Luhmann, il conservatore che affascinò la sinistra | E' scomparso il sociologo rivale di
Habermas. Concepì il potere come «mezzo di
comunicazione» |
| La morte del sociologo Niklas Luhmann (era nato nel 1927, a
Lunemburg) coincide con la presenza in Italia del suo
interlocutore e rivale Jurgen Habermas, appena giunto a
presentare un libro. La contemporaneità fra i due eventi è
un'occasione per chiedersi perché il «conservatore» Luhmann
abbia spesso suscitato, fra i nostri intellettuali di sinistra, più
ammirazione del progressista Habermas (ricordiamo il loro
duello dialettico in Teoria della società o tecnologia sociale,
pubblicato nel 1973 da Etas Kompass). Le virgolette sono il
dovuto omaggio all'originalità di un grande giurista mancato:
Luhmann si convertì infatti alla sociologia solo dopo aver
seguito i corsi di Talcott Parsons, ad Harvard; e da Parsons ha
ereditato l'impostazione sistemica, arricchendola di suggestioni
mutuate dalle scienze naturali: cibernetica, teoria della
comunicazione e biologia (in particolare le teorie dei
neuroscienziati Varela e Maturana).
Il suo concetto del potere come «mezzo di comunicazione» ha
affascinato i teorici di formazione marxista, malgrado Luhmann
si sia presentato come il liquidatore dello storicismo e
dell'umanismo «veteroeuropei» (leggi Marx e Weber). Forse
perché, pur criticando il determinismo storico, egli ha dato una
forte impronta scientifica e oggettiva alla nozione di sistema
sociale: al centro della sua riflessione, infatti, non ha posto
l'uomo né la sua presunta «libertà di pensiero», bensì
l'interazione sistema/ambiente, analizzata con le lenti della
teoria evoluzionista contemporanea. In conclusione,
l'«oggettivismo» di Luhamnn appare molto più vicino alla
mentalità marxista della «razionalità comunicativa» sostenuta
dal rivale Habermas.
Elencare tutte le sue opere richiederebbe troppo spazio, per cui
ci limitiamo a ricordare i titoli dei volumi più significativi
tradotti in italiano: Illuminismo sociologico (il Saggiatore, 1970),
Potere e complessità sociale (il Saggiatore, 1975), Struttura della
società e semantica (Laterza, 1980) e il monumentale Sistemi sociali (il Mulino, 1984).
Accanto a questi lavori, di taglio generale e sistematico, vale la
pena di segnalare alcuni titoli che testimoniano la curiosità che
Luhmann ha manifestato nei confronti di settori più particolari e
circoscritti della fenomenologia sociale: Amore come passione
(Laterza, 1982), Comunicazione ecologica (Milano 1986) e
Funzione della religione (Morcelliana, 1991). |