"La 194 può essere rivista, non snaturata"L'intervista: Giovanni Berlinguer E' una forzatura estendere agli embrioni un concetto che riguarda i bambini |
| Dunque si vuole rimettere in discussione la "194". L'intenzione dichiarata ieri dalla stessa maggioranza trasversale che ha votato alla Camera, e il testo dell'ordine del giorno sono chiarissimi. La legge sulla interruzione della gravidanza viene definita "obsoleta" alla luce delle "nuove tecnologie mediche che comportano problemi etici e deontologici dei quali non si può tener conto". Il riferimento è a quell'ipotesi, peraltro rarissima, in cui l'interruzione della gravidanza (non volontaria, ma oltre il terzo mese) comporti una sopravvivenza del feto, che oggi può essere aiutato a vivere da sofisticate macchine. Su questo abbiamo chiesto un commento al professor Giovanni Berlinguer, Presidente del Comitato nazionale di Bioetica, che però dichiara di parlare a titolo personale.
"Come tutte le leggi di questo mondo, la '194' può essere rivista - afferma Berlinguer - ma occorre sempre tener presente l'esigenza fondamentale di quella normativa che ha già contribuito a ridurre notevolmente di anno in anno il numero degli aborti. Oltre che tutelare la vita di molte donne protette dalla piaga dell'aborto clandestino".
| La preoccupazione che sembra emergere da questo ordine del giorno riguarda però la sopravvivenza dei feti al cosiddetto aborto terapeutico, e alle nuove tecnologie. |
"La legge, riguardo all'impropriamente detto aborto terapeutico, consente l'interruzione solo in presenza di un grave pericolo per la vita della madre, prescrive una decisione anche del medico e non solo della donna e obbliga i sanitari a prestare ogni assistenza al feto che dovesse sopravvivere. Tutto ciò è già esplicitato dalla legge".
| E per quel che riguarda l'aspetto preventivo, il modo cioè per convincere le donne a non ricorrere all'aborto, su cui pure si insiste? |
"E' un auspicio comune che vengano rafforzate ed esaltate le funzioni dei consultori, dei servizi
sanitari e sociali. Ed è un terreno su cui si può lavorare proficuamente nella concordia senza bisogno di modificare la legge. Voglio sottolineare che nell'iter parlamentare della legge sulla fecondazione assistita tutte le proposte di modifica esplicita della '194' sono state respinte. Il che significa che non c'è una volontà precisa manifestata dal Parlamento di modifica di questa legge".
| Ma lei cosa può dire rispetto all'embrione umano? |
"Io ritengo che l'embrione umano meriti rispetto e tutela e se possibile accoglienza. Ma senza coazione".
| E sull'adottabilità dell'embrione? |
"Penso che il trasferire un concetto etico e giuridico che riguarda i bambini esistenti agli embrioni sia una forzatura".
| C'è quindi una differenza tra embrione e persona |
"Certo che c'è una differenza. Anche se un embrione è un progetto di vita e in quanto tale va rispettato".
| Ma il comitato di bioetica può occuparsi della legge che sta facendo il suo iter in Parlamento? |
"Io non credo che il Comitato debba interferire nell'attività legislativa. Certamente può essere consultato dalle istituzioni se lo ritengono opportuno".
| Quindi al Comitato può essere richiesto un parere sulla prevenzione dell'aborto |
"Certo, questo argomento potrebbe essere oggetto di discussione nel comitato". |