RASSEGNA STAMPA

12 SETTEMBRE 1998
CORRADO STAJANO
MA GARIN NON HA DIMENTICATO I SUOI MAESTRI
Lo storico della filosofia era stato accusato di aver «rimosso» Gentile
Il «Corriere« di ieri l'altro ha pubblicato la notizia di una polemica dell'«Avvenire» nei confronti di Eugenio Garin accusato questa volta di avere dimenticato Giovanni Gentile prediletto in gioventù. Garin, al contrario, è stato sempre fedele a Gentile e alla sua memoria rammaricandosi del silenzio e dell'ostracismo caduto su di lui dopo la seconda guerra mondiale. Garin, tra l'altro, ha curato nel 1991 per Garzanti il grande volume delle «Opere filosofiche» di Gentile e ha scritto un saggio introduttivo ampio e di notevole impegno in cui manifesta tutto il suo interesse ed esprime il debito culturale che sente di avere con il filosofo di cui parla con affetto e con rispetto. Quanto all'intervista che ho fatto quest'estate a Garin, suscitatrice di tante polemiche, il tema era il Novecento e non la biografia dello studioso che è sempre stato chiaro nell'indicare la linea dei suoi maestri, da Vico a Marx a Croce a Gramsci. Il riferimento al «Manifesto del Partito comunista» di Marx e Engels, che ha scandalizzato in modo davvero gratuito alcuni professori, voleva soltanto sottolineare «anche criticamente» il fervore di idee del secolo passato rispetto al presente. Garin lamentava la mancanza di una discussione approfondita su quell'opera uscita 150 anni fa che ha avuto importanza nella storia del mondo. Anche buona parte di coloro che hanno criticato Garin, dimentichi che la libertà della cultura è assoluta, così come la manifestazione del pensiero, più che discutere di Marx ed Engels hanno personalizzato la questione.
Sono purtroppo spuntati antichi risentimenti e le frustrazioni di chi è ancora convinto che l'egemonia culturale in Italia in questo mezzo secolo sia stata appannaggio della sinistra. Un'indicazione bibliografica, vista l'ignoranza diffusa. In occasione del centocinquantesimo anniversario, il «Manifesto del Partito comunista» è stato pubblicato da Rizzoli con un'introduzione di Eric J. Hobsbawm e dagli Editori Riuniti, con una nota di Renato Zangheri.
inizio pagina
vedi anche
Polemiche e dibattiti