Il detective del sensoUna biografia di Wittgenstein, positivista e tormentato Compagno di scuola di Hitler, vessato dal padre che lo sognava ingegnere, negli ultimi anni voleva farsi monaco |
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| Roland Jaccard, "L'indagine di Wittgenstein", Editori Riuniti, Pagine 80, Lire 15.000 | "La filosofia - ha scritto Miguel de Unamuno - è un prodotto umano di ogni filosofo,
e ogni filosofo è un uomo in carne e ossa che si rivolge ad altri uomini in carne e
ossa come lui. E come che sia, egli non filosofa con la ragione sola, ma con la
volontà, con sentimento, con la carne e le ossa, con tutta l'anima e tutto il corpo. È
l'uomo che filosofa". Queste riflessioni le troviamo come esergo del volumetto
L'indagine di Wittgenstein, scritto da Roland Jaccard. Wittgenstein, per Jaccard,
"fu un detective senza pari nel regno dei significati. Fu un moralista intransigente
nelle sabbie mobili della morale. Fu piuttosto un uomo che non s'accontentò di
niente e oppose un rifiuto intransigente a tutti i compromessi che in genere
consentono agli uomini di sopravvivere passando di fianco alla loro vita. Affrontò la
sua scegliendo sempre la posizione più scomoda".
Karl Wittgenstein, il padre di Ludwig, era "uno degli uomini più ricchi e più potenti
d'Europa, l'eguale di un Krupp o di un Carnegie negli Stati Uniti" e fu "padre
oppressivo, dominatore, intransigente e oltremodo dotato, tanto in economia
politica, come pure in filosofia". Karl si aspettava dai suoi figli che conducessero
come lui una doppia carriera di ingegnere e uomo d'affari. Il risultato fu che tre di
essi si suicideranno e gli altri due non lo fecero solo perché il caso consentirà loro di
vivere sino all'ultimo. Hans, il primogenito, andò negli Stati Uniti e si suicidò su un
battello. Qualche mese più tardi, nel maggio 1904, Rudolf, il fratello minore, si
uccise in un bar di Berlino, ingoiando cianuro. Kurt, il terzo fratello di Ludwig si
tolse la vita al fronte, sparandosi una pallottola in testa. Paul, eccellente pianista,
perderà un braccio sul fronte orientale. Fu per lui che Ravel comporrà il noto
Concerto per la mano sinistra.
Karl invia Ludwig a studiare in un liceo tecnico di Linz: "Si supponeva vi acquistasse
una formazione meno bizantina e più concreta di quella diffusa a Vienna". Ludwig ha
come condiscepolo Adolf Hitler, figlio di un impiegato delle dogane. Come Kraus,
Wittgenstein non credeva all'idea di progresso - un'idea che, incarnata da suo
padre, lo assillava e inorridiva. Quando i suoi amici lo portavano sul terreno della
discussione politica, egli diceva loro: "Accontentatevi di migliorare il mondo". E in
che modo si potrà fare questo? Staccandosi dalle cose di questo mondo. "Nella vita
non bisogna ingombrarsi" era una delle formule preferite. E, in effetti, Wittgenstein
viaggiò leggero. Quando nel gennaio 1913 il padre muore di cancro, Ludwig
elargirà la sua parte di eredità a beneficio di artisti bisognosi.
A Berlino il giovane Wittgenstein si iscrive alla Facoltà di ingegneria. Ma i suoi
interessi sono per la filosofia della matematica. E si trasferisce a Cambridge, per
poter usufruire della competenza di Russell. Volontario nella prima guerra mondiale;
maestro elementare in tre piccoli paesi della bassa Austria; poi professore a
Cambridge; aiuto infermiere al Guy's Hospital di Londra durante la seconda guerra
mondiale, e di nuovo docente a Cambridge - dove veniva trattato ora da
"reazionario" ora da "stalinista", e si diceva che fosse una spia dell'Urss: conosceva
bene il russo, andò più volte in Russia, ammirava Stalin perché in grado di "fermare
la peste nera", e non una sola volta progettò di emigrare in Unione Sovietica.
Attratto dalle più alte e nobili idealità, ma non di rado vivendo da "carogna"
(Schweinehund) esperienze di vita nauseanti, Wittgenstein intendeva infine decidersi
per la vita monastica. Il domenicano padre Conrad aveva trovato un prioria nel
Midlands dove avrebbe potuto condurre la vita di monaco con incarichi domestici.
Era, però, troppo tardi. Alla sua morte, avvenuta nell'aprile 1951, padre Conrad si
limitò a leggere sulla sua tomba a Cambridge un brano preso dai taccuini di
Wittgenstein: "Quando qualcuno è morto, vediamo la sua vita sotto una luce
conciliante. La sua vita ci appare levigata da una sorta di vapore. Ma per lui non era
affatto levigata, era piena di asperità e imperfezioni. Per lui non c'era riconciliazione;
la sua vita era nudità e disperazione". |