RASSEGNA STAMPA

20 APRILE 1999
GIOVANNI RUSSO
Da Bedeschi a Matteucci, da Galasso a Sartori: filosofi e storici raccontano l'attualità del pensatore napoletano
"Per conoscere Croce", a cura di Paolo Bonetti, Ed. Scientifiche Italiane, pagg. 275., lire 35.000
"Croce fu il nostro maestro di vita morale e politica. Dobbiamo a lui se abbiamo salvato, alcuni più presto altri più tardi, la nostra anima". Così Norberto Bobbio risponde a Paolo Bonetti che gli chiede cosa è stato Croce per la sua formazione filosofica e che cosa egli rappresenta oggi in un'Italia così mutata. "Durante il fascismo - aggiunge Bobbio - egli scrisse pagine mirabili sulla libertà come principio morale con cui anche le forze politiche debbono, alla fine, fare i conti per non soccombere. La storia gli ha dato ragione". Queste riflessioni di Norberto Bobbio sono contenute in una conversazione con Paolo Bonetti, studioso di filosofia politica e morale, che ha curato il libro "Per conoscere Croce" in cui raccoglie una serie di colloqui e i saggi di alcuni dei più importanti filosofi e storici sull'attualità del filosofo napoletano. Giuseppe Bedeschi sottolinea la serrata critica di Croce al modello astratto della teoria del plusvalore di Marx ma nega il luogo comune del suo antimarxismo.
Croce riconosceva che sul piano sociologico e storico il marxismo è strumento indispensabile per una comprensione della società moderna sorta con la rivoluzione industriale. Marx, diceva, dovrebbe essere definito il Machiavelli del proletariato. Il rapporto di Croce con il cristianesimo è uno dei principali fili conduttori di queste conversazioni anche per il rilievo che Bonetti dà a questo aspetto del pensiero del filosofo. Nicola Matteucci sostiene che Croce è "un pensatore cristiano che non vede un'antitesi filosofica tra la sua educazione cristiana e la religione della libertà". Giuseppe Galasso esamina i temi e i tempi del pensiero filosofico e storico di Croce e sostiene che egli ha concepito il cristianesimo in modo laico come esperienza storica. I problemi dell'etica e della politica sono affrontati da Giovanni Sartori mentre Gianni Vattimo trova che Croce abbia una straordinaria somiglianza con un pensatore per tanti aspetti lontani da lui come Freud. È un libro quindi che fa rivivere Croce anche nella sua profonda umanità, un Croce che ebbe alcune crisi esistenziali fortissime, e che capì che l'unica maniera di superare queste crisi era impegnarsi nell'azione.
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