RASSEGNA STAMPA

8 NOVEMBRE 1999
PIETRO GRECO
Domande metafisiche per capire l'universo
Margherita Hack, "Sette variazioni sul cielo", Raffaello Cortina, pagine 248, lire 35.000
Ci i sono sette variazioni sul tema e un principio unificante, nel nuovo libro che ci propone Margherita Hack, l'astrofisica più nota d'Italia.
Il tema, naturalmente, è il cielo. Anzi, l'indagine scientifica del cielo. E le sette variazioni proposte da Margherita Hack ci fanno intuire quanto ricca e, insieme, culturalmente densa possa essere l'interpretazione di questo tema. C'è il conflitto delle idee, che è il sale della cultura dell'uomo. Margherita Hack ci propone il conflitto tra la visione scientifica (astronomia) e la visione mitica (astrologia). Ma ci propone anche il conflitto tra le teorie, ovvero il modo con cui la scienza cerca di "salvare i fenomeni".Non sempre questi modi sono univoci: al tempo dei Greci, per esempio, i fenomeni del cielo vennero interpretati diversamente da Aristarco (visione eliocentrica) e da Tolomeo (visione geocentrica). E non sempre a prevalere sono le interpretazioni migliori dei fatti: per quindici secoli in Europa ha prevalsa l'interpretazione sofisticata, ma sbagliata, di Tolomeo.
C'è, ancora, nella interpretazione che Margherita Hack fa del tema del cielo, il problema della esplorazione. La specie "sapiens sapiens" del genere umano ha, tra i suoi caratteri distintivi, la "frenesia del viaggio. Il bisogno dì lasciare il suo nido per diffondersi e conoscere l'ambiente che lo circonda. Dopo averlo portato fuori dal suo nido originario, l'Africa, e dopo avergli imposto di diffondersi su tutta la terra, la "frenesia del viaggio" sta portando l'uomo a esplorare l'ultima dimensione: quella del cielo.
C'è, nell'interpretazione del tema che Margherita Hack si è assegnato, il problema dell'Origine (cosmica). C'è, ancora, il problema della Solitudine cosmica (siamo soli nell'universo?). C'è la variante dell'Apocalisse (i disastri di origine cosmica). C'è il problema della Legge (fisica): viviamo nell'unico universo possibile, regolato dalle uniche leggi fisiche possibili?
Ci sono, in altre parole, tutte le grandi domande che l'uomo si è posto nel corso della sua storia. Domande metafisiche che, come diceva Einstein, indirizzano e danno forma alla ricerca fisica. Tutte queste domande Margherita Hack ce le ripropone con una levità e, insieme, una profondità che sono patrimonio di quella grande comunicatrice di scienza che tutti conosciamo.
Queste sette variazioni sul tema ci danno un'idea di quanto l'esplorazione scientifica del cielo abbia modificato, negli ultimi secoli e, soprattutto, in questo secolo, la percezione che l'uomo ha non solo dell'universo in cui abita, ma del suo stesso ruolo in questo universo. E, allora, a rileggere con attenzione i sette diversi spartiti proposti da Margherita Hack, possiamo trovare il principio che li unifica. E questo principio è; quello che i filosofi chiamano "principio copernicano forte". Margherita Hack con le sue sette variazioni sul tema ci mostra come l'indagine scientifica del cielo sia consistita nel progressivo allontanamento dell'uomo dal centro dell'universo.
Ma Margherita Hack non si limita a ricordarci che ormai sappiamo di vivere in un tempo qualsiasi, su un pianeta qualsiasi, di una stella qualsiasi, di una galassia qualsiasi e, forse, in un universo qualsiasi.
Margherita Hack ci invita, col suo laico entusiasmo, a non indulgere a nessuna sorta di "disperazione cosmica". Ma, anzi, a cogliere tutti gli aspetti liberatori di questo progressivo (e salutare) sfarinamento della corazza antropocentrica che l'uomo si era costruito per difendersi dall'ignoto.
La mela della conoscenza che abbiamo solo iniziato a mangiare ci lascia, è vero, nudi nell'universo. Ma ci mostra, anche, che noi uomini siamo l'occhio attraverso cui l'universo evolutivo sta imparando a osservare se stesso. E' in questa dimensione, squisitamente culturale, in questa spinta a perseguire, come dice Margherita Hack, "la curiosità per la curiosità", che possiamo ritrovare i motivi fondanti della nostra avventura cosmica. Della nostra libertà. Ma, anche, delle nostre responsabilità.
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