MACHIAVELLI C'EST MOI| L'AUTORE DEL "PRINCIPE" E ALTHUSSER, UN RAPPORTO TEORICO APPASSIONATO NEL SEGNO DELL'IDENTIFICAZIONE |
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| Pubblichiamo la prefazione di François Matheron al libro "Machiavelli e noi" di Louis Althusser, in uscita per la manifestolibri. Un testo cui il filosofo lavorò dal 1971 al 1986, e considerato tra gli scritti più compiuti dell'opera postuma althusseriana |
Louis Althusser si è reso noto soprattutto per il suo lavoro su Marx, ma resterà forse nella storia come uno dei più penetranti lettori di Machiavelli. Fenomeno tanto più sorprendente in quanto su di lui non ha pubblicato nulla quando era in vita: al di là del piccolo circolo dei suoi amici e dei suoi allievi dell'Ecole normale supérieure, nessuno poteva sospettare, negli anni 1960-1970, che il rapporto appassionato con Machiavelli fosse senza alcun dubbio una delle chiavi essenziali del lavoro teorico di Althusser. La visione althusseriana di Machiavelli è subito posta sotto il segno dell'abbagliamento. Althusser aveva un po' letto questo autore negli anni di formazione, ma la rivelazione si produce in Italia durante l'estate 1961; nello stesso momento e negli stessi luoghi, Franca Madonia prende il posto nella sua vita. Si costituisce un polo, quello dell'Italia, di cui Machiavelli diventa l'emblema filosofico. E quello che potrebbe essere solo un aneddoto biografico deve essere compreso piuttosto come un evento fondatore: al di là dei cambiamenti di interpretazione, si fissa per sempre una matrice di lettura. Questa matrice è quella dell'identificazione. Ma c'è identificazione e identificazione, e non tutte sono produttive. Si sa, per esempio, che Althusser si è identificato anche con un altro filosofo: Spinoza. Nel 1967-68 costituì su di lui un gruppo politico-teorico chiamato "Spinoza". I suoi testi teorici dell'epoca abbondano di riferimenti più o meno metaforici a Spinoza, e in particolare alla teoria degli attributi: la sua lettura di Marx e della teoria dei modi di produzione è senza dubbio influenzata da Spinoza. Tuttavia, ciò che ha pubblicato su di lui è assai deludente: si può difficilmente sostenere che le poche pagine degli Elementi di autocritica dedicate a Spinoza costituiscano una vera interpretazione di questo filosofo. C'è come un abisso tra l'identificazione proclamata con una figura e le analisi effettive di Althusser, che sono in realtà molto generali. Se ci sono delle affinità profonde tra i due pensatori, con difficoltà si potrebbe reperire nel caso di Spinoza ciò che determina la forza della lettura althusseriana di Machiavelli: la passione per un testo, l'identificazione con un gesto teorico. Diciamo, per andare in fretta, che la "conoscenza del terzo genere" spiegata da Spinoza è molto lontana dal metodo althusseriano, molto più vicino a ciò che si potrebbe chiamare una logica paradossale. [... |