| Giorgio Israel, «Il Giardino del Noci. Incubi postmoderni e tirannia della
tecnoscienza», CUEN, pagine 267, Iire 35.000. | C'è una tirannia che alimenta ì nostri incubi postmoderni, sostiene Giorgio Israel, storico della matematica presso l'università La Sapienza di Roma, nel libro, «Il Giardino dei Noci», che ha appena pubblicato per i tipi della CUEN di Napoli. E' la tirannia della tecnoscienza. Cioè di quell'innovazione della tecnologia che da almeno un secolo procede al galoppo, con metodo scientifico, modificando i nostri stili di vita e la stessa qualità della nostra vita. Questa tirannide tecnoscientifica, sostiene Giorgio Israel con un piglio e una scrittura davvero graffianti, si fonda su due elementi. Sulla sua autopropulsività. E sulla sua incontrollabilità. La tecnoscienza è, ormai, abbastanza indipendente dalla volontà dell'uomo. E ogni tentativo da parte dell'uomo di metterle le braghe è un tentativo velleitario. Ma la tirannide diventa un vero e proprio incubo quando l'uomo si pone di fronte alla tecnoscienza con l'atteggiamento del «riduzionista scientifico». Ovvero si illude di poterla ingabbiare nella prevedibilità dei modelli fisicomatematici. E' allora che la tecnoscienza, come un genio che qualcuno tenta di rimettere nella bottiglia, diventa rabbiosa e più pericolosa.
Contro questa dittatura, contro questo incubo, avvisa però Giorgio Israel, vale poco la cosiddetta «critica postmoderna». Ovvero quella critica, new age, che identifica la tecnoscienza con la scienza. E nega a entrambe ogni valore conoscitivo e progressivo. Contro la dittatura della tecnoscienza non serve, anzi è pericoloso, la critica «irrazionalista». L'unica difesa è, invece, proprio la ragione. Quindi (anche) la razionalità scientifica. Purché abbia tre caratteri fondanti; sia sempre «critica», ovvero nemica del dogmatismo e sempre pronta a rimettersi in discussione; sia sempre «aperta», convinta di non costituire l'unica forma di conoscenza; sia sempre «costruttiva», capace di dialogare e intrecciare le varie modalità (scientifiche e non) con cui l'uomo sa guardare alla realtà che lo circonda. E che, come le noci del giardino, è formata da diversi strati. Ciascuno è dotato dì un notevole livello di indipendenza. Tutti formano il frutto. |