[
|
«No, quel bambino può farcela»
Cinzia Caporale
è vicepresidente del Comitato nazionale di bioetica
|
|
ROMA - «Spero che il marito decida di non staccare la spina.
Anche perché mancano pochi giorni perché il bambino conquisti autonomia nel
grembo della madre e abbia la possibilità di sopravvivere». Si pronuncia a
favore «di una scelta di vita» Cinzia Caporale, nominata recentemente
vicepresidente del Comitato nazionale di bioetica (Cnb) e neoeletta come
presidente del Comitato intergovernativo di bioetica dell’Unesco. Qual i
interessi dovrebbero prevalere?
«Quelli del bambino. Siamo di fronte al caso di una donna che non c’è più.
Il suo corpo senza vita, perché tale lo rende la morte cerebrale, ha il
diritto di essere rispettato, ma non ha più interessi. Prevale dunque, in
modo netto, un interesse di ordine superiore. Un figlio che potrebbe nascere.
Non mi sentirei di imporlo, ma suggerirei ai familiari di andare avanti».
E se invece il marito facesse il contrario?
«Sarebbe una decisione da rispettare, con atteggiamento liberale. Né una
legge né una circolare dovrebbero intervenire per tagliare con l’accetta
questioni tanto delicate. Del resto il caso già può essere inquadrato in
alcune normative, tra cui la 194 sull’aborto, che qui sarebbe procurato e
lecito. Ma non è questa la posta in gioco».
E’ giusto che l’ultima parola spetti al marito?
«Certamente. Spero però che ai familiari siano stati forniti tutti gli
argomenti per dare una risposta».
Ci sono altri argomenti per non spegnere le macchine?
«Non risulta che la donna avesse espresso la volontà di non essere sottoposta
a trattamenti straordinari. Al contrario, immagino fosse sua intenzione
accogliere una nuova vita. Si presume volesse portare a termine la
gravidanza. Quindi il suo desiderio di maternità va tenuto in considerazione
».
Venerdì, il Cnb approverà il parere definitivo sull’eutanasia pediatrica.
Quali posizioni prevalgono?
«Mi auguro e mi aspetto che passi una posizione unitaria contro l’eutanasia
pediatrica. Per onestà intellettuale bisogna ammettere che i bambini, a
differenza degli adulti, non sono in grado di fornire loro consenso e non è
giusto che a decidere, al posto loro, debbano essere genitori, medici o
Stato».
|
|
«No, quel bambino può farcela»
Cinzia Caporale
è vicepresidente del Comitato nazionale di bioetica
|
|
ROMA - «Spero che il marito decida di non staccare la spina.
Anche perché mancano pochi giorni perché il bambino conquisti autonomia nel
grembo della madre e abbia la possibilità di sopravvivere». Si pronuncia a
favore «di una scelta di vita» Cinzia Caporale, nominata recentemente
vicepresidente del Comitato nazionale di bioetica (Cnb) e neoeletta come
presidente del Comitato intergovernativo di bioetica dell’Unesco. Qual i
interessi dovrebbero prevalere?
«Quelli del bambino. Siamo di fronte al caso di una donna che non c’è più.
Il suo corpo senza vita, perché tale lo rende la morte cerebrale, ha il
diritto di essere rispettato, ma non ha più interessi. Prevale dunque, in
modo netto, un interesse di ordine superiore. Un figlio che potrebbe nascere.
Non mi sentirei di imporlo, ma suggerirei ai familiari di andare avanti».
E se invece il marito facesse il contrario?
«Sarebbe una decisione da rispettare, con atteggiamento liberale. Né una
legge né una circolare dovrebbero intervenire per tagliare con l’accetta
questioni tanto delicate. Del resto il caso già può essere inquadrato in
alcune normative, tra cui la 194 sull’aborto, che qui sarebbe procurato e
lecito. Ma non è questa la posta in gioco».
E’ giusto che l’ultima parola spetti al marito?
«Certamente. Spero però che ai familiari siano stati forniti tutti gli
argomenti per dare una risposta».
Ci sono altri argomenti per non spegnere le macchine?
«Non risulta che la donna avesse espresso la volontà di non essere sottoposta
a trattamenti straordinari. Al contrario, immagino fosse sua intenzione
accogliere una nuova vita. Si presume volesse portare a termine la
gravidanza. Quindi il suo desiderio di maternità va tenuto in considerazione
».
Venerdì, il Cnb approverà il parere definitivo sull’eutanasia pediatrica.
Quali posizioni prevalgono?
«Mi auguro e mi aspetto che passi una posizione unitaria contro l’eutanasia
pediatrica. Per onestà intellettuale bisogna ammettere che i bambini, a
differenza degli adulti, non sono in grado di fornire loro consenso e non è
giusto che a decidere, al posto loro, debbano essere genitori, medici o
Stato».
|
|