| MA LA GIUSTIZIA LAICA NON E' QUELLA CRISTIANA | Il laico Guido Rossi ha elogiato il cardinal Martini per le idee espresse da quest'ultimo sui temi della giustizia e del potere. Ma ritengo che Martini non possa accettare le ragioni che stanno alla
base dell'elogio. Rossi ritiene di poter rendere intercambiabili le radici vetero e neotestamentarie del cardinale con quelle illuministico-democratiche di Montesquieu, Rousseau, Beccaria, Rawls. E in apparenza le affinità esistono. Ma sono quelle che fanno comodo proprio ai politici e ai potenti ai
quali non va la stima di Martini e di Rossi. Al di sotto delle affinità apparenti - tanto più immediatamente utili quanto più precarie - si spalancano i baratri delle incompatibilità reali. Politici e potenti non ne tengono conto e costruiscono progetti, alleanze, schieramenti che - continuiamo a vederlo - vacillano come castelli di carta. Un buon matrimonio (tra cattolici e laici) non può basarsi sulle simpatie epidermiche. Per Rossi, Rawls e Martini auspicano un nuovo contratto sociale. Ma nella giustizia sociale di Rawls non c'è posto per la giustizia cristiana, secondo la quale la società
deve realizzarsi conformemente ai valori del Vangelo. Un cardinale della Chiesa non può quindi accettare l'appoggio di Rawls e dell'intera impostazione illuministica in tema di giustizia (o di libertà - e in proposito andrebbe ad esempio ricordato che per la Chiesa "libertà della scuola" significa
libertà di essere vincolati all'insegnamento della Chiesa; mentre per la democrazia di radice illuministica significa libertà da ogni vincolo dogmatico). |