RASSEGNA STAMPA

3 GIUGNO 1999
FABIO GAMBARO
Mostri e criminali, così Foucault indagava la follia
Esce in Francia "Les Anormaux", un testo inedito
"Niente pubblicazioni postume", Michel Foucault l'aveva scritto nero su bianco in una lettera poco prima della sua improvvisa scomparsa avvenuta nel giugno del 1984, all'età di cinquantotto anni. Sempre attento a rifinire fino all'ultimo le sue opere, il filosofo francese voleva impedire in questo modo l'eventuale pubblicazione di testi di cui non avesse potuto curare personalmente la revisione e la correzione.
È il motivo per cui, ad esempio, è rimasto finora inedito l'ultimo volume della Storia della sessualità, Les Aveux de la Chair, che, dopo molte riscritture, era praticamente finito al momento della sua scomparsa, ma a cui il filosofo pensava di dover lavorare ancora un paio di mesi. Gli eredi di Foucault ne hanno rispettato le volontà e per il momento il testo, insieme a diversi altri inediti, resta negli scaffali dell'Institut Mémoires de l'Edition Contemporaine, dove sono depositati tutti gli archivi privati dell'autore della Storia della follia. Si tratta di un fondo molto importante che proprio di recente l'Imec ha voluto presentare al pubblico, avviando al contempo una serie di manifestazioni per valorizzare i molti documenti che lo costituiscono. Documenti utilissimi agli studiosi, ai quali ora si rivolge anche un'altra importante iniziativa editoriale, vale a dire la pubblicazione dei corsi che Foucault tenne al Collège de France, tra il 1971 e il 1984, da titolare della cattedra di Storia dei sistemi di pensiero.
Frutto di una coedizione Seuil/Gallimard, la pubblicazione avviene con l'approvazione degli eredi del filosofo, i quali l'hanno autorizzata, perché in questo caso non si può parlare di inediti in senso stretto, visto che si tratta della trascrizione di conferenze pronunciate pubblicamente. Certo la parola orale di Foucault è cosa ben diversa dai suoi testi scritti, nondimeno i materiali presentati sono di grande interesse, anche perché nei corsi del Collège de France Foucault dava conto dell'evolversi delle sue ricerche, spesso presentando documenti e prospettive che più tardi avrebbero trovato sistemazione più compiuta nei suoi libri, come è avvenuto ad esempio per il corso del 1971, poi utilizzato per La volontà di sapere.
Così, dopo la pubblicazione del corso del 1975, Bisogna difendere la società, arriva in libreria quello del 1974: Les Anormaux, in cui Foucault - attraverso "l'analisi delle trasformazioni delle perizie psichiatriche in ambito penale, dai grandi casi di mostruosità criminale alle diagnosi dei delinquenti anormali" - ricostruisce la progressiva definizione, nel corso del XIX secolo, della nozione di anormalità. Si tratta, dunque, di una testimonianza che si inscrive in pieno nel solco di quelle ricerche di Foucault volte a far emergere "la lenta formazione di un sapere e di un potere normalizzanti, a partire dalle procedure giuridiche tradizionali del castigo". Per mostrare questo processo, l'autore dell'Archeologia del sapere, sfruttando una grande varietà di fonti teologiche, giuridiche e mediche, prende in considerazione tre figure particolari: la figura del mostro umano, così come si è sviluppata a partire dal medioevo attraverso "l'incrocio di leggi di natura e norme sociali"; la figura dell'incorreggibile, che appare contemporaneamente alla nascita delle "tecniche disciplinari del XVII e XVIII secolo", infine, l'onanista, categoria che si manifesta nel corso del XIX secolo "in correlazione ai nuovi rapporti che vengono instituendosi tra sessualità e organizzazione familiare, all'inedita posizione del bambino nel gruppo parentale, e alla rinnovata importanza accordata al corpo e alla salute". Se la categoria degli incorreggibili è quella meno sviluppata nel corso delle lezioni, le altre due sono a lungo analizzate in una prospettiva archeologica e genealogica, tipica della metodologia del filosofo francese.
Per Foucault infatti l'anormale, così come viene definito alla fine del XIX secolo dalle istituzioni medico-penali che se ne sono fatte carico, discende proprio dalle tre tipologie analizzate. Così, affrontando numerose questioni - dal rapporto tra giustizia e verità fino alle tecniche della confessione, passando per un'archeologia dell'istinto e del desiderio - l'autore di Sorvegliare e punire non solo offre numerosi spunti di riflessione, ma mostra dal vivo il farsi del suo lavoro. Motivo per cui hanno fatto bene gli eredi ad autorizzarne la pubblicazione.
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