RASSEGNA STAMPA

16 NOVEMBRE 2004
LUIGI DELL'AGLIO
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Pitagora appassiona come i gialli

 

 


SFILANO sui banchi delle librerie affascinanti saggi di divulgazione matematica, e attraggono un pubblico certamente più vasto della ristretta schiera di specialisti e aficionados. Del resto, i matematici si occupano di logica e perciò si ritrovano spesso a ragionare gomito a gomito con i cultori di filosofia. Sono molte le idee che li accomunano, come quella di infinito. Respirano insieme l'aria rarefatta delle vette del pensiero. Basterebbe che questa inebriante sensazione venisse trasmessa dalla scuola, e forse all'università non si registrerebbe la crisi delle vocazioni nei corsi di laurea in matematica. (Nel 1989, gli iscritti erano 4.396; nel 2000, 1611; nel 2003, 1.740, e il governo vara incentivi).
La matematica è scienza molto difficile, sarebbe un grave inganno illudere i giovani. Ma non è arida, e i vari saggi in libreria lo dimostrano. Da quello di Marcus Du Sautoy, «L'enigma dei numeri primi - L'ultimo grande mistero della matematica», Rizzoli, (c'è in palio un milione di dollari per chi lo sa risolvere) a quello di Piergiorgio Odifreddi («Le menzogne di Ulisse», Longanesi). Dell'infinito discute, in un'immaginaria chat su Internet, Claudio Citrini con i grandi del passato («Da Pitagora a Borges», Bruno Mondadori). Matematica e geometria diventano il filo conduttore di un giallo avvincente, quello di Guillermo Martinez, «La serie di Oxford» (Mondadori). Una signora viene assassinata e su un foglio compare un cerchio perfetto…. Uno studente patito per i numeri e un genio della logica s'incontrano in un libro i cui ritmi sono scanditi da una corsa mozzafiato contro il tempo. «Un matematico che gioca in Borsa», Garzanti, di John Paulos diverte perché spiega che si può finire intrappolati in «buone azioni». In questo contesto, arriva il «Calcolo matematico precolombiano», Bardi editore, a cura dell'Istituto Italo Latino Americano. I Maya inventarono lo zero, sapevano calcolare il moto dei corpi celesti e predire le eclissi lunari anche nel futuro più lontano. (E siccome la matematica sembra foriera di misteri, resta un mistero la fine di questa civiltà, avvenuta prima della scoperta dell'America).
In rete c'è un portale che si chiama Matemaniac che la dice lunga sulla passione, diffusa ma purtroppo minoritaria, per la matematica.
Ad attirare il pubblico colto contribuisce la vita, spesso avventurosa, talvolta difficile e sfortunata, dei matematici. Chi pensa che il più perseguitato dalla sorte sia stato l'americano John Forbes Nash j., quello di «A beautiful mind», deve ricredersi (al record concorrono in molti). Sergio De Nuccio presenta «12 compiti scolastici di Evariste Galois» (Edizioni goliardiche, Trieste). Il personaggio è un geniale matematico francese, il quale, nella prima metà dell'800, gettò le basi dell'algebra moderna. Ma fece appena in tempo a formulare, giovanissimo, le sue equazioni perché morì in duello a 21 anni. E perciò ha ispirato biografie, film e romanzi.

 

 

 

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