RASSEGNA STAMPA

9 SETTEMBRE 1999
GIULIO PIAGGIO
Arriva il gene "OTX2". Riproduce il cervello
Tre anni di studio al S. Raffaele di Milano
E' una scoperta che porta subito a comprendere meglio come si forma il nostro cervello e che un domani nemmeno troppo lontano potrebbe aiutare a curare le persone il cui cervello è stato danneggiato da un trauma, un tumore o un ictus.
Lo studio, che verrà pubblicato venerdì sull'autorevole rivista scientifica Nature, è il frutto di una collaborazione scientifica internazionale.
E' stato realizzato, infatti, da un team Composto dal biologo Edoardo Boncinelli, che dirige il dipartimento di biologia molecolare dell'ospedale S. Raffaele di Milano, da Vania Broccoli - che oggi lavora al Tigem, l'istituto di Telethon per la genetica e la medicina - che ha materialmente realizzato il lavoro e da Wolfgang Wurst del Max Planck Institute di Monaco.
"Il gene che abbiamo studiato si chiama OTX2, è uno dei cosiddetti geni "architetto", cioè un gene che fin dai primi stadi dello sviluppo embrionale decide fino a dove deve svilupparsi il cervello. E' un gene fondamentale, senza di lui non solo manca il cervello, ma manca la testa nel suo complesso", ha spiegato Edoardo Boncinelli, che aveva identificato OTX2, insieme ad altri tre geni che controllano lo sviluppo cerebrale, già all'inizio degli anni '90.
Da allora il lavoro è proseguito fino a quest'ultimo studio, durato tre anni, che puntava a verificare non che cosa succede se manca OTX2, ma il suo contrario, cioè quello che accade quando il gene è costretto a funzionare anche in aree dove abitualmente è spento.
"Abbiamo inserito OTX2, anzi un suo frammento, in un altro gene che controlla lo sviluppo del cervelletto, cioè l'area immediatamente confinante con il mesencefalo, la porzione cerebrale controllata da OTX2. Poi siamo stati a vedere che cosa succedeva e OTX2 ha costretto il cervelletto a trasformarsi in cervello", racconta Vania Broccoli. I ricercatori hanno ottenuto, così, la conferma che aspettavano e cioè che lo sviluppo del mesencefalo è interamente controllato da questo gene. Ed è proprio in questo risultato, che risiedono le maggiori speranze di riuscire, un giorno, in quello che finora non è mai stato possibile: riparare un cervello danneggiato.
La prospettiva è legata al progressi realizzati in un altro campo di ricerca che proprio in queste settimane ha fatto parlare di sé, quello sulle cellule staminali. Le cellule staminali infatti, sono cellule non differenziate, in grado, cioè di trasformarsi in qualsiasi tessuto e quindi organo del nostro corpo. Proprietà che le altre cellule, invece, perdono mano a mano che procede la formazione dell'embrione, del feto e infine dell'adulto. Gli scienziati hanno scoperto che nel nostro corpo e anche nel nostro cervello si trovano piccoli serbatoi di cellule staminali. Grazie a OTX2, allora, e a quello che hanno scoperto gli scienziati guidati da Boncinelli, potrebbe diventare possibile indirizzare queste cellule staminali e ottenere da loro nuova materia cerebrale.
"Studiare come si forma il cervello - riprende Boncinelli - ci aiuta anche a comprendere come funziona. Le cellule staminali senza un programma, un ordine, non possono costruire nuova materia. OTX2 può dare quest'ordine, può insegnare, cioè a queste cellule bambine quello che devono fare".
Insomma, per la prima volta, la medicina intravvede la possibilità di riuscire in quello che è stato finora solo un sogno: disporre di materia cerebrale da utilizzare per sostituire le aree danneggiate per una malattia o per un incidente.
Le scoperte recenti sul nostro organo più importante, infatti, hanno insegnato che il cervello è molto plastico, in grado, cioè di essere rieducato a imparare le funzioni che ha perduto, a condizione, però, che sia disponibile la materia sufficiente.
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