RASSEGNA STAMPA

6 GIUGNO 1998
VITTORIO POSSENTI
Martinetti, breviario sull'eros
Esce uno studio inedito del filosofo cristiano su amore e sessualità
Dal pensatore perseguitato dal fascismo e morto nel '43 alcune riflessioni anticipatricisulla corporeità e sul rapporto uomo-donna
Piero Martinetti, «L'amore», Il Melangolo pagg. 238 L. 28.000
L'amore, un testo di Piero Martinetti pronto per la stampa già fin dal 1938 ma poi rimasto inedito fino ad oggi, presenta un volto nuovo e per molti lati inaspettato del filosofo canavesano (1872-1943), noto per i suoi studi di afflato etico-religioso, sia pure di una religiosità alquanto ostile ad ogni comunione ecclesiale, come per essere stato uno dei pochissimi docenti universitari a lasciare la cattedra nel 1931 per non aver pronunciato il giuramento di fedeltà al fascismo. Tra le sue opere,- oggi forse più ricordate che lette - si annoverano testi considerevoli quali: «Introduzione alla metafisica», «La libertà», «Ragione e fede», «Gesù Cristo e il cristianesimo», «Breviario spirituale»; né si può dimenticare l'azione di Martinetti, esule dall'università, e volta attraverso la Rivista di filosofia da lui diretta e tuttora operante quale voce significativa della cultura filosofica italiana. Con buone ragioni la storiografia ci dice che il pensiero di Martinetti è un idealismo sviluppato in senso etico-religioso, una sorta di misticismo della ragione che mira ad una unità trascendente dove gli spiriti comunicano in Dio e che è preparata da Eros
La sua prospettiva trae alimento da autori quali Platone, Plotino, Spinoza, Kant, Schopenhauer. Si avverte invece la mancanza di riferimenti a Vladimir Solov'ev, che su taluni punti, soprattutto sull'amore quale fattore di unità, esprime una posizione affine a quella martinettiana
Il volto inaspettato di «L'amore» risiede nella approfondita, analitica considerazione dell'amore erotico, fortemente radicato nella sessualità ma non riducibile soltanto a questa. In una prima parte l'autore riflette sul fatto erotico, considerandolo in rapporto alla donna, all'amore fisico, a quello sentimentale e infine spirituale. Nella seconda sono considerate le «istituzioni erotiche» quali il matrimonio e la prostituzione. Se si decide di lasciar da parte giudizi alquanto pesanti sulla donna, tra cui quello per cui sarebbe strutturalmente inidonea a svolgere taluni compiti, e sul femminismo, nell'autore è presente una visione vivida e sostenuta da una ampia documentazione della straordinaria complessità del fatto sessuale erotico-unitivo nella vita umana, in rapporto al quale viene fatto cenno a numerosi temi di permanente attualità: unioni matrimoniali stabili, convivenza, concubinato, «unioni erotiche o di prova», divorzio, piaga della prostituzione e metodi per limitarla
Pur nella varietà dei temi una prospettiva sostanzialmente unitaria sostiene l'ordito dell'opera e si intreccia nell'idea che l'amore sessuale sia capace, se non si blocca al solo livello dell'istinto, di creare unità tra gli amanti, da esso proiettati verso una creazione spirituale-ideale che non è il figlio ma qualcosa d'altro, a cui anche il figlio può eventual-mente servire: «L'individuo a cui l'amore tende non è il figlio, ma l'individuo ideale risultante dall'unione degli amanti»
Tale unità è lo scopo vero dell'amore sessuale, e l'elemento di ascensione della vita
L'apparizione del figlio, non esclusa appare come fatto secondario eppure spesso importante, rispetto al fine fondamentale stabilito nell'unità della coppia. L'unione sessuale intesa come la prima forma di unità morale degli uomini: «L'unione erotica è il primo anello verso una sublimazione sempre più perfetta della vita, che raggiunge i suoi gradipiù alti nella vita morale e religiosa». In tal senso sono per Martinetti da condannarsila poligamia e l'omosessualità
Nel filosofo canavesano si riscontra una posizione polare rispetto a quella di Schopenhauer. Se per questi il fine unico dell'amore sessuale è la perpetuazione della specie («dietro l'alato e sorridente dio d'amore sta nascosto l'inesorabile genio della specie»), per Martinetti lo scopo dell'amore consiste nella creazione dell'unità tra gli amanti. Nell'ordine morale l'unione dell'uomo e della donna possiede un autonomo valore in se completato dall'unità familiare. Ne consegue, che salvo rari casi, il matrimonio è superiore al celibato «l'amore puro e profondo di una donna non toglie mai la vista di Dio»
Taluni studiosi del pensiero martinettiano vi trovano cenni gnostico-dualistici e catari, che per altro sembrano bilanciati dalla forte considerazione di Eros e dal rifiuto della continenza sessuale assoluta, quale era invece praticata nelle sette gnostiche radicali. A ciò si aggiunge in Martinetti l'adozione di una morale anti-scettica, basata sull'irriducibile diversità tra bene e male.
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