![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 13 DICEMBRE 2003 |
|
Nascere anche per salvare la vita di un fratello: in Francia sarà
possibile grazie ad un emendamento inserito all'ultimo momento dall'Assemblea
nazionale nella nuova legge sulla bioetica. Un embrione esente da malattie
genetiche potrà essere selezionato e impiantato per guarire il fratello o la
sorella gravemente malati.
L'emendamento è stato accolto con grande soddisfazione dagli specialisti del
settore e dalle famiglie con bambini gravemente malati che aspettano questa
possibilità come l'unica speranza. Per questo, l'emendamento frettolosamente
definito "bebè-medicament", "bimbo-medicina", è stato ora
ribattezzato "bebè della duplice speranza".
I deputati hanno fatto «un atto di generosità», ha spiegato il più noto esperto
di fecondazione assistita in Francia, il professor Renè Frydman, che legò il
suo nome alla nascita di Amandine, la prima "bimba in provetta"
francese.
Sono già una cinquantina in Francia i bambini nati dopo una diagnosi praticata
su embrioni fecondati in vitro prima del loro trasferimento nell'utero materno.
La tecnica della "diagnosi pre-impianto" fu autorizzata dalla legge
del 1994, che la limitava al caso in cui il bambino che deve nascere «presenta
un'alta probabilità di essere colpito da una malattia genetica particolarmente
grave». Soltanto quattro anni più tardi, in due ospedali parigini e in uno di
Strasburgo, la tecnica ha cominciato a funzionare concretamente. Di recente,
alcuni genitori hanno manifestato la speranza che il figlio futuro possa
aiutare a guarire un altro loro bambino nato gravemente malato, mediante un
prelievo di sangue dal cordone ombelicale alla nascita.
E' «normale - ha detto Frydman - che non si rifiuti a queste persone tale
possibilità». L'emendamento adottato consente di ampliare la diagnosi
pre-impianto praticando un'ulteriore selezione fra gli embrioni non colpiti da
malattie genetiche: si sceglierà quello più compatibile con il bambino già nato
e consentirà così di salvarlo con il prelievo di cellule nel cordone
ombelicale.
La possibilità è stata strettamente condizionata nell'emendamento al caso in
cui «la prognosi del bambino malato, minacciato da una malattia genetica
incurabile che comporti la morte fin dai primi anni di vita, possa essere
migliorata in modo decisivo».