INTERVISTA A FLAMIGNI, TRA I MAGGIORI ESPERTI DI FECONDAZIONE ASSISTITA"Indietro di 20 anni" La discussione in aula non è stata laica, né civile, e ha dimenticato che la sterilità è una malattia. E c'è il rischio che ricomincino i viaggi della speranza verso l'Europa |
| "Non riesco a trovare parole abbastanza severe per giudicare quanto è successo. E mi auguro di cuore che qualcuno trovi il modo di portare la questione di fronte ad una corte internazionale"
| Sono queste le prime reazioni di Carlo Flamigni, il maggior esperto italiano nel campo della fecondazione assistita, di fronte alle ultime traversie del progetto di legge presentato in aula dalla relatrice Marida Bolognesi e poi stravolto da una pioggia di emendamenti. |
"La versione originale della proposta di legge aveva molti difetti, come accade inevitabilmente quando a guidare la mano dei legislatori è la necessità di mediare tra posizioni molto distanti tra loro, ma la ritenevo comunque accettabile. Centrava infatti alcune questioni fondamentali, prime fra tutte il riconoscimento della sterilità come malattia e l'accesso alle terapie da parte delle coppie di fatto. Inoltre non conteneva alcun accenno ai diritti giuridici dell'embrione, che avrebbero avuto l'effetto immediato di aprire un pericoloso varco nella 194. Ma poi nel corso della discussione parlamentare la situazione si è completamente rovesciata e ciò che resta di questa proposta di legge è assolutamente inaccettabile. La fecondazione assistita tocca problemi di sofferenza ma anche l'immagine che abbiamo della società nel suo progresso e ci saremmo augurati perciò una discussione civile e laica. Come risultato avremmo voluto una normativa leggera e trasparente, ma ci ritroviamo invece in una situazione in cui sono i dogmi e le ideologie a dettare legge".
| Le coppie di fatto - La questione più dolente è proprio la non equiparazione delle coppie di fatto a quelle sposate: |
"Una discriminazione sulla base dello stato civile che non può trovare alcuna giustificazione: è possibile veder curata la propria sterilità soltanto se si ha in tasca un certificato di matrimonio. Per non parlare del fatto che il pericolo della tracimazione è sempre in agguato: se si decide che una coppia non sposata non è degna di accedere alla fecondazione assistita, cosa ne sarà di tutte le coppie di fatto che hanno figli?".
| Dunque tutti i segnali positivi della proposta di legge in materia sociale si sono persi nel corso dell'iter parlamentare, mentre restano invece i punti deboli, quelli che mettono in luce lo scollamento tra il mondo della politica e quello della biomedicina. |
"Ne è un esempio l'atteggiamento di diffidenza dimostrato nei confronti dell'utilizzo di tecniche di manipolazione genetica. Come se in agguato ci fossero chissà quali tendenze eugenetiche ad utilizzare la fecondazione assistita come strumento per il children design. Ma si tratta di fantasmi piuttosto che di pericoli reali. Per non parlare delle limitazioni poste al congelamento degli embrioni sovrannumerari. Un provvedimento da sprovveduti o da ipocriti, perché il congelamento consente di risparmiare sui tempi, sui costi, ma soprattutto sulla sofferenza delle donne. Limitare a tre il numero degli embrioni che si possono conservare non ha alcun senso, perché le probabilità di avere successo ai primi tentativi sono bassissime e perciò si dovranno ripetere più volte i trattamenti ormonali che servono per indurre l'ovulazione nelle aspiranti madri, col conseguente aumento di rischi per la loro salute. Non capisco davvero perché anche in Italia non si debba fare come in Gran Bretagna: consentire il congelamento degli embrioni sovrannumerari, salvo poi fissare precise regole sul tempo massimo di conservazione".
| E l'ovodonazione? Difficile per ora immaginare il destino ultimo di questa proposta di legge, che potrebbe anche rimanere sepolta per chissà quanto tempo in attesa di un clima politico più propizio, salvo capovolgimenti dell'ultima ora. Ma è certo che se dovesse finire per trovare un nuovo relatore e approdare al senato, come si augurano dai banchi dell'opposizione, allora il mondo della fecondazione assistita e i destini di chi ha deciso di ricorrervi cambieranno completamente faccia. |
"L'inseminazione eterologa che ora è consentita solo nelle cliniche private sarà vietata del tutto - commenta Flamigni -ma questo avrebbe meno peso rispetto al passato visto che questa tecnica è in netto calo rispetto al ricorso alla fecondazione omologa. Più pesanti invece saranno le conseguenze di un divieto all'ovodonazione, una pratica che sta diventando sempre più richiesta. Con il risultato di riportare la fecondazione assistita indietro di vent'anni. Il destino delle coppie che hanno bisogno di queste tecniche sarà quello di cercare altrove, in Svizzera Belgio Francia o Gran Bretagna, quel che qui gli viene negato. Insomma assisteremo al ritorno dei viaggi della speranza che francamente speravamo di esserci lasciati alle spalle". |