RASSEGNA STAMPA

29 NOVEMBRE 1999
ALCESTE SANTINI
Da San Paolo a Karl Barth le radici della teologia che dialoga
In "Grandi pensatori cristiani" una rivisitazione di sette teorici di spicco nella storia della Chiesa
Un altro capitolo della battaglia culturale di Hans Küng per restituire il cattolicesimo alla sua universalità
Hans Küng, "Grandi pensatori cristiani", Rizzoli, pagine 275, lire 32.000
La lunga battaglia culturale condotta da Hans Küng, dal concilio ad oggi, per la riforma della teologia cattolica in senso ecumenico e per restituire il cristianesimo alla sua universalità in una fase in cui il dialogo interreligioso è diventato dominante, si conferma con il suo ultimo libro con il quale si propone di rivisitare sette pensatori di spicco che hanno lasciato un segno nel presentare il messaggio cristiano nella sua autenticità, al di là di ogni "Legge" o schema che lo leghi ad una particolare cultura. Sono Paolo di Tarso, teorico del dialogo interreligioso e interculturale, Origene, che possiamo definire il fondatore della teologia come scienza dell'antichità cristiana, a cui va riconosciuto il merito di aver portato a termine il disegno paolino di accentuare l'universalità del cristianesimo; Agostino, che ha dato un'impronta di vasto respiro alla teologia dell'Occidente latino; Tommaso d'Aquino, che ha rifondato la teologia come scienza prendendo a modello Aristotele e la sua filosofia; Martin Lutero che, cogliendo le aspirazioni dei movimenti religiosi riformatori del tardo Medioevo per un rinnovamento della Chiesa cattolica travagliata dalla corruzione delle indulgenze e dalle sue compromissioni con il potere, ha sostenuto con successo il ritorno radicale alla purezza evangelica; Friedrich Schleiermacher che, in un confronto serrato con l'illuminismo come con le scienze naturali ed ì movimenti letterari del Romanticismo, ha rifondato la teologia facendola entrare nella modernità; e, infine, Karl Barth, definito da più parti il genio teologico del XX secolo, a cui si riconosce il merito di aver reso possibile, da posizioni evangeliche, una nuova teologia ecumenica da cui hanno preso le mosse tutte le iniziative per un più ravvicinato incontro tra le diverse Chiese cristiane.
Il lungo saggio dedicato da Küng a Paolo di Tarso ci fa vedere come questo apostolo, nato ebreo ed "afferrato" da Gesù sulla via di Damasco, abbia avuto ed abbia, ancora oggi, grande successo perché ha puntato sul Gesù storico, crocifisso e risorto, e, quindi, sul senso del suo sacrificio per la salvezza dell'intera famiglia umana, facendo, così, del cristianesimo non una piccola "setta" ebraica circoscritta geograficamente, ma una "religione mondiale" capace dì parlare a tutte le culture, a tutti i popoli in grado di cogliere "la forza liberante" di quel messaggio. Paolo non era un saggio illuminato come Confucio o un mistico come Buddha. Era una figura profetica dotata di una forte spiritualità con la quale riuscì ad imporre la sua visione universale del Cristo crocifisso e risorto per la salvezza dell'umanità, non solo al Concilio di Gerusalemme dove si scontrò anche con Pietro spingendolo ad uscire dal suo iniziale modo di vedere troppo giudaizzante il Cristo, ma a tutte le comunità cristiane primitive. Il fatto, poi, che Paolo puntasse sul carisma e sul primato di chi era ed è alla guida della comunità cristiana, spinge Küng a riproporre un modello di Chiesa aperta, capace di capire, di perdonare e di dialogare più che affermare e parlare in nome di una "infallibilità" che non fa parte dì una autentica tradizione cristiana.
A conclusione della sua rivisitazione dei pensatori della cristianità, Küng indica come percorso una teologia libera che, come tale, non deve ricorrere a misure amministrative per imporsi e, quindi, una teologia critica che sì senta obbligata liberamente all'ethos della verità scientifica circa il suo modo di analizzare i problemi. Una teologia non confessionalistica, ma ecumenica che ha avversari ma solo per un cammino insieme con le diverse religioni, filosofie, scienze.
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Filosofia e Religione