| HAYEK, QUANDO IL MERCATO E' DEMOCRAZIA
Cultura | Ricorre quest'anno il centenario della nascita di Friedrich von Hayek, economista e scienziato
politico austriaco, Nobel per l'economia nel 1974. Per ricordarlo la Facoltà di Scienze Politiche
dell'Università di Milano, in collaborazione con l'associazione Società Libera, ha organizzato un
convegno a lui dedicato (come riferiva ieri Riccardo Chiaberge su questo giornale), con interventi di
economisti, politologi e filosofi politici. Hayek è uno dei teorici più rigorosi del liberalismo e
dell'economia di mercato, propugnatore di una utopia liberale che sappia costruire una società libera
contro l'arroganza del potere. Liberalismo e democrazia sono due concetti ben distinti, che possono
coesistere, ma secondo un preciso ordine di proprietà e a condizioni ben definite. La democrazia non
è un fine in sé, ma un mezzo per conseguire il fine politico supremo, la libertà. Hayek sostiene la
democrazia rappresentativa, ma si preoccupa di evitare il pericolo di un dominio oppressivo da parte
della maggioranza. Fondamentale è quindi l'affermazione del governo della legge, capace di limitare
la sfera di azione dello Stato e di consentire agli individui di perseguire i propri fini, secondo le proprie
attitudini e le proprie preferenze. Secondo lo studioso austriaco un governo diventa coercitivo se
interferisce col diritto degli individui di decidere i propri obiettivi. Le decisioni politiche dei governi
sono un sistema di scelta collettiva assai più imperfetto del mercato. Il mercato consente il
coordinamento delle decisioni dei produttori e dei consumatori senza la direzione di un'autorità
centrale. Di qui la intransigente opposizione di Hayek alle politiche sociali di giustizia distributiva
considerate forme di coercizione statale, che gli è valsa molte critiche da parte della sinistra. Si tratta
di tesi interessanti e controverse, esposte con rigore e passione nelle principali opere, disponibili
anche in traduzione italiana (La società libera, Verso la schiavitù, Legge, legislazione e libertà), che
fanno di Hayek uno dei maggiori economisti politici del '900. Una migliore conoscenza del suo
pensiero è quindi auspicabile in un paese come l'Italia contemporanea in cui quasi tutti si definiscono
liberali, ma le idee liberali continuano a essere assai poco conosciute e meditate. |