RASSEGNA STAMPA

15 APRILE 1999
SERENA ZOLI
Levi Montalcini, novant'anni nella galassia mente
Dalle indagini sul cervello ha ricavato un'etica per le nuove generazioni.
La Bicocca le dedicherà un laboratorio.
Al Conservatorio incontrerà Emma Bonino e Dulbecco
Imuri di Milano sono tappezzati di grandi manifesti col suo volto diafano e deciso. Annunciano le feste che la città si appresta a farle per un compleanno davvero speciale: 90 anni. Rita Levi Montalcini, Nobel per la medicina nel 1986, è nata a Torino il 22 aprile 1909 (stesso giorno di un grande del giornalismo, Indro Montanelli), ma Milano la festeggia in anticipo, domani e sabato. Onori ed eventi compaiono sotto l'egida della società "Dieci Nobel per il futuro", che ogni anno organizza meeting o progetti su "scienza, economia, etica". Questa settima edizione è la prima che festeggia compleanni - dicono all'associazione - ed è la prima che fa regali: per Rita il "dono" è la mostra di un'artista a lei carissima, la gemella Paola. E di Paola è il quadro che la scienziata ha voluto sulla copertina del nuovo libro che esce martedì 20, La galassia mente. Come il precedente L'asso nella manica a brandelli, un bestseller, si tratta di un'opera di divulgazione sulle potenzialità del cervello. L'obiettivo della Montalcini non è di diffondere puro sapere scientifico: lungo le spiegazioni di come funzionano neuroni e dendriti e, nel caso di questo libro, di come dalla materia inorganica si sia arrivati agli organismi e in questi sia poi nato il sistema nervoso fino allo sviluppo del cervello umano, viaggia un messaggio che ha presente essenzialmente i "valori". L'etica. I capitoli, complessi e affascinanti quanto chiari, dedicati all'iter evoluzionistico lungo milioni d'anni mira ad arrivare al "Cogito ergo sum" di Cartesio e a "l'uomo non è che una canna... ma una canna che pensa" di Pascal. Il binomio tuttora misterioso cervello-mente è indagato, e spiegato ai profani, al solo scopo di giungere al cuore dell'uomo, a illustrarne le capacità di consapevolezza, dunque di libero arbitrio e responsabilità. Un esempio eclatante di questo doppio binario si incontra nelle pagine dedicate alla "teoria dei tre cervelli", secondo la quale nella nostra scatola cranica si sarebbero sovrapposti nel tempo i due cervelli retaggio dei nostri progenitori rettili e mammiferi, poi sormontati e inglobati da un terzo cervello, la corteccia, tipicamente umano. La spiegazione procede in neutri termini scientifici, poi si legge: "Nei periodi di oscurantismo il rettile esce dalla tana con una svastica negli artigli....". Biologia e cultura, scienza per capire e per essere. Dal nazismo, e dal suo riflesso italiano delle leggi razziali, come è noto, la Montalcini fu toccata, in quanto ebrea. E fu così che la sua eccezionale scalata alle vette della ricerca, culminata col Nobel, prese l'avvio in un laboratorio allestito in cucina dopo la cacciata dall'università. Ma non di questo parla la Montalcini. Quello è il passato. Lei guarda ai nazismi e altri orrori di oggi.
Sabato ne parlerà, forse, nel pomeriggio dedicatole al Conservatorio di Milano. Presentatore (un professionista, ormai, dopo Sanremo), il collega Nobel e amico da sempre Renato Dulbecco, Rita parlerà con Emma Bonino prima del concerto di Accardo in suo onore. "Conosco Emma da tempo, non so cosa mi chiederà", dice la professoressa con voce soave. "Ma parleremo anche della guerra, credo. Per me non bastano l'Operazione Arcobaleno o i soccorsi, tutte buone cose, ma è necessaria una massiccia opera di educazione rivolta ai giovani, anche se non so come". Lei intanto ha scoperto nel '93, in una raccolta di lettere di bimbi bosniaci, una dodicenne che scriveva parlando ai serbi persecutori: "Mi perdoni il mio popolo indignato se non riesco a odiarvi, perché credo che noi dodicenni non siamo ancora sprofondati nel baratro dell'odio...". La Montalcini ne fu colpita: "Feci cercare quella bambina dai giornalisti che erano là, l'ho trovata, è figlia di operai, ora è all'università di Zagabria. Si chiama Romana Grubesic. Il 3 maggio verrà a Roma, avrà una borsa di studio dalla mia Fondazione, e il 4 la riceverà il sindaco Rutelli: ho voluto che diventasse un emblema delle nuove generazioni. Senza odio".
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Scienze Cognitive