![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 5 DICEMBRE 2003 |
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La libertà femminile
fa ancora paura
Come
compagna del Forum delle donne - luogo politico che da anni ragiona e tesse
saperi e occasioni di mobilitazione di donne sui temi della bioetica e della fecondazione
assistita - sento la necessità di sottolineare la gravità della legge sulla
fecondazione assistita che il Senato sta discutendo in questi giorni.
Nel concreto sta per
essere approvata una legge che racchiude in sé in una sintesi drammatica, ma
anche esemplare, il peggio delle culture delle destre e della morta gora del
moderatismo centrista: la laicità dello stato che non dovrebbe scegliere
modelli etici di comportamento, la libertà di ricerca e di sperimentazione
sono buttati alle ortiche alla insegna di un nuovo patriarcato vendicativo,
che vuole riaffermare il controllo sul corpo delle donne, l'etero- sessualità
familistica come norma di relazione, la prevalenza del divieto sulla
possibilità di scegliere.
Questa legge di fatto
contraddice e tendenzialmente vanifica la legge sulla interruzione di
gravidanza, che aveva segnato un punto fermo nella affermazione della
autodeterminazione della donna nella procreazione, il riconoscimento
giuridico che si nasce da donna e che se la donna è persona, corpo-mente e
non funzione, a lei spetta la prima e l'ultima parola.
Tutto questo dibattito,
che è stato un elemento di civilizzazione è come annullato e azzerato.
Se si leggono i
contenuti degli interventi degli onorevoli che sostengono la legge sulla fecondazione
assistita, traspaiono i fantasmi che li ossessionano: la libertà di scelta di
orientamento sessuale, lo spettro di una civiltà senza "padri
certi", l'angoscia ipocrita sul futuro degli embrioni da parte di coloro
che mandano corpi di giovani uomini a fare la guerra, a uccidere donne,
uomini e bambini, la paura della libertà femminile.
Le parlamentari e i
parlamentari di Rifondazione Comunista insieme ad altre componenti che
contrastano questa legge hanno fatto opposizione in tutti i modi possibili.
Hanno portato nelle aule del Palazzo la voce di una critica ampia e ricca,
che da anni una parte del movimento delle donne con il Tavolo di donne sulla
bioetica, collettivi e associazioni di donne lesbiche, centri laici per la
fecondazione assistita come Madre Provetta, ricercatori, medici, hanno
disseminato nel paese costruendo mobilitazioni significative.
E' da questo tessuto
politico che bisognerà ripartire, per continuare. Una legge in prospettiva si
può abrogare. Lo strumento del referendum in una situazione di grande
conflitto sociale è percorribile con tempi, metodi decisi democraticamente in
un coinvolgimento delle reti di donne e di tutti quei soggetti che
considerano la autodeterminazione delle donne un fondamento necessario per la
costruzione dell'altro mondo possibile: quello che dà fiato reale alle nostre
speranze e alle nostre passioni.