![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 21 FEBBRAIO 2004 |
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LA SUA RICERCA
Ma la ragione non basta
MA DAVVERO è solo grazie alla ragione che l'uomo può comprendere se stesso e la
realtà, come teorizzato dal pensiero illuminista? No, replica Martha Nussbaum
che ha scritto un imponente saggio ( L'intelligenza delle emozioni , il
Mulino, 868 pagine, 45 euro), in libreria da martedì in Italia, per provare che
l'amore, la paura, la vergogna, la compassione e l'ansia non soltanto condizionano
in maniera assai profonda l'esperienza quotidiana di ciascun individuo ma
addirittura rappresentano una strategia di conoscenza. Sbaglia, dunque, chi
rinnega l'importanza delle emozioni o ritiene la loro presenza un elemento di
disturbo in analisi che andrebbero, invece, condotte "a freddo". Al
contrario, sottolinea la studiosa americana, le emozioni contribuiscono a
disegnare il paesaggio della nostra vita spirituale e sociale allo stesso modo
della ragione. E, dunque, non si può prescindere da esse se si vuole
interpretare in maniera corretta l'agire umano e proporre un contributo davvero
innovativo nell'ambito della filosofia morale.
Per dimostrare la validità della sua ipotesi Martha Nussbaum compie un lungo
viaggio che prende avvio dalla Grecia classica e si conclude nella Dublino di
inizio Novecento ritratta da Joyce, chiama in causa l'antropologia e
l'estetica, la letteratura e la scienza, cita gli autori dei grandi capolavori
narrativi europei e il dibattito sull'etica di cui sono stati protagonisti nel
corso dei secoli Platone, Aristotele, Rousseau, Kant e Nietzsche.
Diviso in tre parti, il libro discute in primo luogo le emozioni suscitate dal
dolore e dal lutto, poi affronta il tema delle emozioni che segnano la vita
pubblica e la politica e, infine, mette a fuoco il ruolo assegnato all'amore
dal pensiero greco, cristiano e romantico, di cui la studiosa segue la traccia
nei dialoghi socratici, nelle pagine di Dante, Proust, Whitman, Joyce e nelle
partiture di Mahler.
Nussbaum conclude la sua complessa e affascinante analisi affermando che una
teoria complessiva dell'agire umano non può prescindere dall'importanza delle
emozioni. Che, precisa, giocano un ruolo fondamentale nell'indagine compiuta da
ciascun individuo per tentare di stabilire ciò che è bene o giusto e possono
offrire un contributo decisivo.