RASSEGNA STAMPA

29 SETTEMBRE 2004
ENRICO NEGROTTI
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Non un evento istantaneo ma un processo che termina con la fusione dei gameti: ricerca o tentativo di aggirare i limiti imposti dalla recente normativa sulla procreazione medicalmente assistita?

Fecondazione, il fronte delle 40 ore

Il documento presentato ieri a Roma ha già sollevato perplessità anche sul versante politico

 

Sull'inizio della vita umana gli studi sono sempre più specialistici e sottili. Complici le tecniche di procreazione medicalmente assistita, che hanno messo nella disponibilità degli scienziati i passaggi di un processo che avviene normalmente al sicuro del ventre materno e all'oscuro del mondo, le varie fasi dello sviluppo dell'embrione sono state sempre meglio studiate, sia nell'animale, sia nell'uomo. E un convegno in corso a Roma - dal titolo «Dall'oocita alla blastocisti» - pone nuovi dati sul tavolo del dibattito, che non mancherà di accendersi vista la chiara intenzione degli studiosi di indicare termini utili a superare o aggirare i limiti imposti dalla legge sulla procreazione medicalmente assistita (n. 40/04).
Ieri è stato presentato un documento in cui si identifica nello zigote l'inizio della vita umana, ma si sottolinea come tale stadio inizi circa 30-40 ore dopo la fecondazione. Il documento, i cui primi firmatari sono il genetista Antonino Forabosco (Università di Modena) e l'embriologo Paolo Carinci (Università di Bologna), ma che è appoggiato anche dal ginecologo Carlo Flamigni, verrà presentato oggi al Comitato nazionale per la bioetica, con un'audizione di quattro-cinque esperti. Il documento, che è stato approvato dai professori delle facoltà mediche italiane presenti al convegno, sembra fatto apposta per trovare una «mediazione» ai divieti attualmente previsti dalla legge 40 al congelamento degli embrioni: favorevole accoglienza ha ottenuto dal senatore Antonio Tomassini (Fi), negativa dal suo collega Riccardo Pedrizzi (An).
«L'inizio del nuovo individuo», secondo il documento approvato ieri è lo zigote, ma questa entità si forma 30-40 ore dopo l'ingresso dello spermatozoo nell'ovocita, nel momento in cui gli assetti cromosomici paterni e materni si sono congiunti. «La transizione ovocita-embrione - si legge nella bozza di documento - risulta da una successione di eventi che si susseguono nel tempo... In tale transizione un evento peculiare sul quale basare la criticità del passaggio generazionale, e quindi l'inizio di un nuovo essere umano, è rappresentato dalla costituzione del nuovo assetto cromosomico diploide (con 46 cromosomi), proprio della specie umana e dal successivo inizio della segmentazione». Quindi secondo gli esperti la fecondazione «non è un evento "istantaneo" e anche a volerlo considerare solo dal punto di vista cellulare più restrittivo, consiste di un processo» che «termina molte ore dopo la fusione dei due gameti, con la formazione dello zigote». Viceversa l'ootide, «l'oocita a due pronuclei», non sarebbe considerabile un embrione.
Il documento, si diceva, verrà discusso oggi nella commissione ristretta che si occupa di procreatica al Comitato nazionale per la bioetica, e dovrebbe essere poi presentato al ministro della Salute Girolamo Sirchia. Per ora ha ottenuto il plauso di Antonio Tomassini, presidente della commissione Igiene e Sanità del Senato, che guarda a possibili modifiche alla legge sulla procreazione assistita: «È necessario trovare una strada di mediazione e il congelamento dell'ootide, anche alla luce del documento presentato oggi dagli embriologi, rappresenta la base di partenza per possibili integrazioni alla legge 40». Parere totalmente respinto da Riccardo Pedrizzi, responsabile delle politiche per la famiglie di An: la vita umana - afferma il senatore - «inizia con il concepimento. La verità è che ogni tentativo di collocare l'embrione umano, in un certo periodo della sua esistenza, è destinato a fallire» e «nessuno scienziato può definire una linea di demarcazione nello sviluppo dell'embrione che attribuisca ad esso maggiore o minore dignità». «Nel dubbio - ha concluso - razionale, quindi laico, è applicare il principio di precauzione».
Nessuna volontà di «pol-etica» nel dibattito degli esperti, puntualizza il genetista Bruno Dallapiccola (Università «La Sapienza« di Roma), chiamato ieri a coordinare gli interventi degli esperti, ma solo una descrizione scientifica di quanto accade dopo la fecondazione. Ma che l'intento di qualcuno sia quello di trovare un termine sempre più arretrato aldilà del quale proteggere o meno l'embrione è evidente dal regredire dei termini: dai 14 giorni dei britannici ai 6 dei francesi, ora alle 30-40 ore dell'ootide. Nonostante il ministro Sirchia abbia recentemente istituito una commissione per studiare le possibilità di congelamento dell'ovocita, si preferisce il congelamento dell'ootide, perché comunque più stabile. A conferma che dopo la fecondazione comunque l'ovocita si comporta in modo diverso e, per esempio, impedisce a qualunque altro spermatozoo di entrare.

 

 

 

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