RASSEGNA STAMPA

1 MAGGIO 2004
NICLA VASSALLO
[I Robot non solo fanno ormai parte della nostra vita, ma ne faranno sempre più parte: nei giochi e nelle incombenze domestiche così come nelle sale operatorie, nelle missioni spaziali, o nei conflitti militari.  Non è un vaso che le loro vendite continuino a crescere in modo esponenziale, e che a fine anno, il nostro pianeta sarà popolato da ben 975.000 robot.  Gli Stati Uniti sono all'avanguardia (si pensi all'esplorazione di Marte), ma è il Giappone il Paese che più di ogni altro ha investito nel settore, ed è qui che stando al pronostico del locale ministero della Tecnologia, il fatturato dell'industria automobilistica sarà scavalcato nel 2020 da quello dell'industria robotica.

Quanto alla ricerca italiana, siamo riusciti a esportare robot anche nel Sol Levante e possiamo
vantare diversi centri d'eccellenza, tra cui l'Arts-Lab della Scuola superiore di Sant'Anna di Pisa, diretto da Paolo Dario che è a  capo di un progetto                 di collaborazione italo-giapponese sugli umanoidi, e il Robotlab del  CNR  di Genova, in cui Gianmarco Veruggio coordina una decina di ricercatori impegnati nella progettazione di  sistemi  robotici per ambienti estremi.  Sempre a Genova opera il Laboratorio integrato di robotica avanzata dell'Università che, noto per le ricerche sulla visione e sul coordinamento senso-motorio, il prossimo agosto organizza il quarto workshop internazionale sulla robotica epigenetica.

.Tutto ciò non può lasciarci indifferenti: da una parte, la ricerca sulla robotica merita grandi investimenti economici, con caratteristiche necessariamente interdisciplinari (la robotica, oltre a basarsi su discipline scientifiche, attinge risorse decisive dalle discipline umanistiche) e,  dall'altra parte, crescono anche  i  problemi filosofici  posti dalla concreta fabbricazione dei robot.  Usciranno presto due film (Io Robot,

tratto da racconti di Isaac Asimov, e Preda, tratto dal romanzo di Michael Crichton) che ci presentano immagini contrapposte: nel primo i robot sono buoni, nel secondo malvagi.  Pura e semplice fantascienza, priva di ripercussioni morali nella nostra realtà?  Non più. Se la fisica nucleare e l'ingegneria genetica hanno sollevato un gran numero di problemi etici nel secolo scorso, è ovvio che la robotica sia destinata a fare altrettanto in questo secolo. E' eticamente rilevante, o irrilevante, se i neuroni sono biologici o di silicio?  Quale valutazione filosofica si guadagneranno i robot basati su commutatori molecolari?  Robot intelligenti possono essere creati solo nel caso offrano Benefici e non danneggino gli esseri umani, oppure questo significherebbe limitare ingiustamente l'intelligenza, il libero arbitrio e la conoscenza che i robot potrebbero avere?  Se arrivassimo ad attribuire una mente ai robot, dovremmo riconoscere loro lo statuto di portatori della legge morale e, quindi, lo statuto ontologico di persone?  In quanto creatori di robot, noi esseri umani dobbiamo assumerci la responsabilità epistemica e morale delle loro eventuali credenze e azioni?  Per quanto rappresentino solo un piccolo e semplice campione delle domande sollevabili, queste chiariscono bene la sfida che la robotica lancia all'etica, oltre che all'epistemologia e all'ontologia, cosicché alla roboetica occorre riconoscere da subito una giusta importanza e dignità, in modo da non trovarci impreparati rispetto a scelte che saranno presto determinanti.

Mentre all'estero vi sono già parecchie istituzioni ove la ricerca sulla tecnoetica è avanzata (per esempio, la Epson foundation, il Markkula center for applied ethics e il Foresight institute), la roboetica nasce in Italia, grazie alla Scuola di robotica (www.scuoladirobotica.it) che, fondata e presieduta da Veruggio, non solo divulga la robotica. ma convoglia su di essa le riflessioni di filosofi, giuristi, sociologi, antropologi e teologi. Tra le tante interessanti iniziative   della Scuola va segnalata l'organizzazione del primo simposio internazionale sulla roboetica (svoltosi a Sanremo lo scorso gennaio, con una partecipazione qualificata di ricercatori: c'era anche Hirochíka Inoue, il "padre' degli umanoidi giapponesi) e l'organizzazione di un  workshop a Genova: l'incontro del 16 aprile è stato dedicato agli aspetti sociali, umanitari ed ecologici della robotica., mentre il prossimo incontro, previsto per il 4 maggio, con inizio alle ore 10 presso il Palazzo Ducale, affronterà il problema del rapporto  tra esseri umani e robot in medicina ,  .

 

 

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