RASSEGNA STAMPA

12 FEBBRAIO 2004
ANNA MARIA SERSALE
[

 

 

 

 

 

 

Fecondazione, ora è una corsa per evitare la legge

 

 

 

“Assalto” ai centri: molte donne chiedono la diagnosi pre-impianto. Bolognesi: chi può, andrà all’estero

 

 

 

«Le donne? Quelle con i soldi andranno all’estero, le altre non hanno speranze», per Marida Bolognesi, Ds, ex madrina della legge sulla fecondazione nella passata legislatura, le coppie con problemi di infertilità saranno condannate al «turismo procreativo», unica alternativa alla «legge liberticida e crudele» che vieta nei Centri italiani la fecondazione eterologa (quella con donatore esterno).
I medici vanno oltre. C’è chi parla di «paralisi» degli interventi di fecondazione assistita. Per uno dei pionieri della materia, Carlo Flamigni, la legge contiene «elementi di prevaricazione e di incostituzionalità». Ma ci sarà uno stop agli interventi? «Vediamo come il ministro interpreterà la legge - osserva Flamigni - Il primo effetto negativo riguarderà la ricerca. Sarà impedito lo studio sulle cellule staminali dell’embrione (da usare per la cura di malattie gravi, ndr). E la fecondazione eterologa avrà un arresto, i divieti sono pesanti. Inoltre ci è stato vietato il congelamento degli embrioni, forse potremmo congelare gli zigoti, visto che la legge non ne parla mai. Gli zigoti sono ovociti fertilizzati, che la Germania, per esempio, congela regolarmente pur avendo proibito di farlo usando gli embrioni». Duro il giudizio del presidente della Federazione degli Ordini dei medici, Giuseppe Del Barone: «Per la prima volta, una legge dello Stato lede l'indipendenza decisionale del medico e crea inappropriati vincoli alla ricerca, che risulterà penalizzata nel confronto con altri Paesi».
Dunque, l’approvazione in Parlamento non spegne le polemiche. Anzi. A sentire i medici la partita vera inizia ora. Nel frattempo, che cosa accade nei Centri di riproduzione? «Sono stato bombardato di telefonate, molte sono venute a pregarmi in ginocchio - racconta Giuseppe D’Amato, responsabile del Servizio di fisiopatologia della riproduzione del De Bellis di Castellana Grotte, Bari, uno dei 3 Centri pubblici in cui si fa la diagnosi pre-impianto, membro del direttivo della Sifes, la Società italiana di fertilità e sterilità - Le donne fanno una corsa contro il tempo, non vogliono ricadere nei divieti della legge». Per il via alle norme manca la firma di Ciampi e la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale.
La legge sulla provetta ha avuto l’ok definitivo del Parlamento, mentre il fronte referendario stava già preparando la raccolta di firme per chiedere l’abrogazione. Non solo. La legge probabilmente finirà sotto la lente della Corte costituzionale. Infatti, un cartello di associazioni, da “Madre provetta” al Tribunale per i diritti del malato”, dall’“Osservatorio sulla bioetica” alla “Lega italiana contro la fibrosi cistica”, ad altre, ha deciso di dare vita ad «azioni legali» e di «tutela dei diritti violati», facendo ricorsi alla Consulta. «Non sono colpite solo le coppie con problemi di infertilità - sostiene Monica Soldano di “Madre provetta” - ma anche coppie fertili con malattie genetiche, talassemia, fibrosi o lesioni midollari, milioni di persone. Basti pensare che solo i talassemici sono 3 milioni, di cui un milione e mezzo in età riproduttiva. In realtà, la legge incide pesantemente proprio sui portatori di patologie. Con il divieto di diagnosi pre-impianto, gli viene di fatto impedito l’accesso alle tecniche di fecondazione. Perciò una rete di avvocati è già al lavoro per redigere i ricorsi su casi concreti».

.
inizio pagina
vedi anche
Bioetica