RASSEGNA STAMPA

18 FEBBRAIO 2004
FRANCESCA DALLATANA
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«Capacità personale e democrazia sociale» di Martha C. Nussbaum

Cittadino Aristotele

 

Aristotele e le sue lezioni di politica. Ricordarne l'attualità in tempi di disconoscimento delle capacità personali, distruzione e derisione del valore della curiosità intellettuale e della cultura è sicuramente coraggioso.

La saggista insegna «Law and Ethics» nell'Università di Chicago. Fino ad ora in Italia era conosciuta soprattutto come studiosa della filosofia antica. Invece Martha C. Nussbaum è innanzitutto una filosofa della politica. Gli snodi fondamentali individuati nelle narrazioni dei maestri della filosofia antica sono di attualità addirittura imbarazzante.

«Capacità personale e democrazia sociale», edito da Diabasis, raccoglie tre saggi di Nussbaum.

Il terzo, intitolato «Una concezione aristotelica della socialdemocrazia», spicca per la capacità con la quale l'Autrice sintetizza il percorso filosofico di Aristotele nella «Politica», cogliendone spunti di assoluta modernità. Nel testo vengono riproposti significativi passi dell'opera aristotelica e il senso dal quale il filosofo trae ispirazione nella costruzione del suo progetto ideale di società. La politica non può permettersi di osservare e di porre estremi rimedi a chi è rimasto ai margini dello sviluppo, ma deve piuttosto «articolare un insieme comprensivo di aiuti, cioè, un sistema idoneo a rendere possibile la realizzazione piena di tutti i consociati». Per Aristotele la qualità della vita conseguente alla realizzazione dei consociati è il minimo comune denominatore dell'interazione sociale. Sotto quel livello la condizione di vita non può essere considerata «umana». Il saggio non si ferma ad uno stato di elaborazione filosofica astratto. Prosegue e considera, punto per punto, ciascun aspetto che deve essere soddisfatto affinché la presenza degli esseri umani sulla faccia del globo possa essere assimilata alla condizione «umana». Non si parla di «diritto» ma di «capacità».

Sono le capacità interne - cioè le condizioni personali del corpo, dell'intelletto e del carattere - e le capacità esterne, determinate dal rapporto con le capacità interne con quelle dell'ambiente sociale. Il progetto aristotelico considera l'esigenza della soddisfazione della scala dei bisogni ad un livello più alto, valutando le due variabili quantitative possesso e denaro per quello che valgono. E soprattutto anticipando un concetto strano per i fruitori spensierati del capitalismo: felicità e ricchezza economica non sono variabili direttamente proporzionali.

«Più« non significa necessariamente «meglio». Oltre una certa soglia di ricchezza e di soddisfazione dei bisogni, il «più» in termini materiali si può addirittura risolvere in una catastrofe dai risvolti psicologici o macro sociali. E' l'ultima frontiera dell'analisi economica e della sociologia economica. Lui, il filosofo, è sempre Aristotele. Dimenticare l'attualità della sua opera è reato intellettuale. Ed è sempre lo stesso filosofo al quale Nussbaum dà spazio, amplificandone se è possibile il messaggio, a ricordare che l'istruzione è necessaria e fondamentale per l'esercizio della libertà.

Istruzione, pluralismo e libertà di scelta: è questa la filiera dalla quale si dipana lo sviluppo e la realizzazione delle «capacità» personali. Da qui, solo da qui, la tensione continua alla realizzazione della democrazia sociale.

 

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vedi anche
Filosofia (e) politica