RASSEGNA STAMPA

26 SETTEMBRE 1999
PAOLO PARRINI
La riforma universitaria
Filosofia delle occasioni mancate
Sono lieto che la discussione sulla riforma universitaria relativa alla Facoltà di Lettere e Filosofia abbia avuto la forza di strappare Tullio Gregory al suo interesse per i fornelli e la cucina di una volta al quale, da qualche tempo, dedica gran parte della sua opera scritta. Ma il suo articolo, comparso sul Domenicale della settimana scorsa, merita qualche precisazione da parte di chi al dibattito ha partecipato.
Tralascio gli accenni a un inopportuno intreccio - a suo dire reperibile in alcuni degli interventi - fra motivi culturali di natura ideale e "terrestri problemi di prestigio accademico". Dopotutto il merito di questo come di altri dibattiti ultimamente proposti dal Domenicale mi pare proprio l'aver saputo cogliere delle questioni d'interesse generale al di là degli appetiti di parte.
Diverso è il discorso sul filosofo che pretenderebbe d'insegnare la biologia ai biologi, la fisica ai fisici, la neurologia ai neurologi, e così via.
Potrebbe dirci Gregory in quali dei numerosi interventi è dato trovare una figura tanto ridicola? Per parte mia, ho paura che si tratti solo di una "creatura della penna" di certi storici della filosofia, un po' come il filosofo tutto teoresi e disprezzo della storia contro i cui maneggi veniamo periodicamente messi in guardia. Ed invece non era stato lo stesso Gregory - recensendo sul Domenicale del 5 settembre testi di Genovesi e di Filangieri - a lodare il loro invito a un proficuo rapporto fra la filosofia e le "sode scienze"?
Ora mi chiedo: questo obbiettivo è degno di essere perseguito oppure no? Siccome non voglio credere che esprimendo apprezzamento per quelle idee, Gregory facesse solo della retorica, mi piacerebbe sapere cosa pensa si possa fare concretamente, ossia sul piano "terrestre", per migliorare la nostra situazione che, mutatis mutandis, non pare troppo lontana da quella settecentesca lamentata da Filangieri, da Genovesi, e, parrebbe, anche da lui. Dai tempi lontani di Galileo a quelli più recenti della controversia Croce-Enriques l'Italia di occasioni culturali ne ha mancate tante.
Vogliamo perdere anche questa? Al di là delle rivalità fra docenti delle differenti materie filosofiche, a me sembra che il punto essenziale emerso dalla discussione sia solo questo.
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vedi anche
Filosofia e scuola