RASSEGNA STAMPA

12 FEBBRAIO 2004
PIER LUIGI FORNARI
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Il giorno dopo l’approvazione della legge non sembra fare breccia l’idea del referendum proposto da una parte dell’opposizione

Fecondazione: norme a difesa dei più deboli

Il sottosegretario alla Salute Cursi: una vittoria del concepimento «naturale» Rutelli: l'Italia può dare l'esempio all'Europa

 

A ventiquattr'ore dall'approvazione della legge sulla procreazione assistita, un settore degli oppositori del provvedimento rilancia l'ipotesi del referendum, che però non sembra al momento decollare. Intanto sono molte ed autorevoli le espressioni di soddisfazione per l'"ok" definitivo.
«Una vittoria del concepimento "naturale" della vita nell'ambito di una coppia». Così il sottosegretario alla Salute, Cesare Cursi, sottolinea la fine del Far West della provetta: «per anni abbiamo assistito a vere e proprie distorsioni della natura con nonne-mamme e uteri in affitto». Le norme sono «quanto mai necessarie ed hanno un solo ed unico scopo: la difesa del soggetto più debole, di colui che, pur non avendo voce, esiste e merita il rispetto dovuto a ogni essere umano». L'esponente del governo mette in evidenza come «anche altri Paesi europei si stanno muovendo su questa linea di comportamento: infatti in Spagna è in discussione un progetto di legge simile al nostro». L'iter del provvedimento, a giudizio del sottosegretario, è stato «un percorso difficile, dove però il dialogo ed il confronto con tutte le componenti politiche del Parlamento, non è mai mancato ed è stato sempre costruttivo», tanto che il testo «è stato appoggiato anche da una parte dell'opposizione».
Alla luce delle polemiche del "giorno dopo", per Francesco Rutelli «è il momento di abbassare i toni». Il leader della Margherita resta comunque «convinto che è un bene che l'Italia abbia finalmente una normativa su questa materia e che dia anche l'esempio in Europa, alla luce dell'esperienza, mettendo l'accento sul principio di precauzione, piuttosto che su un'idea di liberalizzazione indiscriminata. Poi l'esperienza ci dirà se e come introdurre modifiche e aggiustamenti».
La relatrice della legge, l'udc Dorina Bianchi, come esponente del mondo femminile «è soddisfatta perché finalmente viene tutelato il nascituro, infatti le donne hanno sempre difeso la maternità e i più deboli». «Finalmente vengono gar antiti i diritti della donna - aggiunge - e inizia un controllo effettivo di ciò che avviene nei centri. Nella legge prevale il principio che la scienza nel suo sviluppo deve sempre rispettare la vita».
Donato Renato Mosella della Margherita sottolinea che «il problema della fecondazione assistita tocca una sfera delicatissima quale l'origine della vita, che pone interrogativi profondi alla coscienza di ciascuno. Non era possibile perciò affrontarla secondo logiche puramente politiche. Era necessario che ciascuno fosse libero di decidere secondo coscienza e rispettando la coscienza altrui». Insomma, insiste il deputato dl, «siamo di fronte ad una materia scientifica di frontiera, che in quanto tale presenta non pochi aspetti problematici e contraddittori per gli stessi uomini di scienza. Tutta la questione della bioetica ci porrà nei prossimi anni problemi nuovi, che andranno affrontati sotto il profilo etico oltre che giuridico. Ciò non significa voler ingabbiare la scienza. Spetta però alla politica impegnare gli uomini di scienza ad usare in modo trasparente e moralmente accettabile per la collettività le loro conoscenze».
Il professor Domenico Di Virgilio, presidente dell'Associazione medici cattolici italiani, deputato di Fi, esprime «soddisfazione per il fatto che «finalmente il Far West e l'assoluto liberismo in un campo così delicato sono stati cancellati». «Il legislatore - spiega Di Virgilio - ha garantito in questo modo al neoconcepito di nascere nella propria famiglia naturale, di conoscere l'identità dei propri genitori e pertanto la propria identità sia sociale che biologica». Una legge inoltre che «sancisce finalmente il divieto di clonazione e di sperimentazione sull'embrione, fortemente lesive della dignità umana».
Anche il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, ha espresso soddisfazione: «Il Parlamento, con una decisione che va rispettata perché ha investito le coscienze dei singoli parlamentari si è assunto coraggiosamente la respons abilità di legiferare su un tema così delicato, sul quale il paese da tempo attendeva una risposta da parte del legislatore».

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