La riforma universitaria| Filosofia delle occasioni mancate |
| Sono lieto che la discussione sulla riforma universitaria relativa alla
Facoltà di Lettere e Filosofia abbia avuto la forza di strappare Tullio
Gregory al suo interesse per i fornelli e la cucina di una volta al quale, da
qualche tempo, dedica gran parte della sua opera scritta. Ma il suo
articolo, comparso sul Domenicale della settimana scorsa, merita
qualche precisazione da parte di chi al dibattito ha partecipato.
Tralascio gli accenni a un inopportuno intreccio - a suo dire reperibile in
alcuni degli interventi - fra motivi culturali di natura ideale e "terrestri
problemi di prestigio accademico". Dopotutto il merito di questo come di
altri dibattiti ultimamente proposti dal Domenicale mi pare proprio l'aver
saputo cogliere delle questioni d'interesse generale al di là degli appetiti
di parte.
Diverso è il discorso sul filosofo che pretenderebbe d'insegnare la
biologia ai biologi, la fisica ai fisici, la neurologia ai neurologi, e così via.
Potrebbe dirci Gregory in quali dei numerosi interventi è dato trovare una
figura tanto ridicola? Per parte mia, ho paura che si tratti solo di una
"creatura della penna" di certi storici della filosofia, un po' come il filosofo
tutto teoresi e disprezzo della storia contro i cui maneggi veniamo
periodicamente messi in guardia. Ed invece non era stato lo stesso
Gregory - recensendo sul Domenicale del 5 settembre testi di
Genovesi e di Filangieri - a lodare il loro invito a un proficuo rapporto fra
la filosofia e le "sode scienze"?
Ora mi chiedo: questo obbiettivo è degno di essere perseguito oppure
no? Siccome non voglio credere che esprimendo apprezzamento per
quelle idee, Gregory facesse solo della retorica, mi piacerebbe sapere
cosa pensa si possa fare concretamente, ossia sul piano "terrestre", per
migliorare la nostra situazione che, mutatis mutandis, non pare troppo
lontana da quella settecentesca lamentata da Filangieri, da Genovesi, e,
parrebbe, anche da lui. Dai tempi lontani di Galileo a quelli più recenti
della controversia Croce-Enriques l'Italia di occasioni culturali ne ha
mancate tante.
Vogliamo perdere anche questa? Al di là delle rivalità fra docenti delle
differenti materie filosofiche, a me sembra che il punto essenziale
emerso dalla discussione sia solo questo. |