| Ricerca genetica e manipolazione:
problemi morali e nuove frontiere | Che cosa è la genetica? Di che cosa si occupa? Fino a che punto è ricerca? E' corretto parlare di ingegneria genetica? Che ruolo svolge l'opinione pubblica nei confronti della manipolazione genetica? Quanto intuisce l'etica, la morale comune?
A questi quesiti Carlo Flamigni, ordinario di endocrinologia ginecologica dell'Università di Bologna, ha cercato di dare risposte chiare nell'incontro "Manipolazione genetica: nuove frontiere e limiti", organizzato dal circolo culturale "Alfredo Bottai", con il patrocinio della provincia di Parma, all'Auditorium dì Palazzo Sanvitale.
"La genetica - ha spiegato Flamigni è una disciplina che studia, con l'aiuto di altre scienze come la citologia e la biologia molecolare, il complesso dei geni di un individuo, il genoma umano. Guarda alla funzione specifica dei geni, dove sono collocati, alla loro differenziazione e alterazione nell'uomo".
Due aspetti fondamentali caratterizzano la ricerca genetica: conoscere come si ammalano ì geni identificando nel Dna la presenza di anomalie genetiche - la tendenza a una malattia degenerativa ad una certa età dovuta anche a fattori esterni - e tipizzare le diverse regioni del genoma che ci caratterizza.
" I test - ha continuato il professore - devono essere usati per vedere lo stato di salute futura di un bambino già affetto da qualche sindrome, non per cercare
la perfezione. Le indagini hanno come obiettivi; migliorare la salute delle persone malate, che presentano delle anomalie genetiche, preservare l'autonomia personale nel scegliere in base ai propri principi morali e garantire ad ognuno ed in eguale misura le stesse informazioni. E' fondamentale dare una buona divulgazione sul progresso della medicina che, per essere capita ed accettata, va presentata
alla morale del senso comune. Se la risposta risulta essere negativa significa che non c'è stata una campagna d'informazione seria, chiara ed appropriata. E' presto per parlare di ingegneria genetica, non esiste ancora. Sostituire un gene cattivo con uno buono deve essere considerato una cura, ma non ci sono terapie sufficienti. Il progetto genoma - che finirà nel Duemila - cercherà di ridurre il gap tra terapie e conoscenze genetiche". |