RASSEGNA STAMPA

7 APRILE 2004
editoriale
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Il pensiero antico come fondamento della cultura occidentale in una conferenza di Giovanni Reale

«Conosci te stesso», vale anche per l’Europa il monito di Socrate

Recuperare la dimensione spirituale della nostra civiltà è indispensabile per evitare di costruire un’Europa che si fondi solo sulla tecnica, volta a dominare la natura e a forgiare le cose, e dimentichi l’umanesimo, indirizzato a formare le coscienze. Questo, in breve, il messaggio che il professor Giovanni Reale, studioso di fama mondiale della filosofia greca, ha trasmesso al suo uditorio durante l’incontro tenuto ieri a Milano, nell’ambito del ciclo di conferenze organizzato dalla Fondazione Corriere della Sera sulle radici culturali dell’Europa. Come ha sottolineato nella sua introduzione Armando Torno, non vi è persona più qualificata di Reale in fatto di conoscenza del pensiero classico, che egli colloca, insieme al messaggio cristiano e alla rivoluzione scientifica, a fondamento della tradizione europea. Furono gli antichi greci, ha ricordato, che diedero vita alla filosofia, attraverso il passaggio da una cultura arcaica fondata su miti e immagini, e trasmessa per via orale, a un nuovo modo di pensare per concetti, che rendeva necessario il ricorso alla parola scritta.
Fu quella nuova forma mentis di carattere speculativo che consentì lo sviluppo della matematica e della geometria, di cui Euclide e Pitagora (ma anche Platone) furono maestri. E lo stesso vale per la medicina, poiché una pratica sanitaria compiuta richiede la consapevolezza del nesso tra causa ed effetto. Ma la scoperta più importante dei greci, in particolare di Socrate, è che l’essenza dell’uomo consiste nella psiche e che il suo compito più importante è conoscere se stesso, coltivare la propria anima. Di qui, ha concluso Reale, nascono i valori necessari per dare un contenuto alla democrazia, che non può ridursi a un fatto puramente procedurale, e contrastare la deriva di un nichilismo privo d’identità e quindi incapace anche di dialogare in modo proficuo con i diversi.

 

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Filosofia (e) politica