RASSEGNA STAMPA

26 OTTOBRE 1999
MASSIMO AMMANITI
Quale uomo vuol costruire la scienza
A proposito di due libri sulla bioetica
Lorena Preta, a cura di ,"Nuove geometrie della mente-Psicoanalisi e Bioetica", Laterza, pagg. 234, lire 30.000
Adriano Pessina, "Bioetica-L'uomo sperimentale", Editore Bruno Mondadori, pagg.186, lire 30.000
Nel secolo scorso con l' accelerazione delle scoperte scientifiche sono nate le prime paure per le possibili conseguenze di uno sviluppo incontrollato, che divenivano addirittura incubi fantascientifici nel romanzo Frankenstein o il Prometeo moderno di Mary Shelley pubblicato nel 1818, nel quale un giovane studioso di filosofia naturale creava nel suo laboratorio un personaggio mostruoso. Se gli scenari evocati dai romanzi di Mary Shelley e più tardi di Robert Stevenson sembravano addirittura fantascientifici, oggi le nuove frontiere della ricerca scientifica non si limitano solo a creare creature o a replicarle, ma addirittura ridisegnano gli orizzonti della vita quotidiana. Interrogativi nuovi e assolutamente imprevisti investono le scelte di ogni giorno non solo dei ricercatori e dei medici ma di ogni persona: ad esempio, è lecito ricorrere alla fecondazione assistita? Oppure, quali sono i confini degli interventi genetici? O ancora, in caso di malattie terminali fino a che punto è giustificato tenere in vita una persona ricorrendo ad apparecchiature tecnologiche sofisticate? Come rispondere a tutto questo? I principi morali che sembravano addirittura connaturati all'esistenza umana non sono più sufficienti a dare delle indicazioni chiare, anche perché i progressi della tecnica sono così rapidi da modificare i punti di vista individuali e collettivi e stimolare nuove esigenze che sedimentano in modo sotterraneo nella mente di ogni persona. D'altra parte il dibattito recente nel Parlamento sulla fecondazione assistita ha ampiamente dimostrato quanto si intreccino esigenze di vario ordine, da quelle etiche a quelle religiose ed ideologiche fino a scelte individuali, che riguardano, queste ultime, la sfera della vita quotidiana. Proprio in questa area della bioetica, ossia della scienza della sopravvivenza come la definì l'oncologo americano Potter più di venti anni fa, si nota un interesse crescente anche in Italia, come è anche testimoniato dall'uscita contemporanea di due libri seppur molto diversi, Nuove geometrie della mente-Psicoanalisi e Bioetica (Editori Laterza, pagg. 234, lire 30.000) a cura di Lorena Preta e Bioetica-L'uomo sperimentale (Editore Bruno Mondadori, pagg.186, lire 30.000) di Adriano Pessina.
Si tratta di due libri che hanno finalità diverse, più sistematico quello di Pessina che affronta i grandi temi della bioetica partendo dagli interrogativi morali ed etici, più interno all'esperienza psicoanalitica quello curato da Lorena Preta, che valorizza piuttosto la soggettività e l'esperienza interiore come si riverbera nel contesto terapeutico. Debbo dire che il libro curato da Lorena Preta proprio perché non si pone l'obiettivo, che a volte può apparire troppo astratto, di definire a priori il lecito dall'illecito oppure l'accettabile dall'inaccettabile, è più vicino allo "sconcerto profondo provocato dalla riflessione intorno alle problematiche poste dalla bioetica" come scrive la stessa curatrice nella note introduttive al libro. Probabilmente, come ha giustamente sottolineato Giovanni Berlinguer, i nostri interrogativi bioetici sono troppo spesso legati agli eventi di frontiera, come ad esempio la clonazione della ormai famosa pecora Dolly, mentre i cambiamenti della vita quotidiana non sono adeguatamente messi a fuoco. Non dimentichiamo ad esempio, che il progressivo miglioramento delle condizioni igieniche, sanitarie e alimentari, in quest'ultimo secolo, ha ridotto drasticamente la mortalità infantile e ha allungato enormemente la durata media della vita e lo stato di benessere individuale. Questo ha cambiato impercettibilmente il valore che viene dato ad ogni figlio fin dalla nascita perché riuscirà quasi sicuramente a vivere, oppure ha stimolato un diverso atteggiamento verso il proprio corpo dal momento che si vivrà molto più a lungo e in migliori condizioni fisiche. Ancora più drammaticamente l'introduzione nel mercato della pillola anticoncezionale della donna ha modificato sostanzialmente sia il comportamento femminile, e non solo in campo sessuale, ma anche la stessa percezione sociale della donna. Proprio per queste considerazioni non ci si può muovere, quando si parla di bioetica, solo nel mondo della razionalità e dei valori intenzionali e riconoscibili, ma occorre esplorare l'immaginario sociale, che, come scrive lo psicoanalista francese Cornelius Castoriadis, "crea per ogni periodo storico i suoi modi singolari di vivere, vedere e creare la sua esistenza, il suo mondo e le sue relazioni con esso". In questa luce l'aspetto problematico della nuove biotecnologie, come è efficacemente messo in luce dai contributi del libro di Lorena Preta, è legato fondamentalmente al fatto che questa accelerazione del fare e dell'intervenire non dia adeguato spazio all'elaborazione individuale e sociale e si possano determinare nelle persone fantasie di espropriazione e di spoliazione, come anche paure di intrusione e di profanazione con inevitabili conseguenze sul piano del registro affettivo.
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Bioetica