - all'attenzione ai testi, evitando di cadere in forme di storicismo che non rendono giustizia né all'uno né all'altro? Probabilmente non c'è mezzo migliore di quello elettronico per risolvere con eleganza l'annoso problema.
Basterebbe avere in un solo Cd, o ancora meglio in un sito Internet (che potrebbero essere prodotti dal Ministero in collaborazione con le case editrici) la possibilità di navigare nell'intero corpus dei testi filosofici.
Possibilità che esiste già per esempio in tedesco, grazie a un Cd che contiene tutte le opere principali dei filosofi da Platone a Nietzsche. Per ogni domanda o problema filosofico si potrebbe così impostare una ricerca, per poi analizzare le soluzioni o le discussioni che i filosofi antichi e moderni hanno proposto. La ricerca potrebbe avvenire a scuola sotto la guida dell'insegnante, ma una volta messa in moto sarebbe un bel gioco da continuare anche per conto proprio. Non un gioco facile, ma impegnativo e coinvolgente come ogni gioco che si rispetti.
All'insegnante spetterebbe il compito, ben delimitato ma per nulla banale, di formare nei giovani la capacità di fare domande sensate e intelligenti. Una facoltà che, accanto a quella di svolgere le argomentazioni corrette di cui si diceva all'inizio, è un ingrediente fondamentale per chiunque voglia condurre - oggi come 2500 anni fa - una vita se non proprio da filosofo almeno da buon cittadino.
inizio pagina
vedi anche
Storia della filosofia