RASSEGNA STAMPA

14 NOVEMBRE 1998
CARLO FORMENTI
Luhmann, il conservatore che affascinò la sinistra
E' scomparso il sociologo rivale di Habermas. Concepì il potere come «mezzo di comunicazione»
La morte del sociologo Niklas Luhmann (era nato nel 1927, a Lunemburg) coincide con la presenza in Italia del suo interlocutore e rivale Jurgen Habermas, appena giunto a presentare un libro. La contemporaneità fra i due eventi è un'occasione per chiedersi perché il «conservatore» Luhmann abbia spesso suscitato, fra i nostri intellettuali di sinistra, più ammirazione del progressista Habermas (ricordiamo il loro duello dialettico in Teoria della società o tecnologia sociale, pubblicato nel 1973 da Etas Kompass). Le virgolette sono il dovuto omaggio all'originalità di un grande giurista mancato: Luhmann si convertì infatti alla sociologia solo dopo aver seguito i corsi di Talcott Parsons, ad Harvard; e da Parsons ha ereditato l'impostazione sistemica, arricchendola di suggestioni mutuate dalle scienze naturali: cibernetica, teoria della comunicazione e biologia (in particolare le teorie dei neuroscienziati Varela e Maturana). Il suo concetto del potere come «mezzo di comunicazione» ha affascinato i teorici di formazione marxista, malgrado Luhmann si sia presentato come il liquidatore dello storicismo e dell'umanismo «veteroeuropei» (leggi Marx e Weber). Forse perché, pur criticando il determinismo storico, egli ha dato una forte impronta scientifica e oggettiva alla nozione di sistema sociale: al centro della sua riflessione, infatti, non ha posto l'uomo né la sua presunta «libertà di pensiero», bensì l'interazione sistema/ambiente, analizzata con le lenti della teoria evoluzionista contemporanea. In conclusione, l'«oggettivismo» di Luhamnn appare molto più vicino alla mentalità marxista della «razionalità comunicativa» sostenuta dal rivale Habermas. Elencare tutte le sue opere richiederebbe troppo spazio, per cui ci limitiamo a ricordare i titoli dei volumi più significativi tradotti in italiano: Illuminismo sociologico (il Saggiatore, 1970), Potere e complessità sociale (il Saggiatore, 1975), Struttura della società e semantica (Laterza, 1980) e il monumentale Sistemi sociali (il Mulino, 1984). Accanto a questi lavori, di taglio generale e sistematico, vale la pena di segnalare alcuni titoli che testimoniano la curiosità che Luhmann ha manifestato nei confronti di settori più particolari e circoscritti della fenomenologia sociale: Amore come passione (Laterza, 1982), Comunicazione ecologica (Milano 1986) e Funzione della religione (Morcelliana, 1991).
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