Dalla barba di Marx a quella di Darwin. Orfana di padri e maestri, la sinistra si aggrappa al teorico
dell'evoluzionismo, rileggendo le sue idee in chiave politico-sociale. La rivista online"Caffé Europa" diretta da Giancarlo Bosetti pubblica un lungo e provocatorio saggio del filosofo
Peter Singer, guru dell'animalismo, dal titolo "Ciao Darwin, la sinistra ti chiama" (lo stesso articolo
compare anche su "Reset"). "Una sinistra darwiniana - scrive Singer - non nega l'esistenza di una
natura umana, né insiste nel dire che l'umana natura è intrinsecamente buona... Non si illude di porre
fine a tutti i conflitti e le rivalità né tramite una rivoluzione politica, né grazie a cambiamenti sociali o
a una migliore educazione... E' convinta che molte persone agiscano in modo competitivo al fine di
migliorare la propria condizione, di acquisire una posizione di potere e/o di incrementare i loro beni".
Se ci preoccupiamo troppo di tutelare i più deboli - dice in sostanza il filosofo australiano -
danneggiamo la specie. E' come se le antilopi allevassero gli esemplari più lenti: in poche generazioni
i leoni se le mangerebbero tutte. Il che non significa buttare a mare la solidarietà, perché la
cooperazione altro non è che una forma di competizione più elevata, tuttavia... Fino a ieri, argomenti
di questo genere venivano liquidati come aberrazioni di destra. Ora il tabù è stato infranto. Ma per
scoprire il valore positivo del mercato era proprio necessario scomodare Darwin? Non bastava
Luigi Einaudi? |