RAGIONI DEL CUORE E DELLA MENTEUn volume che testimonia del rinato interesse filosofico per le passioni e le emozioni Tu chiamale se vuoi "motivazioni" |
| "Capire tu non puoi, tu chiamale se vuoi emozioni ... " cantava Lucio Battisti riferendosi ai sentimenti e agli stati d'animo provocati da esperienze emotive di particolare intensità. Un antesignano, si potrebbe dire, pensando all'interesse che sta dilagando, alcuni decenni dopo, su questo tema: che in realtà è quello delle "passioni", come sarebbe corretto chiamarle in buon italiano. "Emozioni" nel senso che si dà loro in questi scritti è un prestito dall'inglese, un tipico caso di faux ami, ovvero di vocabolo dal suono simile ma dal significato diverso nelle due lingue. Là un soggetto su cui si focalizza l'attenzione degli scienziati sociali ed economici alla ricerca di carne e muscoli con cui rimpolpare lo scheletro un po' troppo rigido ed esiguo dell'homo oeconomicus rationalis. Intorno a quello schema erano infatti nate infinite interpretazioni della razionalità della scelta economica e degli impulsi che la determinano. E se le motivazioni, ci si chiede, non fossero solo di natura razionale ma anche, o magari esclusivamente, di natura passionale? Certo, ben più arduo diventerebbe lo strutturarle in una teoria di scelte coerenti e ottimalizzate: se in preda all'ira, tipica passione aristotelica, uccido il mio concorrente, avrò compiuto l'azione più efficace per il mio scopo, che era controllare anche la sua fetta di mercato? Probabilmente no. Eppure l'intervento delle passioni è innegabile e modifica sicuramente l'approccio razionale e le sue teorie.
Se ne sono accorti parecchi studiosi che da tempo girano intorno a questa materia, come Jon Elster, del quale è appena uscito per la Cambridge University Press un imponente studio sul rapporti tra razionalità ed "emotions" Alchemies of the Mind.
Il volumetto feltrinelliano su Filosofia ed emozioni raccoglie cinque saggi scritti esplicitamente per questa raccolta, nei quali vengono presentati e discussi alcuni risultati e problemi della più recente ricerca filosofica in tale campo. E' difficile rendere conto della complessità degli argomenti, tutti tesi a dimostrare un'asserzione che sembra un ossimoro: la "logica delle passioni". Ma le passioni hanno una logica? Pascal non diceva forse che il cuore ha delle ragioni che la ragione non conosce? Qui ci si dice invece che la passione è causata da una valutazione cognitiva, cioè da un giudizio costruito a partire dalle credenze, dai desideri e dalle aspettative dell'individuo, non solo, ma che la passione si rivolge verso determinati oggetti secondo modi dì presentazione suoi propri che sarebbero "la forma fondamentale di stato motivante" (Magri).
Tutto ciò ovviamente conduce a una revisione della teoria filosofica ma anche economica della motivazione e modifica profondamente la logica della scelta. Benché l'argomento rimanga ampiamente aperto, o forse proprio in virtù dello stato ancora aurorale della ricerca, la lettura si dimostra alquanto interessante (irritante è invece l'uso spropositato e
quanto pervicace dell'indicativo al posto del congiuntivo nel saggio di apertura; ma proprio dobbiamo leggere "temiamo, o crediamo, che qualcuno ha perso" e simili?). Il problema del carattere razionale e cognitivo delle passioni esaminato nei primi tre saggi e quello
del ruolo delle passioni nella teoria morale e nella teoria estetica sottoposto ad analisi dei secondi due ne esce non certo risolto, sicuramente arricchito di nuovi particolari e prospettive. |