![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 5 GIUGNO 2004 |
|
|
San Francisco.
Incontro una gallerista a Union Square, due isolati dal centro
finanziario di San Francisco. Mi parla
di dipinti rinascimentali (ovviamente) e poi mi chiede come vanno le cose in
Silicon Valley. Racconto dei segni di una nuova, imminente rivoluzione
tecnologica, ma non faccio in tempo ad arrivare al punto perché lei mi
interrompe e mi precede. «Ah, sì, stai parlando delle nanotecnologie, vero»?!
Si, sto parlando delle nanotecnologie, il segreto peggio conservato di tutta
la Bay Arca, al punto che anche i non addetti ai lavori si dilettano a
parlare del trattamento dì atomi e delle molecole per produrre materiali,
congegni e perfino macchine. Il
prefisso «nano» deriva dal greco antico e contraddistingue ciò che è molto
piccolo; in campo scientifico e tecnologico indica la miliardesima parte. Un
nanometro è pertanto un miliardesimo di metro (o un milionesimo di
millimetro, ecc.). Il raggio di un atomo d'oro misura 0,14 nm, una molecola
piccola, ad esempio quella del metano, misura mezzo nanometro. Un capello è
circa centomila volte più grande. Da
sempre si è partiti da «cose grandi» (legno, pietre, minerali) per ottenere o
ricavare cose piccole (i prodotti voluti).
La nanotecnologia invece parte da «cose piccole» (atomi e molecole),
per combinarle insieme e ottenere cose più grandi. Per fare uno stuzzicadenti non usiamo più un tronco d'albero ma
partiamo da elementi più piccoli.
Partire da «cose piccole» significa la precisione assoluta (fino al
singolo atomo), un totale controllo dei processi, nessun rifiuto e minore e
uso di energia. |
|
Le nanotecnologie sono diventate cool in California (dove
c'è una impressionante concentrazione di imprese del settore) a partire dal 4
dicembre scorso, da quando cioè il governo federale ha erogato 3,7 miliardi
di dollari in quattro anni (a partire dal 2005) per la ricerca e sviluppo
(R&S) di tutto ciò che è trattamento dell'infinitamente piccolo. C'è una bellissima foto di George W. Bush
che - attorniato da scienziati come il Premio Nobel Rick Smagey, venture
capital come Floyd Kvamme, politici come il senatore della Virginia George
Allen, imprenditori come Stephen Empedocles - firma il 21st Century
Nanotechnology Research and Development Act, l'atto che pone le basi, parole
del presidente, della «next industrial revolution». Gli investimenti in nanotecnologie sono cresciuti negli Stati
Uniti del 8,3 per cento negli ultimi tre anni (2001-2003): nel 2004 saranno
nell'ordine dei 849 milioni di dollari, circa il 10 per cento più dell'anno
precedente; l'anno prossimo diventeranno 982. Il Giappone è il secondo investitore in R&S in
nanotecnologie, con circa 800 milioni di dollari, poi ci sono l'Europa e la
Cina con quasi 300. Di questi 300
milioni di dollari, 130 sono stati investiti in Germania (dati RH 2002). Il fatto è che i finanziamenti della
Comunìtà Europea - 700 milioni di euro in quattro anni (inizio 2003) promossi
dalla European Union Research Commission - coprono soltanto una parte degli
investimenti promossi dai singoli stati della unione. Difficile quindi arrivare ad una cifra
consolidata. |
|
Più che a livello di numeri, è sul piano pratico che
si può comprendere nella sua interezza il valore della rivoluzione portata
dalle nanotecnologie. Prendiamo ad
esempio la tecnica della risonanza magnetica (MRI, Magnetic Risonance
Imaging), che consente di creare immagini «radiografiche» attraverso la lettura
dei segnali elettromagnetici di ritorno generati dai protoni dell'acqua
presente nel corpo umano. Il mezzo di
contrasto ha lo scopo di consentire la migliore definizione dell'immagine, se
non addirittura la creazione dell'immagine stessa, altrimenti impossibile. I
mezzi di contrasto attualmente impiegati in MRI sono gli stessi derivati
dalla radiologia classica (raggi X).
Si tratta di metallo pesanti (quali iodio, inizialmente, o gadoligno,
più di recente e specificamente in MRI) che vengono inglobati in «carrier»
(trasportatori), attraverso un processo di chelazione (da «chele») il quelle
consente di ridurrre/annullare la tossicità del metallo stesso, in quanto non
si disperde e di rendere il leganie con il metallo idrosolubile. In questo
modo il metallo mantiene le sue proprietà dì contrasto ma, grazie al chelato
che consente di trattarlo come un derivato dell'acqua, diventa una sostanza
iniettabile e non nociva al corpo umano. I mezzi di contrasto, in quanto
idrosolubili, si diffondono attraverso il circolo arterioso e, giunti alle
estremità dei capillari, ne fuoriescono diffondendosi negli spazi
interstiziali, per poi essere riassorbiti dal circolo venoso ed
eliminati. Questa diffusione extra
circolo è il limite che caratterizza oggi tali mezzi di contrasto. Un esempio: le zone tumorali presentano
una maggiore vascolarizzazione in conseguenza dell'attività delle cellule
neoplastiche che si alimentano attraverso il circolo arterioso. Il liquido di contrasto, iniettato
nell'organo che si sospetta possa essere oggetto della malattia, attraversa
anche i capillari che alimentano le cellule neoplasiche e, diffondendosi
nello spazio interstiziale circostante, fornisce una immagine che, rispetto
alle altre parti dell'organo, risulta maggiormente evidente. Tuttavia, proprio questa caratteristica
osmotica impedisce di fornire una immagine nitida e precisa del sistema che
alimenta il tumore stesso e la sua effettiva dimensione. |
|
Le principali implicazioni potrebbero essere le
seguenti: migliore efficacia della IMR nella diagnostica dei tumori (perfetta
evidenziazione della massa tumorale e del relativo sistema di
vascolarizzazione); applicazione della IMR nella diagnostica delle malattie
cardiovascolari (imaging dei micro-vasi), rivoluzione nelle tecniche di
terapia dei tumori grazie alla possibilità di utilizzare il polimero anche
come carrier mirato di chemioterapici antitumorali, rendendo obsoleta la
chemioterapia tradizionale.
Considerando che l'80% delle patologie del mondo occidentale è
correlato a problematiche tumorali e cardiovascolari, si capisce quale
potrebbe essere la portata di una tale innovazione. Ulteriori ricadute possibili anche sulla tecnologia impiegata
che riceverebbe un forte impulso per lo sviluppo di nuovi sistemi di lettura,
più sofisticati, e di nuovi software in grado di visualizzare le migliori
immagini disponibili. |
|
|