RASSEGNA STAMPA

12 OTTOBRE 1999
RITA GUIDI
Datemi un elettrone vi solleverò il mondo
I segreti della chimica svelati da Gianni Fochi
Era l'amante di Goethe. Anche se chi la conosce bene dice che la sua data di nascita è più o meno quella dell'uomo di Neanderthal. Poi lo è stata anche di Borodin, quindi di Primo Levi....
Oggi certo ha ancora un discreto fascino, ma può davvero sorprendere il fatto che qualcuno adesso ne lamenti un certo scadimento?
Si. Perché questa bella strega dalle rughe in soffitta ha, un segreto. 0 almeno l'aveva, visto che lo svela, una pagina dopo l'altra, anni Fochi, in questo suo accattivante, interessante, divertente libro "Il segreto della chimica" (Longanesi &C.).
Perché la chimica (a cos'altro pensavate?), a quanto pare, sta davvero passando un brutto momento. Invecchiata da pregiudizi radicali, inacidita da mille accuse, diluita nella sua più scientifica essenza, non trova spazio per reagire. Cartina di tornasole delle banalità che il mondo dell'informazione spesso propina. E allora? Allora ecco una risposta. Più che difesa, divulgazione corretta, equilibrata e facile, per capirla di più.
Autore ("avvocato" ... ) Gianni Fochi, nome dalla non ingannevole radice parmigiana (è figlio di Franco ... ), della quale conserva anche la vena limpida della già premiata scrittura. Però è soprattutto un chimico, anzi, un chimico della Scuola Normale Superiore di Pisa, con una ventina d'anni d'esperienza di studio alle spalle.
Una passione evidente (è amante anche sua) in queste duecentosettantanove pagine. Che parlano di scrittori e musicisti, computer e leccornie, profumi e rifiuti. Parlano di un mondo, quotidiano, progredito, contemporaneo, che dietro una superficie compatta (e magari "naturista") nasconde il segreto silenzioso di mille formule. Uno spazio magico di elettroni che si alleano o si contrappongono nel vuoto.Poi, se volete, chiamatela chimica ; qui si chiama (e diventa) una fotografia o un flacone di Chanel n.5, il chip del vostro computer o le rotondità perfette dell'attricetta alla moda.
Tutto è chimica, verrebbe da dire: accidenti. E ancor più lo diranno gli ecologisti, ambientalisti, magari anche i vegetariani, dopo certe affermazioni, tranquillamente e saldamente controcorrente dell'autore. Alla voce alimentazione (e se trovate qualche argomento che manca, fatecelo sapere), Fochi è una rivoluzione di luoghi comuni. Ad esempio. Dovendo scegliere tra una patata (o una mela o una pera ... ) coltivata con o senza pesticidi chimici, quale preferireste? Domanda retorica, di questi tempi. E invece, attenzione : "Una pianta protetta dal coltivatore con un pesticida sintetico - scrive Fochi dopo aver illustrato qualche inquietante caso americano - reagisce producendo i suoi propri veleni in dose molto minore. Questo può essere importante, perché i pesticidi naturali si trovano diffusi nella massa mangereccia, per esempio nella polpa dei frutti. I prodotti aggiunti dall'uomo allo scopo di scoraggiare i parassiti vengono spruzzati al contrario sulla buccia e tutt'al più si diffondono soltanto un pochino all'interno ... sicché finiscono in larga parte nella pattumiera." Pensate che anche nel caso del "veleno", naturale sia sempre meglio di artificiale? Altro luogo comune. Non c'è alcuna differenza. Stessa formula, stesso risultato.
"Nella maggioranza dei casi - scrive Fochi - l'aggettivo chimico è associato a tossico (... ) Differenze tra il prodotto naturale e quello sintetico possono esistere soltanto se essi non sono puri, altrimenti non possono essere altro che uguali." E allora? "Dosis sola facit venenum", diceva Paracelso (solo la dose fa il veleno), qui spesso ricordato e citato, così come le formule. Tutte però chiarite, illustrate, semplificate. Svelate nei meccanismi che le trasformano nella nostra realtà. Straordinarie e in fondo sconosciute. Anche quando sono allo stato di semplici elementi.
Come l'ossigeno. Che bello, direte voi. Pensando a qualcosa di puro e indispensabile. Qualcosa di cui fare scorta durante una bella gita in montagna ... E invece, l'impietoso Fochi, ci spiega come anche l'ossigeno sia tossico. Elemento contro il quale la vita (quantomeno alle sue scaturigini) ha dovuto lungamente lottare.
Ma che strega questa chimica! Bella, d'accordo. Maliarda come Marilyn. (A proposito, anche i profumi . Dallo Chanel n.5 ai feromoni che, pare, attraggono "naturalmente" e fatalmente anche i nostri nasi sono formule.) Musa gentile: della passione di Goethe (a anche di Primo Levi) abbiamo detto, Borodin addirittura si considerava prima un chimico che non, un musicista; e per tornare al nostro secolo Alberto Cavaliere ne ha fatto un libretto in versi.
"In questo involucro - declama ad esempio a proposito della nube elettronica che circonda il nucleo - fra lor legati/ posson distinguersi/- parecchi strati/ dei quali l'ultimo/ meglio, il più esterno/ è importantissimo/ se ben discerno,/ perché determina/ a suo talento/ le virtù chimiche/ dell'elemento".
Non è granché? Forse. Ma il segreto della chimica è da sempre anche di far perdere la testa. In fondo, non sono che i suoi primi duemila anni!
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