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«Le donne? Quelle con i soldi andranno
all’estero, le altre non hanno speranze», per Marida Bolognesi, Ds, ex
madrina della legge sulla fecondazione nella passata legislatura, le
coppie con problemi di infertilità saranno condannate al «turismo
procreativo», unica alternativa alla «legge liberticida e crudele» che
vieta nei Centri italiani la fecondazione eterologa (quella con donatore
esterno).
I medici vanno oltre. C’è chi parla di «paralisi» degli interventi di
fecondazione assistita. Per uno dei pionieri della materia, Carlo Flamigni,
la legge contiene «elementi di prevaricazione e di incostituzionalità».
Ma ci sarà uno stop agli interventi? «Vediamo come il ministro
interpreterà la legge - osserva Flamigni - Il primo effetto negativo
riguarderà la ricerca. Sarà impedito lo studio sulle cellule staminali
dell’embrione (da usare per la cura di malattie gravi, ndr). E la
fecondazione eterologa avrà un arresto, i divieti sono pesanti. Inoltre
ci è stato vietato il congelamento degli embrioni, forse potremmo
congelare gli zigoti, visto che la legge non ne parla mai. Gli zigoti
sono ovociti fertilizzati, che la Germania, per esempio, congela
regolarmente pur avendo proibito di farlo usando gli embrioni». Duro il
giudizio del presidente della Federazione degli Ordini dei medici, Giuseppe
Del Barone: «Per la prima volta, una legge dello Stato lede
l'indipendenza decisionale del medico e crea inappropriati vincoli alla
ricerca, che risulterà penalizzata nel confronto con altri Paesi».
Dunque, l’approvazione in Parlamento non spegne le polemiche. Anzi. A
sentire i medici la partita vera inizia ora. Nel frattempo, che cosa
accade nei Centri di riproduzione? «Sono stato bombardato di telefonate,
molte sono venute a pregarmi in ginocchio - racconta Giuseppe D’Amato,
responsabile del Servizio di fisiopatologia della riproduzione del De
Bellis di Castellana Grotte, Bari, uno dei 3 Centri pubblici in cui si fa
la diagnosi pre-impianto, membro del direttivo della Sifes, la Società
italiana di fertilità e sterilità - Le donne fanno una corsa contro il
tempo, non vogliono ricadere nei divieti della legge». Per il via alle
norme manca la firma di Ciampi e la pubblicazione sulla Gazzetta
ufficiale.
La legge sulla provetta ha avuto l’ok definitivo del Parlamento, mentre
il fronte referendario stava già preparando la raccolta di firme per
chiedere l’abrogazione. Non solo. La legge probabilmente finirà sotto la
lente della Corte costituzionale. Infatti, un cartello di associazioni,
da “Madre provetta” al Tribunale per i diritti del malato”, dall’“Osservatorio
sulla bioetica” alla “Lega italiana contro la fibrosi cistica”, ad altre,
ha deciso di dare vita ad «azioni legali» e di «tutela dei diritti
violati», facendo ricorsi alla Consulta. «Non sono colpite solo le coppie
con problemi di infertilità - sostiene Monica Soldano di “Madre provetta”
- ma anche coppie fertili con malattie genetiche, talassemia, fibrosi o
lesioni midollari, milioni di persone. Basti pensare che solo i
talassemici sono 3 milioni, di cui un milione e mezzo in età
riproduttiva. In realtà, la legge incide pesantemente proprio sui
portatori di patologie. Con il divieto di diagnosi pre-impianto, gli
viene di fatto impedito l’accesso alle tecniche di fecondazione. Perciò
una rete di avvocati è già al lavoro per redigere i ricorsi su casi concreti».
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