RASSEGNA STAMPA

26 MAGGIO 2004
CARLO FLAMIGNI
[Una decisione ideologica. Carlo Flamigni, membro del Comitato nazionale di Bioetica commenta la prima sentenza sulla 40. «Il giudice - spiega il ginecologo - ha interpretato troppo rigidamente la legge che prevede il diritto della donna a conoscere le condizioni di salute del feto».
La legge, però non consente il ricorso ad analisi pre-impianto.
«Ma oggi è possibile eseguire indagini genetiche in una fase precedente lo stato embrionale. L’analisi dei globuli polari, i due corpiccioli che vengono espulsi dall’uovo prima e subito dopo la fecondazione, quindi in una fase pre-embrionale, non comporta, alcuna manipolazione. Con un atteggiamento protervo si è voluto reprimere le possibilità della scienza».
Il giudice ha respinto anche la richiesta di ricorrere alla Corte Costituzionale.
«Avrebbe dovuto acconsentire. Invece, ha avuto una posizione molto ideologica interpretando forzata e scorretta della legge».
Crede che la sentenza di Catania sia la prima di una lunga serie?
«Sì, ma spero non siano tutte di questo tenore. Anzi, intravedo addirittura in future interpretazioni meno rigide della legge la possibilità di modificare queste norme».
Modificarla a colpi di sentenze piuttosto che abrogarla con un referendum?
«Non credo che il referendum abrogativo possa avere successo perché i sondaggi dicono che la maggior parte dei cittadini è favorevole a questa legge. Si è fatta tanta cattiva informazione per far passare l’idea che senza queste norme sarebbe sopravvissuto il cosiddetto Far west della provetta, e l’opinione pubblica alla fine se ne è convinta. Personalmente, quindi, nutro maggiori speranze nella giurisprudenza».
 

 

 

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