RASSEGNA STAMPA

29 FEBBRAIO 2004
MAURIZIO SCHOEPFLIN
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L'essere umano, fulcro del pensiero di Edith Stein

 

Solennemente canonizzata da Giovanni Paolo II nell'ottobre del 1998, Edith Stein, nata nel 1891 a Breslavia, divenuta monaca carmelitana con il nome di Teresa Benedetta della Croce, uccisa il 9 agosto del 1942 ad Auschwitz, è stata anche una notevole figura di filosofa, legata alla scuola fenomenologica e, in particolare, al suo celebre fondatore, il moravo Edmund Husserl, del quale ella divenne assistente dopo averne seguito i corsi a Gottinga e a Friburgo. Proprio al ruolo occupato dalla Stein all'interno della fenomenologia e ai notevoli contributi che ella vi seppe apportare è dedicato il libro di Anna Maria Pezzella, nel quale l'autrice sostiene la seguente interessante tesi interpretativa: «L'indagine sull'essere umano è il fulcro intorno a cui ruotano le riflessioni della Stein e che trovano terreno fertile sia nella fenomenologia che nel cattolicesimo … La visione cristiana si sovrappone perfettamente a quella fenomenologica, integrandola in modo particolare in merito ad alcune questioni a cui senza l'ausilio della Rivelazione la sola ragione non sarebbe stata in grado di rispondere in modo adeguato». Dunque, l'originalità dell'indagine steiniana consiste proprio in questo accordo tra pensiero husserliano e verità cattolica: noto è, a tale riguardo, il debito speculativo che la Stein contrasse anche nei confronti delle dottrine di San Tommaso. Il terreno privilegiato di questo incontro si rivelò proprio l'antropologia filosofica che, come opportunamente annota la Pezzella, permise alla Stein di andare oltre le indicazioni sia della fenomenologia sia della psicologia, per trovare la struttura ultima dell'essere umano: di qui la scoperta dell'anima, la realtà «che sta più a cuore alla Stein ed alla quale dedica le parti più belle ma anche più profonde delle sue riflessioni». E sono proprio tali riflessioni antropologiche che vanno a porsi al di là di qualsiasi differenza storico-culturale e religiosa: «La lezione della Stein - conclude Anna Maria Pezzella - offre un valido punto di riferimento per la comprensione dell'essere umano … la ricchezza e la diversità che emergono da essa non devono essere fucina di pregiudizi, ma le differenze devono essere vissute come momento di arricchimento personale e soprattutto con la consapevolezza profonda di appartenere tutti, nonostante le diversità, alla comunità umana».

L'antropologia filosofica
di Edith Stein
Indagine fenomenologica
della persona umana
Città Nuova. Pagine 146. Euro 10

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vedi anche
Storia della filosofia