Quale uomo vuol costruire la scienza| A proposito di due libri sulla bioetica |
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| Lorena Preta, a cura di ,"Nuove geometrie della mente-Psicoanalisi e Bioetica", Laterza, pagg. 234, lire 30.000 |
| Adriano Pessina, "Bioetica-L'uomo sperimentale", Editore Bruno Mondadori, pagg.186, lire 30.000 | Nel secolo scorso con l' accelerazione delle scoperte
scientifiche sono nate le prime paure per le possibili
conseguenze di uno sviluppo incontrollato, che divenivano
addirittura incubi fantascientifici nel romanzo Frankenstein o
il Prometeo moderno di Mary Shelley pubblicato nel 1818,
nel quale un giovane studioso di filosofia naturale creava nel
suo laboratorio un personaggio mostruoso. Se gli scenari
evocati dai romanzi di Mary Shelley e più tardi di Robert
Stevenson sembravano addirittura fantascientifici, oggi le
nuove frontiere della ricerca scientifica non si limitano solo a
creare creature o a replicarle, ma addirittura ridisegnano gli
orizzonti della vita quotidiana.
Interrogativi nuovi e assolutamente imprevisti investono le
scelte di ogni giorno non solo dei ricercatori e dei medici ma
di ogni persona: ad esempio, è lecito ricorrere alla
fecondazione assistita? Oppure, quali sono i confini degli
interventi genetici? O ancora, in caso di malattie terminali
fino a che punto è giustificato tenere in vita una persona
ricorrendo ad apparecchiature tecnologiche sofisticate?
Come rispondere a tutto questo? I principi morali che
sembravano addirittura connaturati all'esistenza umana non
sono più sufficienti a dare delle indicazioni chiare, anche
perché i progressi della tecnica sono così rapidi da
modificare i punti di vista individuali e collettivi e stimolare
nuove esigenze che sedimentano in modo sotterraneo nella
mente di ogni persona.
D'altra parte il dibattito recente nel Parlamento sulla
fecondazione assistita ha ampiamente dimostrato quanto si
intreccino esigenze di vario ordine, da quelle etiche a quelle
religiose ed ideologiche fino a scelte individuali, che
riguardano, queste ultime, la sfera della vita quotidiana.
Proprio in questa area della bioetica, ossia della scienza
della sopravvivenza come la definì l'oncologo americano
Potter più di venti anni fa, si nota un interesse crescente
anche in Italia, come è anche testimoniato dall'uscita
contemporanea di due libri seppur molto diversi, Nuove
geometrie della mente-Psicoanalisi e Bioetica (Editori
Laterza, pagg. 234, lire 30.000) a cura di Lorena Preta e
Bioetica-L'uomo sperimentale (Editore Bruno Mondadori,
pagg.186, lire 30.000) di Adriano Pessina.
Si tratta di due libri che hanno finalità diverse, più
sistematico quello di Pessina che affronta i grandi temi della
bioetica partendo dagli interrogativi morali ed etici, più
interno all'esperienza psicoanalitica quello curato da Lorena
Preta, che valorizza piuttosto la soggettività e l'esperienza
interiore come si riverbera nel contesto terapeutico.
Debbo dire che il libro curato da Lorena Preta proprio
perché non si pone l'obiettivo, che a volte può apparire
troppo astratto, di definire a priori il lecito dall'illecito
oppure l'accettabile dall'inaccettabile, è più vicino allo
"sconcerto profondo provocato dalla riflessione intorno alle
problematiche poste dalla bioetica" come scrive la stessa
curatrice nella note introduttive al libro. Probabilmente,
come ha giustamente sottolineato Giovanni Berlinguer, i
nostri interrogativi bioetici sono troppo spesso legati agli
eventi di frontiera, come ad esempio la clonazione della
ormai famosa pecora Dolly, mentre i cambiamenti della vita
quotidiana non sono adeguatamente messi a fuoco.
Non dimentichiamo ad esempio, che il progressivo
miglioramento delle condizioni igieniche, sanitarie e
alimentari, in quest'ultimo secolo, ha ridotto drasticamente la
mortalità infantile e ha allungato enormemente la durata
media della vita e lo stato di benessere individuale. Questo
ha cambiato impercettibilmente il valore che viene dato ad
ogni figlio fin dalla nascita perché riuscirà quasi sicuramente
a vivere, oppure ha stimolato un diverso atteggiamento
verso il proprio corpo dal momento che si vivrà molto più a
lungo e in migliori condizioni fisiche.
Ancora più drammaticamente l'introduzione nel mercato
della pillola anticoncezionale della donna ha modificato
sostanzialmente sia il comportamento femminile, e non solo
in campo sessuale, ma anche la stessa percezione sociale
della donna. Proprio per queste considerazioni non ci si può
muovere, quando si parla di bioetica, solo nel mondo della
razionalità e dei valori intenzionali e riconoscibili, ma
occorre esplorare l'immaginario sociale, che, come scrive lo
psicoanalista francese Cornelius Castoriadis, "crea per ogni
periodo storico i suoi modi singolari di vivere, vedere e
creare la sua esistenza, il suo mondo e le sue relazioni con
esso".
In questa luce l'aspetto problematico della nuove
biotecnologie, come è efficacemente messo in luce dai
contributi del libro di Lorena Preta, è legato
fondamentalmente al fatto che questa accelerazione del fare
e dell'intervenire non dia adeguato spazio all'elaborazione
individuale e sociale e si possano determinare nelle persone
fantasie di espropriazione e di spoliazione, come anche
paure di intrusione e di profanazione con inevitabili
conseguenze sul piano del registro affettivo. |