RASSEGNA STAMPA

29 NOVEMBRE 1999
SALVO FALLICA
Heidegger e Gadamer
L'Essere e il suo apparire
I destini dell'Europa analizzati attraverso la speculazione filosofica di Martin Heidegger e la riflessione storico-culturale ed ermeneutica del suo allievo più brillante Hans-George Gadamer. Questa duplice rilettura cultural-filosofica è contenuta in un libro edito da Marsilio, "L'Europa e la filosofia", che si avvale della introduzione di Jan Bednarich e della post-fazione di Manfred Riedel.
Il filo rosso del testo è una conferenza tenuta da Heidegger a Roma presso il Kaiser-Wilhelm-Institut nel 1936. E' utile comprendere la cornice storica: la conferenza è posteriore alle dimissioni dall'incarico di direttore dell'Università di Freiburg (1933), e si inquadra in un processo di distacco etico-filosofico dal nazionalsocialismo. Secondo Riedel, va compreso lo stato di volontà di superamento del trauma, che l'adesione al nazionalsocialismo fu per Heidegger. Ed in questa ottica va interpretata la sua rilettura della filosofia di Nietzsche.
Heidegger si pone il compito di ripensare la storia dell'Essere, che non è altro che la storia dello spirito dell'Occidente. In questo senso ritornare ai greci vuol dire ripensare "l'inizio", intendere la filosofia come domanda sull'Essere. L'Essere inteso come essenza della verità. Heidegger medesimo sostenne: "Nell'attimo in cui si è detto cosa sia l'ente, anche la verità dell'Essere già perviene al linguaggio, e così la essenza della verità stessa viene posta in questione".Heidegger replica in tal modo il nucleo essenziale della sua filosofia teoretica, lasciare da parte le "rappresentazioni e tutti ì concetti successivi dell'Essere e della verità". Abbandonata ogni concezione epistemologica di stampo positivistico, bisogna per Heidegger comprendere il cominciamento della filosofia greca e quindi della filosofia occidentale. Tornare al concetto primigenio della metafisica occidentale, vuol dire comprendere l'Essere come disvelamento, come "mostrarsi". Ed ecco il passaggio fondamentale, riporre la domanda principe della filosofia greca vuol dire essere al servizio di quel compito che si può definire come la salvezza dell'Occidente. Ma la contraddizione del pensiero heideggeriano è in questo richiamarsi al pensiero greco, ed alla concezione eraclitea che ha pensato "l'intreccio dell'ente come lotta".Lotta fra l'essenziale e l'inessenziale, dicotomia dei contrari, conflitto fra tutte le cose, che metaforicamente richiama i momenti più bui della storia del Novecento. Ma quello sforzo, forse tardivo di Heidegger, è ripreso in chiave ermeneutica da Gadamer, che fonda sulla convivenza dei popoli e dei linguaggi, il concetto etico-culturale d'Europa. La filosofia ridiventa momento di costruzione intellettuale, dialogo con le altre civiltà, quanto mai attuale e necessaria nel mondo contemporaneo che tende alla globalizzazione.
inizio pagina
vedi anche
analisi e commenti