| Da Gallarate: giustizia e solidarietà, una sola cosa | Alla presenza di un nutrito numero di partecipanti, i lavori del 54° Convegno annuale del Centro studi filosofici di Gallarate - quest'anno sul tema «Essere giusti con l'altro» - sono stati aperti ieri mattina dal Francesco D'Agostino,
dell'Università La Sapienza di Roma, con un intervento su «Giustizia e
solidarietà». Fin dalle prime battute è parsa evidente l'estrema attualità del
tema proposto: in uno congiuntura in cui si ha l'impressione di essere invasi
dagli altri e si è tentati di difendersi chiudendosi in se stessi, appare più che mai necessario un momento di riflessione, che aiuti a vedere la possibilità di conciliare l'accoglienza e l'aiuto, che merita chi ha problemi più grandi dei nostri, con l'esigenza di accrescere la coscienza della libertà e della dignità di
chi opera ed agisce nella storia. Numerosi ed inevitabili i riferimenti a
problemi di estrema attualità sia socio-politica (affido, adozione, trapianto di organi, profughi), sia culturale (pensiero debole, rapporto tra etica ed ontologia, antropologia individualistica alla thin man, ecc.). Il nodo di fondo è
chiarire il rapporto tra giustizia e solidarietà, termini che paiono in
discontinuità teoretica ma che sono congiunti nella realtà della vita, giacché non è possibile che in una società vi sia giustizia se in essa non è praticata la
solidarietà, come, d'altra parte, ogni reale forma di solidarietà implica il
rispetto della giustizia. Certo un momento di sintesi può essere costituito dalla via della carità - come hanno riconosciuto sia D'Agostino sia diversi
intervenuti nel dibattito - ma occorre che sia salvaguardata anche la via del diritto, soprattutto in un'epoca come la nostra, così sensibile al riconoscimento del carattere universale del diritto stesso. Acutamente qualcuno ha offerto uno
stimolante suggerimento: considerare la Regola degli ordini religiosi come
esemplificazione emblematica del tentativo di dare veste giuridica a
comportamenti che sono animati dalla carità, cioè da qualcosa che appare di per sé irriducibile.
Nel pomeriggio il teologo Armido Rizzi ha parlato su «La giustizia nella
Bibbia», mostrando tra l'altro come, se l'obbedienza alla legge di Dio è
l'aspetto formale della giustizia per l'uomo, la relazione con gli altri ne è il
contenuto e l'attuazione: l'amore per il prossimo, infatti, è il concretarsi
dell'amore a Dio. I lavori del convegno si concluderanno oggi; terrà una
relazione Francesco Viola dell'Università di Palermo sul tema «Oggettività
dei valori». |